Missioni Consolata - Novembre 2018

38 MC NOVEMBRE2018 MCO Fondazione Missioni Consolata Onlus Cooperando... www.missioniconsolataonlus.it Testo di Chiara Giovetti - Foto Archivio fotografico MC Chi dice donna dice... dono Quest’anno, per la nostra campagna di Natale, parliamo di donne: tanto preziose quanto poco valorizzate in molti dei paesi nei quali lavorano i missionari della Consolata. Le seguiamo in tutte le fasi della loro vita: bambine, ragazze, adulte, anziane, studentesse, lavoratrici, madri, nonne. «T anto tempo fa in un discorso fatto all’Onu dissi che volevamo che gli uomini facessero qualcosa per noi. Quel tempo è passato. Non chiederemo agli uomini di cam- biare il mondo, lo faremo noi stesse». Così si è rivolta al World Economic Forum di Davos lo scorso gennaio Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace 2014, attivista pachistana per il diritto all’istruzione che nel 2009 i tale- bani cercarono di zittire sparan- dole alla testa. Malala ha esortato ogni donna e bambina a farsi sen- tire, denunciando le discrimina- zioni e violenze che vedono nelle loro comunità e nelle loro società. Se le donne e le bambine del mondo decidessero di farsi sen- tire tutte contemporaneamente, il pianeta diventerebbe un posto piuttosto rumoroso. Risuonereb- bero, infatti, le parole di protesta di 34 milioni di bambine in età da scuola elementare che non sono in classe; più forte di tutte sa- rebbe la voce di 15 milioni di po- tenziali alunne - 9 milioni nella sola Africa - che probabilmente in un’aula non ci metteranno mai piede. Si sentirebbe inoltre il lamento del miliardo e duecento milioni di donne che nel corso della vita hanno subito violenza fisica o sessuale almeno una volta e di 750 milioni di donne che si sono sposate prima dei 18 anni. Oggi continuano a essere costrette al matrimonio almeno 23 bambine al minuto, per un totale di 12 mi- lioni all’anno @ . Si udirebbe senz’altro il grido di dolore - e in questo caso non è un’espres- sione retorica - di 200 milioni di donne e bambine che hanno su- bito una forma di mutilazione ge- nitale in trenta paesi del mondo @ . Questo coro è solo immaginario; ma le singole voci sono reali e ben distinguibili. I nostri missio- nari le ascoltano ogni giorno nel loro lavoro, cercando di fare loro da megafono e di trovare rispo- ste efficaci. Spose invece che alunne Tra i Turkana (nel Nord Ovest del Kenya, distribuiti nelle contee del Turkana, Samburu e Marsabit), nascere femmina in una famiglia di pastori nomadi significa spesso dover rinunciare alla scuola. Lo sanno bene i missionari che ope- rano a Loyiangalani e che da circa dieci anni portano avanti un’ini- ziativa di alfabetizzazione per bambini (destinati a essere pasto- relli) e bambine (destinate al ma- trimonio precoce) che non sono mai andati a scuola. La contea Turkana è una di quelle che ha il tasso di scolarizzazione più basso: solo metà dei bambini vanno a scuola, contro il 92% della media nazionale. Per le fem- mine, l’abbandono scolastico è ancora più probabile e i matri- moni precoci ne sono una causa. Nella contea Samburu, dove si trova il Wamba Catholic Hospital - gestito dalla diocesi di Maralal di cui è vescovo monsignor Virgi- lio Pante, missionario della Con- solata - la situazione delle bam- bine è ancora più complessa. Qui, secondo uno studio dell’Unicef (esteso anche ad altre quattro aree dove vivono i gruppi etnici

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