Missioni Consolata - Agosto/Settembre 2018

a Linha Seca, dove padre Joseph Musito ha seguito la realizzazione delle aule per la scuola Indio Luiz. «Questa scuola», scrive padre Jo- seph, «non ha solo il ruolo di tra- smettere agli alunni le conoscenze sulla società moderna, ma anche la storia e i valori tradizionali attra- verso i racconti orali, i canti, le danze, il disegno, le consuetudini e la lingua indigena». Quanto alle iniziative con i popoli indigeni dell’Africa, ricordiamo la scuola itinerante che padre An- drés García Fernández sta por- tando avanti a Bayenga, nel Congo Rd, con i pigmei Bambuti @ . Si tratta di un percorso prescolare rivolto ai bambini di 33 insedia- menti nella foresta, realizzato «con metodi il più vicino possibile al modo in cui i bambini pigmei sono abituati ad imparare, cioè per osservazione ed emulazione degli adulti» (cfr. MC giugno ‘17). Al di là dell’ambito dell’istruzione, poi, il lavoro dei missionari della Consolata con i popoli indigeni consiste anche nell’accompagnare le comunità nel loro sforzo di met- tersi in relazione con la cultura do- minante senza esserne travolte. È il caso, ad esempio, dei progetti di promozione dell’artigianato Wa- rao o delle attività generatrici di reddito legate alla sartoria nella zona di Tucupita, in Venezuela ( vedi MC luglio 2018 ). Altra iniziativa che ha come princi- pale obiettivo quello della promo- zione, valorizzazione e difesa della cultura indigena è il Centro di do- cumentazione Indigena dei missio- nari della Consolata a Boa Vista, Brasile. Fratel Carlo Zacquini, vete- rano della missione in Roraima, vi ha riunito le testimonianze e i ma- dell’etno educazione sono quelli di «costruire con le comunità un processo specifico, differenziato, interculturale e bilingue, a partire dalle conoscenze e da una peda- gogia propri. L’etno educazione non si riduce solo alla scuola, e neppure solamente all’alfabetiz- zazione; nasce dal modo di essere Yanomami e si espande attra- verso tutte le relazioni interetni- che». @ Iniziative che vanno in questa dire- zione sono in corso anche nella terra indigena di Raposa Serra do Sol, sempre in Brasile, ad esempio teriali che, insieme a diversi suoi confratelli, ha raccolto in 53 anni di lavoro con gli Yanomami. Infine, vale la pena di citare un’ini- ziativa di alfabetizzazione non le- gata a popoli indigeni ma attiva in uno dei paesi con tassi di analfa- betismo intorno al 50%. A Dianrà, in Costa d’Avorio, i missionari della Consolata organizzano corsi rivolti a circa 220 persone fra adulti e bambini in abbandono scolastico. Si svolgono presso i lo- cali della missione della Consolata e nell’ apatam (paillote) costruito a questo scopo in un villaggio vi- cino. Anche Marandallah, la mis- sione a 80 chilometri da Dianra, ha realizzato progetti dedicati a chi non ha potuto ricevere un’i- struzione scolastica o ha dovuto interromperla: fra il 2013 e il 2015 grazie al sostegno dell’Opera di Promozione dell’Alfabetizzazione nel Mondo (Opam) è stato possi- bile costruire degli apatam e do- tarli di impianto fotovoltaico. Chiara Giovetti MC R AGOSTO-SETTEMBRE2018 MC 71 Da sinistra in senso antiorario : padre Ramon Lazaro durante il dopo scuola serale a Dianrà (Costa d’Avorio). | Roraima, Brasile: bambini a scuola a Baixo Cotingo e fratel Carlo Zaquini e padre Corrado Dalmonego nel Centro di documentazione indigena a Boa Vista. #

RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=