Missioni Consolata - Maggio 2012

D iversi studiosi parlano della coppia mista come di un «corpo a corpo interculturale», proprio perché un matrimonio di questo tipo richiede la rinegoziazione di una quantità impressionante di situazioni, prima regolate diversamente. L’espe- rienza di alcuni consultori interetnici ha evidenziato come la vera comprensione tra i coniugi sia frutto di una capacità comunicativa che conduca entrambi alla conoscenza della lingua e della cultura dell’altro. Conoscere il mondo del partner è infatti fondamen- N OTE 1 - Archeologo, curatore di diverse mostre archeologiche e attuale direttore del Castello di Buon Consiglio a Trento. 2 - Storico, scrittore e autore di diversi libri tra cui Vivere tra i Barbari, Vivere con i Romani , nel quale dedica un intero capitolo al tema dei matrimoni misti. 3 - È il mescolamento/fusione di diversità, culture, significati. MAGGIO 2012 MC 39 MC MATRIMONI MATRIMONI MISTI, BISOGNI SPECIFICI Partendo dal riconoscimento degli speci- fici bisogni di cui le coppie miste erano portatrici, è stato creato a Milano nel 1998 un consultorio per le famiglie inte- retniche. Tali unioni, infatti, si legge nel sito del centro, sollecitano su più fronti la nostra società, in particolare la crescita costante di questi matrimoni evidenzia la necessità della formazione di professio- nalità e servizi che siano in grado di ri- spondere alle loro richieste. I principali obiettivi che si pone il consul- torio sono quelli di fornire un servizio di informazione e orientamento su tematiche giuridiche, sanitarie, educative e religiose; di offrire un accompagnamento all’espe- rienza di coppia, aiutando in primo luogo i partner a conoscere e valorizzare le ri- spettive culture; di individuare per queste famiglie percorsi di integrazione coniu- gale e sociale. A tale fine il sostegno, che può orientarsi al singolo, alla coppia o al nucleo familiare, si concretizza con l’of- ferta di consulenze; con la promozione di momenti di incontro per le coppie dedi- cati a temi specifici. Ad oggi si è soprat- tutto lavorato sulle relazioni con la fami- glia di origine e sulle scelte educative nei confronti dei figli; con l’organizzazione di conferenze e dibattiti su temi inerenti la multiculturalità e il dialogo interreligioso. I NDIRIZZO : «Consultorio per Famiglie interet- niche» (Cadr), Corso di Porta Ticinese 33 - Milano; tel. 02 8375476, www.cadr.it, consultorio@cadr.it . © Roberto Brancolini tale perché aiuta a non perdere la propria identità, a sviluppare una maggiore competenza nel prendere insieme le decisioni e nel risolvere i conflitti, a svilup- pare relazioni soddisfacenti con la famiglia d’origine del proprio coniuge. L’esigenza di arrivare a una nuova «definizione della realtà», ad una mediazione fra modelli culturali, è quindi da ritenersi fondamen- tale per la riuscita e la stabilità del rapporto coniu- gale. Per questo le coppie miste vengono definite «la- boratori interculturali» in quanto il confronto con «l’altro» non è teorico, ma reale e quotidiano. Il secondo livello di interazione è quello delle rela- zioni tra le comunità. Tanto più i due sposi apparten- gono a comunità tra loro lontane, per tradizione, lin- gua, cultura, religione, tanto più sarà difficile per tali gruppi accettare o per lo meno condividere la deci- sione di un proprio membro di sposarsi al di fuori del gruppo. La scelta di un partner straniero, infatti, viene spesso letta come provocazione nei confronti dell’educazione ricevuta e del proprio gruppo di ap- partenenza, come gesto di negazione del legame fa- miliare e sociale in quanto ci si pone fuori dai confini del «territorio simbolico» della comunità d’origine. Di frequente il matrimonio misto è quindi elemento di isolamento dal contesto e dal sistema relazionale d’origine dei membri della coppia: le coppie cam- biano amici, allentano i legami con le rispettive fami- glie. È a partire dalle famiglie di appartenenza degli sposi e dagli amici che si manifestano infatti pregiu- dizi, stereotipi, pressioni. Al terzo livello di «problematicità» troviamo i rap- porti tra i due Stati di cui i partner sono cittadini, e in particolare i legami esistenti o mancanti tra i ri- spettivi sistemi giuridici. Questo livello è importante quale tutela non solo dell’istituzione famiglia, ma dei singoli componenti della stessa. A volte la chiarezza giuridica manca sin dal momento della ufficializza- zione dell’unione. La mancanza di accordi a livello giuridico si rileva particolarmente importante in caso di custodia dei figli, eredità, divorzio. A nche a causa dei problemi evidenziati, le cop- pie miste possono risultare più fragili rispetto a quelle «tra nativi» e dunque più a rischio di rottura e fallimento. Tuttavia, esse si configurano an- che come importantissimi luoghi di incontro, dialogo e sviluppo di pratiche interculturali che possono co- involgere non soltanto la rete familiare dei coniugi, ma l’intera comunità.

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