Missioni Consolata - Maggio 2019

MAGGIO2019 MC 25 Vi accusano di non volere il pro- gresso, la civiltà, il futuro. «I governanti ci dicono che siamo arretrati. Ma costoro non si sono mai seduti con noi per chiederci cosa vogliamo come società, po- poli e individui. Noi non chiediamo cose che vengano da fuori: non ci occorrono quelle per essere felici. Vogliamo valorizzare ciò che esiste nelle nostre comunità: la nostra cucina, le nostra medicina, i nostri canti, le nostre danze. Soltanto questo e nulla di più». Ci dica di Joênia. «Nella elezione della dottoressa Joênia si è riflessa la nostra forza e unità. È un risultato ottenuto con molta lotta, ma soprattutto senza comprare voti e senza corruzione. Lei è la nostra deputata. La sua elezione è una cosa molto buona per noi». Come la quasi totalità dei lea- der indigeni, anche lei pare avere una pessima opinione dei politici brasiliani. Adesso anche Joênia è un rappresentante po- litico. «La tratteremo non come una po- litica, ma come una donna indi- gena. Lei non ha il profilo, la pa- rola o i sorrisi di un politico. I poli- tici hanno ingannato non soltanto la società indigena ma anche Joênia Batista de Carvalho Wapichana Donna, indigena, deputata Molti anni dopo Mario Juruna Xavante, un altro indi- geno entra nel congresso brasilano. E, per la prima volta, è una donna. MC A © Carlo Zacquini N ata nel 1973, l’avvocata Joênia Batista de Carvalho detiene una serie di primati. Appartenente al popolo Wapichana, nel 1997 è la prima indigena del paese a ottenere la laurea in diritto (prima all’Università federale di Roraima e, anni dopo, anche all’Università dell’Arizona, negli Stati Uniti). Nel 2008 è la prima a difendere un caso davanti al Supremo tribunale federale, il massimo organo giudiziale del Brasile. Nel 2018 si presenta alle elezioni per il congresso federale con la «Rede sustentabilidade», il partito fondato dalla candidata presi- denziale ed ex ministra dell’ambiente Marina Silva. Nonostante lo scarso successo del suo partito, Joênia Wapichana ottiene 8.267 voti, un numero sufficiente per diventare la prima deputata indi- gena nella storia del Brasile. In precedenza, a Brasilia era arrivato solamente un indigeno: Mario Juruna del popolo Xavante, in ca- rica dal 1982 al 1986. Per la neodeputata il 2018 si conclude in bellezza: il 25 di ottobre le viene infatti assegnato dalle Nazioni Unite il prestigioso premio per i diritti umani ( United Nations prize in the field of human rights ), per la sua attività in difesa delle comunità indigene. J oênia proviene dalla Terra indigena Raposa Serra do Sol, omologata dal presidente Lula nel 2005. Per oltre dieci anni il suo lavoro di responsabile legale del Conselho indígena de Ro- raima (Cir) ha riguardato la difesa della demarcazione e l’uscita da quei territori dei fazendeiros ( arrozeiros , produttori di riso, per la precisione). Oggi si ritrova a difendere quella conquista dalla volontà del nuovo presidente Bolso- naro e del nuovo Congresso di rimettere tutto in discussione. Paolo Moiola 2019, 4 aprile - A Brasilia, Joênia Wapichana presenta il Fronte parlamentare in difesa dei diritti dei popoli indigeni. Vi aderiscono 248 congressisti. È un piccolo se- gno di ribellione alla politica anti indigena del governo Bolsonaro. Se avrà successo, è però difficile prevederlo.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=