Missioni Consolata - Marzo 2017

tare avanti questa scelta ha vo- luto dire penalizzare la carriera. Questa si faceva puntando su temi high tech . Lui era motivato da altre considerazioni: la solida- rietà, la spinta umanitaria». Questa esperienza di auto costru- zione di case a basso costo per migliorare le condizioni di vita dei più poveri ha una potenzialità di- rompente nel mondo di oggi, pro- prio a causa della vastità dei biso- gni in termini di habitat. Dopo la prima esperienza in Bra- sile il professore non si ferma. En- tra nel giro degli accademici che si occupano di terra cruda, in Bra- sile e non solo. Il blocco Mattone viene «esportato» in altri paesi e continenti. «Mio marito impostò un analogo progetto con l’Univer- sità Tecnologica Nazionale Argen- tina, a Santa Fé». I coniugi Mattone sono proprio in Argentina per predisporre le atti- vità, quando, nel 2008, il profes- sore muore improvvisamente. È un fulmine a ciel sereno. Un si può andare avanti con il pro- getto formativo». È una procedura che l’associazione adotta sempre: in queste settimane sono sotto test a Torino alcuni campioni di terra di Capo Verde. Solidarietà senza confini «L’interesse nel migliorare le con- dizioni di vita della gente era den- tro di lui da sempre. Il mattone è poi stato ideato grazie alla ricerca in Brasile». Ricorda ancora Gloria Pasero parlando del marito. «Por- MARZO2017 MC 17 Tre domande al direttore del Coordinamento comuni per la Pace La Pace che arriva dalla cooperazione E doardo Daneo è il direttore del Coordinamento comuni per la pace della provincia di Torino (Cocopa, www.cocopa.it) , da 15 anni va in Burkina Faso per accompagnare progetti di coopera- zione degli enti locali. Ha inoltre esperienza nei Bal- cani e in Medio Oriente. Lo abbiamo incontrato a Gourcy dove accompagnava i Mattone (madre e fi- glio) nella loro missione di formazione. In che contesto si inserisce l’intervento di «Mat- tone su Mattone onlus» in Burkina Faso? «L’intervento si situa all’interno del programma di cooperazione territoriale I colori dello Sviluppo, avviato nel 2005, tra il Comune di Grugliasco (To) e il Comune di Gourcy nell’ambito del Coordinamento Comuni per la pace. Finanziato dalla Regione Piemonte e accom- pagnato dalla Ong Cisv esso vuole migliorare le condi- zioni di vita della popolazione di Gourcy attraverso il rafforzamento dei servizi pubblici di base forniti dal comune: accesso all’acqua potabile nei villaggi, realiz- zazione di scuole primarie, rafforzamento dell’ana- grafe, biblioteca, realizzazione di un centro informa- tico presso il liceo provinciale dello Zondoma, e atti- vità per lottare contro la disoccupazione giovanile. I colori dello Sviluppo ha un’attenzione particolare al coinvolgimento della cittadinanza di Grugliasco nelle azioni progettuali. Partecipano infatti al progetto gruppi di giovani, l’istituto tecnico Ettore Majorana e i liceo Marie Curie e diverse scuole secondarie di primo grado». Qual è il ruolo giocato dal Cocopa e dai comuni ita- liani in questa «relazione» tra Italia e Burkina? «Il Cocopa mette a disposizione dei propri enti mem- bri una esperienza di cooperazione decentrata ven- tennale, maturata grazie alla collaborazione con le Ong del Consorzio delle Ong Piemontesi (Cop) e al coinvolgimento di 25 comuni che sono impegnati in modo continuativo ed efficace in relazioni di coopera- zione territoriale soprattutto in alcuni paesi dell’A- frica Occidentale (Burkina Faso, Mali e Senegal), e del Medio Oriente (Palestina, Israele e Libano). Il Coordinamento accompagna e sostiene l’azione dei comuni, promuove collaborazioni e sinergie tra i di- versi attori e i diversi progetti, partecipa alla elabora- zione dei diversi programmi. Inoltre partecipa a nome dei propri membri alla elaborazione di proposte progettuali più ampie e consortili. Il Coordinamento non è una agenzia che si sostituisce all’azione dei co- muni, ma uno strumento a disposizione degli enti lo- cali che scelgono di impegnarsi nella cooperazione territoriale per farlo in un quadro di esperienze con- divise, essere più efficaci nelle azioni e accedere a op- portunità che altrimenti non potrebbero sfruttare. Nel caso specifico il Cocopa ha individuato il progetto di cooperazione nel quale mettere a disposizione que- sta tecnica in base alle condizioni socio economiche lo- cali e alla disponibilità dei partner. Oltre ad accompa- gnare le missioni di formazione in Burkina Faso, il Coordinamento partecipa anche alla elaborazione del progetto che consentirà ai giovani formati di applicare quanto appreso nei prossimi anni, permettendo loro di sfruttarla per avere un reddito». In che modo si pensa di stabilizzare i giovani afri- cani nel loro contesto di origine? «La formazione alla produzione e posa in opera del blocco Mattone fa parte di quelle iniziative concor- date con il Comune di Gourcy per dare prospettive ai giovani che non hanno una elevata istruzione e che sarebbero condannati a vivere di sussistenza o a la- sciare la zona per cercare una vita migliore. Avere la possibilità di crescere bene nella propria terra è l’aspirazione di tutti coloro che incontriamo e si sta trasformando sempre di più in una priorità an- che per le politiche locali. Sin da subito, la proposta del blocco Mattone è stata accolta con entusiasmo non solo perché si tratta di una tecnologia innovativa e semplice, ma anche perché è un metodo ad alta in- tensità di lavoro, in grado di occupare utilmente tanti giovani che sono oggi senza prospettive». Ma.Bel . MC A

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