Missioni Consolata - Dicembre 2021

sone?), le autorità che spendono milioni di euro in personale e attività di monitoraggio utili solo a tardare l’ineluttabile passaggio di frontiera, l’umanità stessa che vede quanto sia facile vani- ficare il messaggio ecumenico di papa Francesco sulla fratellanza tra i popoli. L’ingresso in Italia: la fine del «game» «Quando sbuchi dai boschi della Slovenia, ti può capitare di vederla all’improvviso. L’Italia. Trieste, il suo mare. La fine della rotta balcanica, il game over di settimane di cammino e mesi di attesa, preoccupazione, paura. Puoi ritrovarti nel pae- sino di Dolina, lungo la ciclabile della Val Rosan- dra, a Basovizza, o nella miriade di altri luoghi del Carso da cui puoi immetterti su una strada italiana e da lì proseguire il tuo viaggio migrato- rio nell’Europa che fa finta di non vederti o, quando ti trova, ti trattiene valutando se e quando può respingerti». Inizia così la parte del report di Save the Children dedicato all’ingresso in territorio italiano dal confine sloveno: in tutto, 232 chilometri impossibili da monitorare. Da qui passa almeno il 50% dei minorenni non accom- Muri anacronistici e illegali Il rifugio di Oulx, gestito dalla Fondazione Talità Kum; il presidio di Ventimiglia, nella sede di Caritas Intemelia, dove operano anche Save the Children, Diaconia Valdese e WeWorld; la posta- zione mobile della Croce Rossa Italiana a Claviere; i volontari dell’associazione Linea d’Ombra, con le associazioni Ics e StradaSiCura, nella piazza della stazione di Trieste dove i mi- granti arrivano con piedi e gambe devastati da settimane di cammino lungo la rotta balcanica, dopo privazioni e botte subite dalle forze dell’or- dine di confine, soprattutto tra Croazia e Bosnia (si veda La dignità sotto i piedi , MC marzo 2021, ndr .). Ecco alcuni capisaldi di solidarietà in mezzo a un’indifferenza istituzionale che è ca- pace di tramutarsi in un muro anacronistico, se non illegale. Il muro di cui parliamo non è fatto dalle sole vio- lenze fisiche subite dai migranti lungo alcuni confini d’Europa, come, appunto, quello croato o quello bulgaro, ma anche di atti illegittimi all’in- terno dei confini dell’Ue: diversi minori incontrati durante la ricerca hanno raccontato, ad esempio, di respingimenti subiti dalla polizia francese senza ricevere alcun documento in merito. Trat- tati come fantasmi, appunto. Altri si sono visti la propria data di nascita modificata dagli ufficiali di frontiera perché risultassero maggiorenni e quindi espellibili. Ci si chiede il motivo di questo accanimento, ma la risposta non arriva. Save the Children e tanti altri enti chiedono all’Unione eu- ropea per quale motivo non adotti leggi comuni per i minori, come per esempio un «lasciapas- sare» che permetta loro di chiedere aiuto dove si sentono più al sicuro. I ragazzi migranti, invece, sono costretti a pas- sare notti nei boschi o in mezzo alla neve delle montagne, vengono respinti e costretti a riten- tare il passaggio. Nessuno di loro torna indietro. Tentano e ritentano non appena recuperate le forze, finché non ci riescono. L’immagine è quella di un gioco dell’oca in cui tutti perdono: i migranti in termini di serenità mentale (quanto peserà dentro di loro la sensa- zione di essere considerati numeri e non per- ssier 38 Dicembre 2021

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