Missioni Consolata - Aprile 2020

cique è Orlando Martinez, che è coadiuvato da tre giovani vice cacique. Di mezza età, tarchiato e con qualche dente di meno, Orlando inizia a parlarci in wa- rao (tradotto in simultanea da padre Kokal, il missionario della Consolata che ci accompagna). Poi, dopo qualche minuto, il suo racconto diventa in castellano, un po’ stentato e trascinato. «Siamo 130 persone, 35 fami- glie, tutte di Mariusa (secondo nostre informazioni la capienza sarebbe di 70 persone, ndr ). Si stava bene là. Siamo tutti pesca- tori: catturavamo i granchi, pe- scavamo. Quando c’era Chávez i prezzi erano equilibrati, si po- teva lavorare. Ma poi, dopo la sua morte, i prezzi hanno ini- ziato a crescere e non abbiamo più trovato la benzina per le im- barcazioni. Così non riuscivamo più a procurarci da mangiare». Orlando racconta del periodo terribile che precedette la par- tenza dalla comunità, due mesi durante i quali non si trovava più cibo. «Eravamo circa 60, tra * 12 aprile 2020 MC © Paolo Moiola Qui: l’entrata dell’abrigo di Tarum ã , nel centro di Manaus. | Qui sotto: un corri doio condominiale dell’abrigo di Alfredo Nascimento, all’estrema periferia della capitale amazzonica. | In basso: il cortile interno dell’abrigo di Tarum ã . | A destra: il cacique Orlando Martinez. * " Vorremmo tornare in Venezuela. C’era tutto, ma perché è finito così?

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