Missioni Consolata - Aprile 2017

Cari mission@ri sionario della Consolata in Colombia durante la seconda metà del XX se- colo. Lo studio è apparso sotto forma di capitolo per un rapporto d’analisi contenente varie contri- buzioni riguardanti la storia dell’azione umani- taria in America Latina. I risultati del lavoro etno- grafico e delle ricerche d’archivio effettuate nell’ambito del progetto di ricerca che ha prece- duto tale pubblicazione permettono di identifica- re il peculiare modus o- perandi dei missionari Imc che, a partire dal se- condo dopoguerra, furo- no assegnati al settore colombiano della selva amazzonica, in un conte- sto assai violento. Lungi dall’essere interessati e- sclusivamente all’evan- gelizzazione religiosa, i religiosi dell’Imc diedero la priorità all’azione u- manitaria e allo sviluppo locale della regione at- traverso la costruzione di scuole, la creazione di amministrazioni locali, l’appoggio alle iniziative di autonomia economica e la partecipazione diret- ta a negoziati con i grup- pi armati (guerriglia, pa- ramilitari, forze armate regolari) al fine di otte- nere tregue, scambi di che per promuovere la situazione della gente. Mi sono impegnato con il Vescovo a promuovere la solidarietà attraverso il coordinamento della Ca- ritas nelle parrocchie e anche iniziarne le atti- vità: attualmente abbia- mo la Caritas diocesana, ma desideriamo avere anche le Caritas parroc- chiali. Avremmo bisogno di ar- redare la sacrestia e an- che di avere un ufficio parrocchiale per incon- trare la gente. Mancano i paramenti, i vasi sacri, tovaglie e libri liturgici nella lingua locale. Cer- tamente i cristiani faran- no la loro parte, ma non sarà senz’altro sufficien- te. Anche la nostra abita- zione è molto precaria e riesce a malapena ad o- spitarci e permetterci di preparare le varie attività che svolgiamo in sede e anche nelle cappelle. Pensate che quando va- do a celebrare la messa in chiesa o a visitare le comunità utilizzo ancora l’altarino portatile che mi è stato donato per la mia ordinazione sacerdotale 28 anni fa. Faccio il possibile per trovare un modo per coinvolgere la comunità perché sia al servizio dei poveri e sia solidale con i carcerati e i profughi che visito regolarmente. Ma i bisogni sono tanti e a volte devo disattendere le speranze della gente perché mi mancano i mezzi. Gli inizi non sono mai fa- cili, ma non ci manca l’entusiasmo e la voglia di stare con la gente. La Consolata vi sostenga e consoli nelle difficoltà. Padre Rocco Marra Manzini, febbraio 2017 «SOTANAS EN EL BARRO» Mi permetto di scrivervi per informarvi della re- cente pubblicazione da parte del prestigioso Hu- manitarian Policy Group (un think thank britanni- co facente capo all’ Over- seas Development Insti- tute ) di un mio articolo sulla storia della pasto- rale e delle attività di ca- rattere umanitario rea- lizzate dall’Istituto Mis- 6 MC APRILE2017 redazione@rivistamissioniconsolata.it mcredazioneweb@gmail.com Sopra : mons. José Luis Ponce de Leon, vescovo di Manzini, con il nuovo team pastorale e la gente il giorno della conse- gna della parrocchia ai mis- sionari della Consolata. A destra : un giovane mons. Angelo Cuniberti negli anni ‘60 tra la sua gente nell’allora vastissimo vicariato aposto- lico di Florencia, in Colombia, terra di guerriglia, emigranti e contrasti. #

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