Missioni Consolata - Aprile 2012

proprio dal principe giordano Ghazi bin Muhammad bin Talal. Un’altra iniziativa che ha attirato l’attenzione dei mass media , ap- prezzata sia dai musulmani che dai cristiani è la moschea sorta a Madaba e dedicata a Gesù Cri- sto, la prima del mondo arabo. DIALOGO DELLE OPERE Il contributo che i cristiani danno alla società civile gior- dana è incalcolabile, soprattutto praticando «il dialogo delle opere, che sono tante» afferma al signora Huda Muhasher, pre- sidente della Caritas giordana. «La Caritas è nata inizialmente per rispondere ai gravi problemi causati dalla guerra dei sei giorni (1967); da lì in poi ha fatto fronte a tutte le più gravi emer- genze nazionali, compresa, oggi, quella degli immigrati e soprat- tutto dei profughi iracheni». Fin dai tempi biblici i territori ol- tre il Giordano sono stati una valvola di sfogo per i conflitti dei paesi vicini: oltre metà dei resi- denti giordani sono di origine classi media e alta e godono di migliori opportunità economi- che, maggiore visibilità pubblica e rilevanza sociale e politica che in qualsiasi altro paese islamico: ai cristiani sono riservati 9 seggi su 110 in Parlamento, sono affi- dati prominenti posizioni mini- steriali e militari, cariche diplo- matiche e amministrative, nella corte reale e ai vertici di imprese e banche nazionali. «La Giordania è un Paese sereno - afferma mons. Sayegh - nel quale la Chiesa è una cosa ne- cessaria per far vivere insieme cristiani e musulmani. Pensiamo alle scuole: i musulmani deside- rano che i loro figli frequentino le scuole cristiane, e di questo la comunità cristiana è orgogliosa. I rapporti sono buoni e da noi il fondamentalismo è un fatto molto limitato. E speriamo an- che di migliorare». Ci sono state tensioni nei de- cenni passati, quando i Fratelli musulmani, ottenuto il controllo del Ministero dell’Educazione, hanno cercato d’islamizzare la società attraverso la scuola, ri- spolverando cliché di propa- ganda islamica, con richiami alla jihad contro i miscredenti. A troncare ogni rigurgito fonda- mentalista è intervenuto il re Ab- dullah, nel novembre 2004, con il famoso « Messaggio di Amman », in cui «chiarisce al mondo cosa è e cosa non è il vero islam», riaf- fermando, in quando discen- dente di Maometto, la sua fun- zione di interprete e garante della «retta comprensione» della fede islamica, presentata come «messaggio di fratellanza e umanità, che sostiene ciò che è buono e proibisce ciò che è sba- gliato, accettando gli altri e ono- rando ogni essere umano». Gli islamisti più zelanti conti- nuano il loro mobbing spirituale in vari settori della società; al tempo stesso il dialogo tra i vari leader religiosi continua fe- condo, diventando un modello per tutto il mondo islamico. Ne è un esempio il documento A Common Word , la lettera dei 138 saggi musulmani, promossa GIORDANIA 12 MC APRILE 2012

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