Missioni Consolata - Dicembre 2013

12 MC DICEMBRE 2013 Si potrebbe però obiettare che le decisioni di governo sono prese da un solo partito... «Con tutte le cose che possiamo dire sul Bath - partito unico, dittatore e altro -, dobbiamo ammettere che esso ha dato stabilità alla Siria. Ricordo che Michel Aflaq (1910-1989, ndr ), il suo fondatore, era un cristiano. Egli riteneva che con un unico partito laico si sarebbe potuti andare oltre le diffe- renze dell’appartenenza religiosa. Ricordo che, prima del- l’avvento del Bath, la vitamedia di un governo non superava gli 11 mesi. Oggi si protesta contro la lunga permanenza al potere di Assad, dimenticandosi che in Germania Angela Merkel è appena stata eletta per il terzo mandato». Dal marzo 2011 in Siria c’è un conflitto. Come spie- garlo? «Hanno iniziato a dire che in Siria era arrivata la primavera araba e che il governo doveva andarsene. Vediamo cos’è successo negli altri paesi. In Egitto, si è tornati a prima della primavera: un fallimento. In Iraq, la maggior parte della po- polazione e delle minoranze rimpiange i tempi del dittatore. I giornali non ne parlano più, ma la pace di oggi costa (al- meno) 60 vittime al giorno. In Libia, la liberazione è costata migliaia di morti e adesso il paese è diviso tra tribù. Io come cristiano non posso andare in Arabia Saudita con la bibbia e con la croce. In quel paese le donne non possono neppure guidare un’automobile! L’esempio della Siria era pericoloso per i paesi del Golfo. Pertanto, hanno cominciato a lavorare per distruggere il modello siriano. E non dimentichiamo la confinante Turchia. Quando era in amicizia con Israele, era contro l a Siria. Poi, dopo l’incidente della “Freedom Flotilla per Gaz a” (maggio 2010, ndr ), i due paesi si sono riavvicinati. Adesso le cose sono di nuovo cambiate, dato che Erdogan sogna d i far rivivere il califfato ottomano». Per q uesto lei parla di una guerra importata... «Per ab battere il governo sono arrivati in Siria combattenti jihadis ti da 17 paesi! Si parla di 80-100 mila uomini armati st ranieri nel paese. Sono mercenari, jihadisti per vo- c azione o fanatici. Un esempio. Sono arrivati nella bellissima Aleppo, città di cultura e commerci, e si sono impossessati di un quartiere. Ebbene, questi personaggi hanno imposto la sharia nella zona con- q uistata. Hanno usato le persone come scudi umani, ha nno ucciso bambini davanti ai familiari. Altri fana- tici jihad isti hanno attaccato (settembre 2013, ndr ) il villag- gio crist iano di Malula 1 ». Abbi amo parlato dei paesi arabi. Vediamo adesso il comp ortamento dei paesi occidentali. «È stato negativo. Si pensi alla Francia. È andata in Mali a Il mosaico religioso della Siria è stato infranto da una guerra importata. Mercenari pagati dai paesi sunniti (Arabia Saudita, in primis) e armati dai paesi occidentali (Stati Uniti e Francia in testa), stanno distruggendo l’unico paese arabo in cui la convivenza interconfessionale era una pratica quotidiana, l’unico dotato di una Costituzione laica. Da quest’intervista esce un quadro molto diverso da quello dipinto dalla maggior parte dei media internazionali. Incontro con mons. Haddad della Chiesa cattolica greco-melchita IL PAESE STRAPPATO E LA GUERRA IMPORTATA SIRIA G LI ANTI -A SSAD E SERCITO SIRIANO LIBERO : nato nel luglio 2011, è stata la prima formazione anti- Assad, ora molto indebolita dalle defezioni. E SERCITO ISLAMICO : il Jaysh al-Islam è nato a fine settembre 2013, include 43 gruppi islamisti. A LLEANZA ISLAMICA : nato a metà settembre 2013, include 13 gruppi islamisti, tra cui il Jabhat al-Nusra e Ahrar al-Sham. A Roma mons. Mtianos Haddad è rettore della Basilica di Santa Maria in Cosmedin. La chiesa sorge in piazza Bocca della Verità. Proprio sotto il portico della chiesa è collocato - dall’anno 1632 - il notissimo mascherone in marmo dove tutti introducono la mano per dimostrare che non men- tono. «E anch’io oggi dirò la verità, signor Paolo», aggiunge con un sorriso il prelato (*). Siriano, archimandrita della Chiesa cattolica greco-melchita a Roma, mons. Haddad appare come una persona pacifica e gioviale, ma con idee molto chiare sull’«amata Siria», un paese dilaniato da una guerra importata da siriani espatriati e da gruppi islamici foraggiati dai soldi di alcuni paesi sunniti (in primis, Arabia Saudita e Qatar) e dalle armi vendute dai paesi occidentali. Mons. Haddad, la Siria è unpaese dallemolte confessioni religiose. «La Siria è una culla della cristianità. I cristiani e gli ebrei sono lì da ben prima dell’islam. Dopo 600 anni sono arrivati anche i musulmani. Un mosaico religioso, ben vissuto e ben accettato, che è diventato una ricchezza. Prima di questi ultimi 32 mesi, “maledetti” (mi scuso del termine, ma è così), la Siria era un esempio della convivenza e convivialità tra cristiani (cattolici, ortodossi, protestanti), musulmani e comunità ebraiche. Come prova di quanto affermo, ricordo che, da tanti anni, il governo ha cancellato la voce “religione” dalla carta d’identità, cosa im- pensabile negli altri paesi arabi. Così, al momento di iscriversi all’Università, nessuno ti chiederà quale sia la tua fede. Ma c’è di più. Nelle scuole pubbliche, che sono gratuite, pure le diffe- renze sociali tra ricchi e poveri sono state azzerate introdu- cendo per ogni studente la stessa uniforme. Anche in questo modo il governo ha aiutato tutti noi a essere semplicemente cittadini siriani. Io sono orgo- glioso di essere siriano». © Paolo Moiola

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