Missioni Consolata - Maggio 2014

# Due articoli sulla Siria pubblicati da MC a dicembre 2013. La copertina del libro di Susan Dabbous, rapita da estremisti islamici (Castelvecchi 2014). cipali è quello dei profughi sia al- l’interno del paese sia all’esterno, nei campi, soprattutto in Giorda- nia e Libano. Lì c’è bisogno di tutto. Occorre provvedere per l’assistenza immediata: medici- nali, cure mediche, viveri, vestiti. All’interno della Siria i soldi vanno a tutte quelle famiglie che, a causa della guerra, debbono spo- starsi. Bisogna cercare loro il luogo in cui andare, trovare nuove scuole, spesso i prezzi esplodono e c’è chi ne approfitta. Le chiese sono impegnate a dare un aiuto a queste famiglie nella maniera più coordinata possibile. Uno dei principali problemi è quello di unire e coordinare i vari gruppi all’interno della Chiesa, ma anche tra le varie organizza- zioni umanitarie, tra le Ong. Altro non si può fare. Io, come france- scano, posso garantire che, per quanto riguarda noi, siamo abba- stanza precisi e ferrei tenendo presente che, prima o poi, qual- cuno ci chiederà di rendere conto di quello che è stato fatto». I luoghi cristiani in Siria sono stati preservati? «Tutti i luoghi sono stati colpiti; non solo quelli cristiani, ma anche quelli musulmani. Al Nord in ma- niera molto più pesante che al Sud. Non possiamo dire se siano stati colpiti intenzionalmente o no. Di conseguenza è molto difficile dare un’interpretazione». Un possibile scenario potrebbe prevedere la divisione della Siria in un Sud alauita pro-Assad e un Nord sunnita-salafita filo-turco. Se questa ipotesi si avverasse, lo spazio geopolitico della regione sarebbe diviso nettamente in due: un Sud filo-iraniano confi- nante con Israele (e quindi possi- bile teatro di scontro tra Tel Aviv e Teheran) e un Nord più radicale, ma più vicino all’Europa e filo- turco. «Non posso prevedere come evol- verà la guerra. Si parla, effettiva- mente, di questa possibile divi- sione e della creazione di una Grande Turchia, ma è ancora pre- sto per dirlo. Anche i programmi più cinici devono fare i conti con il territorio. Quindi, in qualunque di- rezione si vada, non sarà mai una soluzione facile e pacifica». Piergiorgio Pescali Il vescovo siro cattolico di Dama- sco, Ignace II Younan, prima del rapimento, aveva criticato Paolo Dall’Oglio per le sue dichiarazioni anti Assad, dicendo che - senza il partito Ba’ath (il partito del presi- dente, ndr) -, Mar Musa (il mona- stero di Dall’Oglio, ndr) non sa- rebbe mai potuto esistere. «Sono questioni complicate in cui è difficile entrare e giudicare. Credo che ciascuno debba fare la sua parte. I religiosi devono fare i religiosi. Il nostro compito non è quello di entrare in questioni poli- tiche perché verremmo trattati da politici. Il nostro ruolo è, l’ho già detto, stare con la gente: aiutarla, sostenerla. Naturalmente non puoi essere cieco rispetto a ciò che sta accadendo. Devi sempre par- lare di rispetto, di giustizia… ma alla fine in momenti così gravi qua- lunque cosa tu dica è sbagliata». Tra il 2011 e il 2013 le organizza- zioni umanitarie cattoliche hanno raccolto 72 milioni di euro da mandare in Siria. Come è possi- bile, in una situazione così cao- tica, gestire questi aiuti? Come possono i donatori essere sicuri che questi aiuti raggiungano ef- fettivamente le popolazioni a cui sono diretti? «I bisogni sono tanti e in questo momento di guerra non puoi pen- sare al futuro, ma al presente, a come aiutare la gente a continuare a esistere. Uno dei problemi prin- SIRIA 62 MC MAGGIO 2014 (*) Questa intervista è tratta dal libro di P IERGIORGIO P ESCALI , Il custode di Terrasanta. A collo- quio con Pierbattista Pizzaballa , Add Editore, Torino, 2014 (www.addeditore.it) .

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