Missioni Consolata - Novembre 2012

46 MC NOVEMBRE 2012 OSSIER I media li chiamano i «talebani del Corno d’A- frica». E, in effetti, con i miliziani afghani hanno molto in comune: la fede incrollabile in un islam radicale, la forza militare, i legami con il network di Al Qaeda, un certo sostegno della popolazione. Come i loro cugini afghani sembrano nati dal nulla e, per lungo tempo, sono parsi invincibili. Le milizie Al Shabaab, oggi messe alla corda da un’avanzata delle truppe governative supportate dagli eserciti di Kenya ed Etiopia e dal contingente dell’Unione africana, sono indubbia- mente stati i protagonisti della scena somala negli ul- timi sette-otto anni. Ma chi sono, quale modello di is- lam professano? E chi li sostiene? LE ORIGINI Non esiste una data di nascita ufficiale del movi- mento Al Shabaab. Molti analisti concordano però sul fatto che il primo nucleo sorge, intorno al 2004, all’ombra delle «Corti islamiche». Le Corti islamiche sono un fenomeno piuttosto complesso. Nascono nella seconda metà degli anni Novanta rette da auto- rità religiose e sostenute economicamente da uomini d’affari. L’obiettivo che si pongono è di amministrare la giustizia dando sicurezza al popolo e all’economia di Mogadiscio, in un contesto come quello somalo ca- ratterizzato dall’anarchia e dalla totale assenza di istituzioni politiche e giudiziarie. Le Corti islamiche nascono però a macchia di leopardo sul territorio e SOMALIA: 21 ANNI DI GUERRA AL COSPETTO DI AL SHABAAB DI E NRICO C ASALE In un contesto di anarchia e assenza di istituzioni le Corti islamiche cercano di gestire la giustizia. I «Signori della guerra» le contrastano. Gli Usa promuovono l’invasione della Somalia da parte dell’Etiopia. Il movimento Al Shabaab reagisce. Ideologica- mente vicino ad Al Qaeda, ne dichiara la propria affiliazione. Ma oggi perde terreno... Militanti di Al Shabaab arresi alla forza dell’Unione Africana (Amisom) nei pressi di Jowhar, il 22 settembre scorso. © Mohamed Abdiwahab / AFP

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