Missioni Consolata - Luglio/Agosto 2006

-■ BRASILE Nel mese di febbraio 2006, per 1 O giorni, in Porto Alegre (Brasile), si sono dati appuntamento 3.838 rappresentanti di chiese cristiane,di cui 691 erano delegati ufficiali econ diritto al voto, mentre i restanti 3.147 partecipavano avari titoli,quali osservatori ufficiali, giornalisti, rappresentanti dei giovani o di altre categorie all'interno del popolo cristiano. Tra questi osservatori ufficiali c'erano i membri della delegazione del Vaticano,comprendenti vari rappresentanti del «Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani»ealtri invitati, come religiosi e religiose, membri di movimenti ecclesiali, vescovi e sacerdoti. Come segretario dell'Unione superiori generali, ho avuto il privilegio di essere invitato a fare parte della delegazione vaticana e così di poter vivere all'interno e in maniera molto intensa questo evento. Ho potuto così scoprire, poco a poco, cosa significa per la chiesa cattolica,oggi, vivere l'impegno di lavorare per l'unità dei cristiani nel grande movimento ecumenico. UN PO' DI STORIA Per comprendere meglio l'importanza di questo evento, è forse opportuno ricordare come è nato ecome si è sviluppato il Consiglio mondiale delle chiese. La prima Conferenza mondiale della missione, tenutasi a Edimbur- • .,..., ,ga.""• ,;Ò, 111 Y -~~ ,,,of«:, ~ n$!o'"' ,;,. tta ,...--, ~"~· ~11 , . ' - 16 ■ MC LUGLIO-AGOSTO 2006 ■■ ■ ■ ■■ ■ ■ go, viene celebrata nel 191 O ed evidenzia con molta forza il bisogno di lavorare per l'unità della chiesa,se si vuole essere efficaci annunciatori del vangelo ai popoli. Da quella assise nascono il «Consiglio internazionale della missione»,«Fede e costituzione» e «Vita e lavoro». Alla vigilia della seconda guerra mondiale,alcuni capi delle chiese cristiane «storiche» propongono di costituire il Consiglio mondiale delle chiese. L'idea si potrà concretizzare soltanto nel 1948,quando i rappresentanti di 147 chiese si riuniscono in Amsterdam e danno vita al Cmc. In seguito le assemblee verranno celebrate in varie parti del mondo, con tematiche specifiche e per affrontare questioni particolarmente sentite dalle varie chiese. . L'Assemblea di Nuova Delhi,nel 1962,offre al Consiglio una struttura solida e un'apertura a tutti i continenti.In quell'occasione un buon numero di chiese ortodosse decide di aderire al Consiglio mondiale delle chiese. Negli anni '70 e '80, si affrontano temi teologici quali l'eucaristia, il battesimo e i ministeri della chiesa. Negli anni'90,si presta una particolare attenzione ai temi della pace e della giustizia. Ad Harare, nel 1998, si fa una seria riflessione sulla tensione ecumenica del Consiglio stesso.Viene dato voce Logo della 9" Assemblea del Cmc. a un diffuso malessere delle chiese ortodosse, a causa dell'eccessivo frazionamento dei rappresentanti delle chiese membri. LA CHIESA CATTOLICA NON NE È MEMBRO: PERCHÉ? La domanda è stata ripetutamente posta a noi, membri della delegazione vaticana, nel corso dell'Assemblea di Porto Alegre.11 Pontificio consiglio per l'unità delle chiese ha voluto allora ricordare i motivi principali per cui la chiesa cattolica, pur essendo un attivo partner, non ne fa giuridicamente parte. Fin dalla sua nascita nel 1948, nel Cmc predomina una ecclesiologia prevalentemente protestante.Gli ortodossi sono sempre stati una minoranza e la loro posizione teologica non viene presa molto in considerazione. L'auspicio che anche la chiesa cattolica entri a far parte del Cmc viene ripetutamente ribadito. La chiesa cattolica si troverebbe molto a disagio con l'ecclesiologia vigente oggi nel Consiglio. Secondo l'attuale costituzione del Cmc, le chiese membri sono le chiese nazionali. Esse si presentano all'assemblea a titolo individuale, per cui all'interno della stessa chiesa (es. anglicana) le posizioni possono essere molto diversificate. La chiesa cattolica,come chiesa universale, non può essere accettata dall'attuale struttura del Cmc. La costituzione attuale del Cmc t?'""D:d:i!lill•• prevede che il numero complessivo dei fedeli di una chiesa determini il numero dei delegati all'Assemblea. Se la chiesa cattolica dovesse entrare nel Consiglio,essa avrebbe il numero doppio di delegati di tutte le altre chiese assommate assieme, che è invece di 560 milioni. Il tema dell'autorità è centrale nella chiesa cattolica.Senza dubbio,il modo di intenderla costituirebbe un ostacolo non indifferente alle chiese protestanti e anche aquelle ortodosse. Per questi e altri motivi, la chiesa cattolica, pur essendo presente nel Cmc attraverso una viva collabora- ' zione con le sue attività e soprattutto negli approfondimenti teologici, in vista di un cammino comune verso l'unità, non ne fa parte giuridica. Il suo ruolo nel Cmc,sebbene di-

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