Missioni Consolata - Maggio 2021

in realtà rappresentano modelli virtuosi di ripopolamento borghi e buon vicinato». Per capire nel dettaglio quanti sono e come stanno evolvendo sia cohousing che ecovillaggi, ecco due voci autorevoli: Housinglab , associa- zione di Milano che mappa da anni le coabitazioni in piccole e grandi cittadine, e la Rive , Rete italiana villaggi ecologici. ANCHE IN CITTÀ Dal 2014 HousingLab (www.hou- singlab.it ) setaccia le città d’Italia alla ricerca dei nuovi gruppi che vivono l’abitare collaborativo, continuando a tenere stretti rap- porti con le realtà già esistenti. «Nel 2018, quando abbiamo pubblicato il libro “Cohousing, l’arte di vivere insieme” (Altreco- nomia editore), abbiamo contato 40 esperienze attive. Da allora, il numero è in costante aumento e anche durante questi mesi della pandemia si stanno formando ul- teriori gruppi», spiega Liat Rogel, ricercatrice di origini israeliane che oggi ha tre figli, vive in un condominio solidale a Milano e ha alle spalle tre anni di studi a Berlino e un dottorato in design di servizi e abitare collaborativo conseguito al Politecnico mila- nese. È lei che, assieme a Chiara Gambarana, ha fondato Housin- gLab, associazione che si oc- cupa anche di facilitazione e ac- Daniel Tarozzi, giornalista e vi- deomaker, oltre a scegliere in prima persona uno stile di vita sobrio nell’entroterra ligure (pro- getto Altopia - La casa del cam- biamento), ha fondato nel 2012 la testata web «Italia che cam- bia» (www.italiachecambia.it ), e da allora viaggia appena può in camper in ogni regione italiana a scovare le esperienze di buone pratiche: «Sono anni che non mi fermo, e ancora mi sembra di avere visto poco, data la quan- tità di esempi virtuosi che ci sono», sottolinea. Per quanto riguarda il cohou- sing, «di solito nasce da gruppi di coppie con o senza figli. Ma non sono poche le esperienze di condivisione nate da over 65 - efficace alternativa alla casa di ri- poso - e da giovanissimi che dopo avere vissuto insieme come studenti decidono di conti- nuare a farlo cercando una strut- tura idonea», ragiona Tarozzi. Anche la visione degli ecovil- laggi sta mutando: «Si sta supe- rando lo stereotipo che li vede come comunità stravaganti. Esse A MC 53 maggio 2021 MC Cohousing | Comunità | Condivisione | Ecovillaggi compagnamento di chi sceglie la strada del cohousing. «Di solito si parte da 2-3 persone, con le ri- spettive famiglie, che poi coin- volgono altri, creando quella re- lazione di fiducia necessaria per prepararsi a una vita di coabita- zione fatta di decisioni prese in comune». Sul sito di HousingLab si può trovare una mappatura delle coabitazioni, completa di statistiche di ogni sorta, dall’età dei componenti - la fascia 36-65 anni è la più rappresentata, al 38%, seguita al 28% da quella dai 19 ai 35 - alla costituzione dei nuclei: per il 46,5% sono coppie con figli, per il 32,5% senza figli, il 21% single (a fronte di una me- dia generale in Italia che vede i single al 38%, le coppie con figli al 28% e senza figli al 34%). «Ogni cohousing è diverso dal- l’altro, ha le sue peculiarità. Di certo li accomuna il fatto che le persone condividono oggetti e spazi in una relazione che non è di condivisione forzata ma ba- sata sul mutuo aiuto», continua Rogel. A volte, infatti, in chi si af- faccia al tema, c’è la preoccupa- zione che vivere in cohousing sia troppo coinvolgente e che li- miti gli spazi personali e fami- gliari, ma non è così: «Spesso è un antidoto all’isolamento che si vive nelle città, perché negli spazi in comune si riscopre la so- cialità». Sopra: «Cohousing, l’arte di vivere insieme», è il libro di riferimento sul tema, in Italia. A sinistra: momento di confronto con Francesca Guidotti, ecovillaggio Torre di Mezzo. Qui: il cohousing Corte dei girasoli a Vimercate. * * * © Corte dei girasoli © Af Corte dei Girasoli

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