Missioni Consolata - Dicembre 2012

evitando la tentazione costante della commistione o dell’opposi- zione... Una tale laicità sana ga- rantisce alla politica di operare senza strumentalizzare la reli- gione, e alla religione di vivere li- beramente senza appesantirsi con la politica dettata dall’inte- resse, e qualche volta poco conforme, o addirittura contra- ria, alle credenze religiose» (EMO 29-30). Tale laicità si fonda «su una sana antropologia e sul pieno ri- spetto dei suoi diritti inaliena- bili». «Diritto sacro e inaliena- bile... culmine di tutte le libertà è la libertà religiosa». Il Papa ri- conosce che «in diversi paesi esiste la tolleranza religiosa... È necessario passare dalla tolle- ranza alla libertà religiosa», che «comporta sia la libertà indivi- duale e collettiva di seguire la propria coscienza in materia re- ligiosa, sia la libertà di culto. In- clude la libertà di scegliere la religione che si crede essere vera e di manifestare pubblica- mente la propria credenza... senza mettere in pericolo la pro- pria vita e la propria libertà per- sonale» (26-27). E questo non per motivi di pro- LIBANO 12 MC DICEMBRE 2012 selitismo, ma perché la libertà religiosa ha una dimensione so- ciale e politica indispensabile alla pace, per cui bisogna farne «oggetto di dialogo tra i cristiani e i musulmani, un dialogo la cui urgenza e utilità sono stati riaf- fermati dai Padri sinodali» (30). I NTRODUZIONE . Nei primi 6 paragrafi l’esortazione in- vita le Chiese orientali cattoliche a ravvivare la comu- nione nel loro interno, sull’esempio delle comunità delle origini, descritte negli Atti, e ad aprirsi al dia- logo con ebrei e musulmani. Si tratta di una comunione e unità da raggiungere nella «diversità dei contesti geogra- fici, religiosi, culturali e socio-politici», conservando le proprie caratteristiche teologiche, liturgiche, canoniche... che sono un «patrimonio della Chiesa universale». P RIMA PARTE . Dopo l’invito alla Chiesa universale a non dimenticare i cristiani che vivono in Medio Oriente, che portano un contributo «nobile e autentico» alla costru- zione del Corpo di Cristo (7), il Papa descrive il contesto in cui essi vivono, sottolineandone morti, vittime «della cecità umana», paura e umiliazioni (8) e lanciando l’ap- pello alla conversione, alla pace, a vivere il perdono nel- l’ambito privato e comunitario (9-10). Un capitolo intero (11-18) si sofferma sulla vita cristiana ed ecumenica. Nel mosaico di chiese presenti nel Medio Oriente, i cattolici sono esortati a «promuovere l’ecume- nismo spirituale nelle parrocchie, monasteri e conventi, istituzioni scolastiche e universitarie, e nei seminari»; viene ribadita l’importanza di proseguire nel dialogo ecumenico a livello teologico, in modo da parlare «con una sola voce sulle grandi questioni morali» (famiglia, sessualità, bioetica, libertà, giustizia e pace), e conti- nuare «l’ecumenismo diaconale», in ambito caritativo ed educativo. L’esortazione elenca alcune proposte concrete per una pastorale ecumenica d’insieme: «regolare i ma- trimoni tra fedeli cattolici e ortodossi», «apertura a una certa communicatio in sacris per i sacramenti della peni- tenza, eucaristia e unzione degli infermi»; trovare ac- cordi «per una traduzione comune del Padre Nostro»; «studio dei Padri orientali e latini e delle rispettive tradi- zioni spirituali». Nel lungo capitolo (19-28) sul dialogo interreligioso il papa ricorda i legami storici e spirituali che i cristiani hanno con ebrei e musulmani; per cui tale dialogo non de- riva da pure convenienze socio-politiche, ma si fonda sulla comune fede nel «Dio Uno». A proposito del dialogo cristiano-ebraico il Papa ricorda il patrimonio spirituale comune (Bibbia) e invita «a scoprire le radici giudaiche del cristianesimo»; a riguardo del dialogo con l’islam, il Papa sottolinea che i cristiani in Medio Oriente condivi- dono la stessa vita quotidiana dei musulmani, che la loro presenza nella regione è storica e hanno contribuito al suo sviluppo culturale. Per questo essi rivendicano «la piena cittadinanza», di «partecipare pienamente alla vita della nazione», di godere gli stessi diritti, primo tra tutti il diritto alla libertà religiosa e di coscienza. Vengono toccati temi scottanti, come laicismo e fonda- mentalismo (20-30). Il Papa invita tutti a una «sana lai- cità», la quale «libera la religione dal peso della politica... mantenendo la necessaria distanza tra le due». Altro tema cruciale (31-36) è l’emigrazione dei cristiani sotto «cieli più propizi»: l’esortazione auspica che i responsa- bili politici e religiosi evitino strategie di emarginazione ECCLESIA IN MEDIO ORIENTE Frutto del sinodo sul Medio Oriente, celebrato a Roma dal 10 al 24 ottobre 2010, l’esortazione apostolica «Ecclesia in Medio Oriente» è stata firmata da Benedetto XVI e resa pubblica la sera del 14 settembre scorso, a Beirut in Libano. Il documento segue fedelmente le 44 propositiones elaborate dai padri sinodali, tenendo presente i mutamenti politici e sociali in corso in molti paesi a sud del Mediterraneo e delle conseguenti incertezze per il futuro delle comunità cristiane. Il testo si compone di tre parti con una introduzione e una conclu- sione. Ne riportiamo la sintesi. © Afp/Anwar Amro

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