Missioni Consolata - Aprile 2017

Beato Giovanni Maria Boccardo Parroco di Pancalieri (To) e, in seguito, fondatore della Congregazione delle «Povere Figlie di S. Gaetano», G. M. Boccardo (1848-1913) ammirava l'Allamano e accettò di collaborare al santuario della Consolata. Fu lui a comporre, su incarico dell'Allamano, l'opuscolo di pre- ghiere, allora molto diffuso tra la gente, dal titolo «I nove Sabati della Consolata». Le prime suore alla Consolatina, Casa Madre nei primi anni dell'Istituto, furono le Figlie di S. Gae- tano. Un momento molto significativo del rapporto tra i due si ebbe nel 1895, quando Boc- cardo consegnò all’Allamano, non ancora fondatore, copia delle Costituzioni delle sue suore perché le esaminasse e dicesse il suo parere. Ecco la parte conclusiva della lettera di ringraziamento di Boccardo: «Sono ben lieto di cogliere questa occasione per attestarti tutta la più grande stima, venerazione e riconoscenza che le Povere Figlie di San Gaetano nutrono per te, che riconoscono quale insigne Benefattore, offrendoti insieme coi loro rin- graziamenti le loro penitenze ed opere buone che presentano a Dio anche per te e se- condo i tuoi desideri, affinché il Signore ti benedica e ti conservi molti anni per il maggior bene ed incre- mento dell’umile e poverissima nuova religiosa Con- gregazione. Accetta anche i più sinceri sentimenti di ri- conoscenza e venerazione che sento in me per i mol- tissimi benefici da te ricevuti: ti prego a continuarmi sempre i tuoi consigli e la tua benevolenza, di che sento un grandissimo bisogno e sempre pronto ad ub- bidirti mi dichiaro tuo aff.mo amico». Beato Luigi Boccardo Fratello di Giovanni Maria e diretto spiritualmente dal- l'Allamano quando era seminarista e nei primi anni di sacerdozio, L. Boccardo (1861-1936) fu scelto dall'Al- lamano stesso come direttore spirituale del Convitto Ecclesiastico, dove si fermò per molti anni, fino alla morte del fratello, di cui prese il posto. Fu lui pure fon- datore del ramo delle suore cieche di S. Gaetano. Dopo la morte dell'Allamano, impossibilitato di parte- cipare ai funerali per una grave indisposizione, fece re- capitare questo scritto: «Mi associo a tutti i cari Colle- ghi del Santuario e del Convitto nel duolo e nelle preghiere: anche stamane celebrai per il caro Defunto e così pure spero domani. I lunghi e dolorosissimi patimenti corporali dell'a- gonia e quei morali che appena conosco, non mi stupiscono, essendo Egli stato il Fonda- tore delle colossali Missioni Africane. Come Gesù era necessario morisse sulla Croce. Que- st'aureola ci voleva! Gesù tratta così i suoi!». Secondo quanto attestò monsignor Silvio Solero nel discorso commemorativo pronunciato in occasione della traslazione della salma dell’Allamano dal cimitero generale di Torino alla Casa Madre dell'Istituto: «Il can. L. Boccardo rese dell’Allamano questa precisa testimo- nianza: “Si potrebbe ripetere di Lui, quasi alla lettera, quanto fu scritto del Suo Beato Zio Giuseppe Cafasso”». P. Francesco Pavese I DUE FRATELLI BOCCARDO la voce dei testimoni APRILE2017 MC 77 Merita leggere quanto dissero dell'Allamano alcuni sacerdoti suoi contemporanei, elevati agli onori degli altari. Ecco il ricordo dei due fratelli Boccardo.

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