Missioni Consolata - Ottobre 2015

64 MC OTTOBRE 2015 COREA DEL SUD tosto scarsi. La cosa, poco a poco, era finita nel serbatoio dei «sogni irrealizzati». Fino all’anno scorso, quando il nostro missionario co- reano Han Pedro, durante un’eu- caristia celebrata in uno dei san- tuari dei Martiri a Seoul, ha avuto la buona sorte di conoscere per- sonalmente la signora Shim Sun- hwa Caterina: pittrice il cui nome è già molto noto nel paese e la cui arte molto apprezzata nella Chiesa cattolica. Da quell’incon- tro provvidenziale e dal susse- guente rapporto di amicizia che ne è nato, il nostro desiderio di avere una Consolata coreana ha ripreso forza e vigore. Abbiamo così chiesto alla signora Caterina se poteva cimentarsi nell’im- presa. E ha detto di sì. Hanno fatto seguito vari incontri, tra Caterina, padre Han Pedro e il nostro superiore padre Pedro Louro, per presentare e far ap- prezzare all’artista il quadro della Consolata nei suoi dettagli, e per rivedere e correggere diverse volte, poi, le bozze di dipinto che la signora Caterina andava pre- sentando. Nel frattempo, altri tasselli del mosaico sono andati provviden- zialmente al loro posto: per esempio una corposa donazione da parte di una coppia di amici, e la riflessione in comunità su come fare, una volta che fosse stato pronto il nuovo quadro, per intro- nizzarlo solennemente all’entrata della casa di Yokkok, e per la ri- produzione dell’immagine in vari formati e materiali. Alla fine siamo arrivati alla bozza che ci soddisfaceva, e l’artista si è messa d’impegno a «scrivere» l’i- cona della Consolata nella sua versione coreana. Le parole dell’autrice «Ho cercato di immergermi nei simboli dell’immagine della Madre Consolata, e ho cercato di espri- mere la stessa simbologia con lo stile proprio delle immagini co- reane. Il volto della Vergine l’ho reso con i lineamenti teneri e leg- germente arrotondati dei volti co- reani, mentre lo sguardo dolce della madre si fissa sul figlio Gesù. I capelli di Maria Consolata stretti da una bella spilla tradizionale, dal colore oro, indicano in lei la Madre celeste. Il colore del vestito tradi- zionale coreano della Santissima Madre, salvando il senso simbo- lico della santità, è di un azzurro oceano profondo, mentre la sua verginità è resa dalle parti in rosso. Il riflesso dorato dell’anello esprime la sua fedeltà eterna, mentre la pietra di giada simbo- leggia la sua maternità. Gesù è stato rappresentato in at- teggiamento regale, simboleg- giato dalla tunica verde che rico- pre l’indumento intimo e viene coperta a sua volta da un man- tello rosso. Un cordoncino tradi- zionale rosso ne completa l’abbi- gliamento». A mo’ di conclusione I missionari della Consolata sono arrivati in Corea ben 27 anni fa, nel 1988. Abbiamo potuto speri- mentare sulla nostra carne come i tempi per ogni cosa, in Corea, dal- l’imparare la lingua, all’assuefarsi a cibo e cultura, sono molto lun- ghi. Anche i tempi per «mettere radici» in Corea, dunque, sono stati molto lunghi. Ma, con l’aiuto della grazia del Signore, crediamo proprio di averle messe, e abba- stanza profonde. Il quadro della Consolata «coreana» ne diventa per noi un po’ il simbolo e una bella evidenza. Dopo tanti anni in Corea, finalmente la Consolata è diventata pienamente coreana. Ora tocca alla Corea raccoglierne il messaggio, e l’invito a diventare sempre più «missionaria». Diego Cazzolato

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