Missioni Consolata - Aprile 2020

Noi e Voi tico nelle cose. Durante tutta la sua lunga vita si è prodigato ad aiutare i poveri dovunque nel mondo missionario sia nelle sue brevi esperienze in terra di mis- sione, che, soprattutto, a Torino, «terra» non facile. La sua profonda intuizione dell’animo umano lo ha sovente portato a elargire a cuore aperto a ogni povero che si presentava ciò di cui aveva bisogno (qui vor- rei sottolineare che la povertà non è solo quella fisica), attiran- dosi critiche e grandi malumori da parte di molti, che giudicandolo con grettezza umana da farisei lo hanno messo al muro e gli hanno scagliato pietre di ogni genere. Oggi, a pochi giorni dalla sua scomparsa terrena vorrei dire al- cune parole forti: Gesù è venuto tra i suoi e non l’hanno accettato e capito, ma lo hanno lapidato. Padre Silvano non è un santo per quanto posso affermare io, aveva i difetti e le debolezze che molti di noi hanno, però che cosa si può aspettare un missionario in terra di missione se non una fine simile a quella di Colui che l’ha mandato? Si è difeso, talvolta anche dai suoi, e Gesù non l’ha fatto? Quando padre Silvano ha fatto tutto ciò che la sua coscienza gli diceva, si è ritirato, come hanno voluto i suoi superiori e umil- mente ha passato gli ultimi tempi in Casa madre presso il Fonda- tore a riflettere, a confessare, ad ascoltare i poveri che gli apri- vano il loro cuore e a celebrare la messa delle 11 di ogni giorno. Anch’io rifletto e penso di non poter insegnare nulla a nessuno, mi sento però di dover dire gra- zie a padre Silvano, in primis per avermi accolta e aiutata in mo- menti difficili miei e della mia fa- miglia, e per tutti coloro che hanno beneficiato della sua di- sponibilità e della sua singolare abilità nell’amministrare e nel la- vorare come missionario tra i po- veri, sia per le missioni straniere che qui a Torino. Forse molti di noi non lo hanno capito e lo hanno giudicato nella maniera in cui va il mondo. Io sono certa che soffrendo molto ci ha capiti e perdonati. per l’Istituto per vicende che hanno ricevuto indesiderata pub- blicità anche sui giornali. È morto riconciliato con i suoi superiori. La sua morte è stata una sorpre- sa per tutti noi che lo abbiamo vi- sto fino all’ultimo inforcare la sua bicicletta e farsi un giro per la città. Il bene che ha operato re- sterà sempre a testimonianza della passione missionaria di un uomo che, pur con le sue fragi- lità, si è donato fino in fondo cer- cando di «fare bene il bene». APPREZZAMENTI CON CHIOSE Spettabile Redazione, conoscevo solo superficialmente il vostro Istituto, [,,,] quindi nem- meno conoscevo la vostra rivista. Casualmente ne ritrovo una co- pia regolarmente nella chiesa che frequento a Milano di rito tra- dizionalista, sensibilità che informa la mia vita liturgica mo- rale culturale, con quel che ne consegue (seguo Corrispon- denze Romane , mi piacciono e approvo Tosatti, la Siccardi e compagnia bella; cfr. dossier n. 1-2/2020 ). Insomma, sono di quelli che hanno esultato al rapi- mento della Pachamama (a Roma durante il Sinodo per l’Amazzo- nia), che personalmente brucerei su un rogo. Eppure la vostra rivista mi piace. La trovo stimolante e bella (semplicemente): nell’ultimo nu- mero bello il trafiletto sul Viet- nam a pag. 9; interessantissima Ora che è nelle braccia del Pa- dre misericordioso e nella pace eterna, ci aiuterà a fare chiarezza nelle nostre offuscate coscienze. Grazie di cuore e riposa in pace padre Silvano! Brigida Pastorello 30/01/2020 Padre Silvano Cacciari è dece- duto improvvisamente il 18 gen- naio scorso. Nato il 20/06/1939 a Castello D’Argile (Bologna), ha fatto i primi voti come missiona- rio della Consolata nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1965. Dopo aver insegnato ad Al- pignano nella scuola dei fratelli missionari, nel 1971 ha consegui- to il dottorato in giurisprudenza e nel 1972 è stato amministratore della prelazia di Roraima in Brasi- le, poi studente specializzando negli Stati Uniti. Dal 1974 è stato richiamato a Torino, prima come incaricato dell’uffico legale dell’I- stituto e poi, dal 1992, come am- ministratore dell’Ospedale Koel- liker. In questa posizione ha dato il meglio di sé, portando l’ospe- dale a livelli di eccellenza italiana ed europea e aprendolo alla col- laborazione con gli altri ospedali gestiti dai missionari della Con- solata in Africa. Per questo nel marzo 2016 ha ricevuto l’onorifi- cenza «Al merito della Repubbli- ca italiana» ( vedi foto ). Dal 2015 ha svolto servizi pastorali nella chiesa del beato Allamano, sempre a Torino. Gli ultimi anni sono stati effetti- vamente difficili sia per lui che Qui: padre Silvano († 18/01/2020) con padre Angelo Fantacci († 28/12/2019) a Mombasa vicino ad un pozzo in costruzione probabilmente a Likoni. * 6 aprile 2020 MC

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