Missioni Consolata - Dicembre 2017

• Brasile | Conflitti per la terra | Popoli indigeni | Martirio | Carità | Missione • DICEMBRE2017 MC 67 Per la nostra chiacchierata partiamo proprio da qui: la pastorale della Chiesa brasiliana aveva bisogno di una stabile presenza missionaria nel vivo della foresta amazzonica e tu - pur es- sendo l’ultimo arrivato - non ti tirasti indietro… A dire il vero un po’ di paura l’avevo, ma già che ero in ballo... e fidandomi completamente del Signore, accettai di essere inviato a Cacoal dove tra l’altro operavano da tempo altri missionari comboniani. Che situazione incontrasti in quella realtà? Incontrai una situazione complessa e difficile. I molti piccoli agricoltori presenti sul territorio erano oppressi, con mezzi sia legali che illegali, dai latifon- disti locali. Inoltre la tribù indigena dei Surui era stata da poco costretta a diventare sedentaria dal governo brasiliano che aveva forzatamente asse- gnato loro della terra da coltivare, e questo nuovo modo di vivere, al quale gli indios non erano stati preparati, stava iniziando a creare dei problemi. Tra le tue letture giovanili - se non sbaglio - un autore ti aveva particolarmente attratto: Die- trich Bonhoeffer, il teologo protestante che aveva militato nella resistenza antihitleriana. La sua testimonianza divenne un punto fermo della tua vita spirituale e di conseguenza nelle tue scelte pastorali… Infatti le sue lettere dalla prigione, raccolte nel libro autobiografico «Resistenza e resa», erano state a lungo sul mio tavolino quando ero studente di teo- logia a Firenze. La categoria bonhoefferiana dell’«esistere-per-gli-altri» aveva orientato fin da al- lora tutte le mie scelte e quindi la prospettiva di una morte violenta era ben presente tra le possibilità del mio percorso esistenziale. Ispirato quindi dagli insegnamenti del tuo amato maestro ti esponesti in prima persona nella lotta per la giustizia di quelle genti, ten- tando di persuaderli a intraprendere la strada della protesta pacifica piuttosto che quella della lotta armata, o sbaglio? Dirò di più, ero fiero di servire una Chiesa che aveva fatto la scelta preferenziale per i poveri, che pro- muoveva le comunità di base e si riconosceva nella MC R Una cosa vorrei dirvi È una cosa speciale per coloro che sono sensibili alle cose belle. Abbiate un sogno. Abbiate un bel sogno. Seguite soltanto un sogno. Il sogno di tutta la vita. La vita che è un sogno è lieta. Una vita che segue un sogno si rinnova di giorno in giorno. Sia il vostro un sogno che miri a rendere liete non soltanto tutte le persone, ma anche i loro discendenti. È bello sognare di rendere felice tutta l’umanità. Non è impossibile… Lele

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