Missioni Consolata - Maggio 2012

La gente l’ha accolta bene e continua a farlo. È vero. E di questo ringrazio il Signore. Si dice che i tanzaniani, religio- samente, si dividano in tre gruppi uguali: il 33 per cento sono i cristiani e altrettanti sono i musulmani e i seguaci delle religioni tradizionali. Qual è il rapporto fra cattolici, luterani, anglicani, «salvati», ecc.? Il rapporto fra i cristiani cattolici, luterani e anglicani è buono. È molto migliorato rispetto a qual- che decennio fa. Oggi, ad esem- pio, nell’ospedale governativo «Muhimbili» di Dar Es Salaam i cristiani condividono la stessa cappella, pur conservando le loro differenze dottrinali. Invece, con i «cristiani salvati» ( wa- lokole ) abbiamo grossi problemi. Questi vanno a caccia dei loro fe- deli nelle varie chiese e imbro- gliano le persone religiosamente e psicologicamente. Assai me- glio è relazionarsi con i musul- mani, perché conosci bene il loro pensiero. Quanto al numero, i dati citati sono superati, perché i cattolici da soli coprono il 27 per cento della popolazione e supe- rano i musulmani. MC ARTICOLI Circa l’islam, Lawrence Mbogoni scrisse: «Durante gli anni 1985- 95 gruppi di musulmani disprez- zarono con asprezza i cristiani; il disprezzo culminò il 13/02/1998 allorché 2 cristiani furono uccisi e molte abitazioni distrutte» 1 . Eminenza, oggi qual è il rapporto fra cristiani e musulmani? I disordini del decennio 1985-95 furono causati da diversi giovani musulmani, disoccupati, man- dati a studiare l’islam fonda- mentalista in Egitto o in Arabia Saudita. Al loro ritorno in Tanza- nia, manifestarono la loro ostilità verso i cristiani saccheggiando molti negozi di carne suina a Dar Es Salaam e compirono altre di- struzioni. Oggi non si registrano più atti del genere. Tuttavia l’o- stilità verso i cristiani persiste. Non mancano gli insulti. La poli- zia sente tutto e sa tutto, ma non interviene. La mia paura è che i cattolici, che ora sopportano tutto in silenzio, un giorno per- dano la pazienza. E allora sa- ranno guai, purtroppo. Il 2011 è stato un anno significa- tivo per il Tanzania, perché ha celebrato 50 anni di indipen- denza. Secondo il giornale «Mwananchi», lei commentò l’e- vento in questi termini: «Nei 50 anni passati abbiamo avuto dei successi. Ora dobbiamo darci da fare affinché, quando celebre- remo il centenario della nostra indipendenza, non si dica: era meglio al tempo dei coloniali- sti». E aggiunse: «La nostra na- zione nasconde gruppi di tradi- tori, egoisti, capaci anche di uc- cidere i loro compagni pur di ac- quisire potenza e ricchezza» 2 . Eminenza, queste sono parole pesanti. Forse troppo pesanti, o mi sbaglio? Sì, sono parole pesanti. Però ri- tengo che sia mio dovere denun- ciare con verità e chiarezza la si- tuazione difficile del Tanzania. MAGGIO 2012 MC 63 # Il cardinale Polycarp Pengo ha partecipato all’Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi (Roma, 4-25 ottobre 2009). © Af MC/L Anataloni 2009 © Af MC/L Anataloni 2009

RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=