Missioni Consolata - Gennaio/Febbraio 2017

GENNAIO/FEBBRAIO2017 MC 37 D DAI PRIMI IMMIGRATI ALLE SECONDE GENERAZIONI Il pensiero confuciano e il sistema delle «guanxi» rimangono centrali nella comunità ci- nese d’Italia. I giovani sono sicuramente più integrati dei genitori nella società d’ado- zione, ma il ruolo delle tradizioni resiste. Nel frattempo, con l’esplosione economica della Cina e la crisi italiana, i flussi migratori sono diminuiti. E, a volte, si sono invertiti. I secoli di vita contadina, caratterizzati dalla precarietà del raccolto, dalla fatica nei campi, dall’assenza di giorni di riposo, dalla gestione oculata delle risorse, dal dovere dell’acco- glienza, dall’assoluta necessità di aiuto reciproco tra gli abitanti di uno stesso villaggio, hanno for- giato il carattere dei cinesi. Alessandro Cheung: «Ci aiutiamo moltissimo tra di noi, tra parenti, tra amici. E questo è un si- stema che noi chiamiamo guanxi , basato sull’o- nore, il rispetto, l’amicizia. Ed è per questo che noi ragazzi anche piuttosto giovani riusciamo a far partire delle aziende di una certa importanza». Le guanxi non sono soltanto un elenco di nomi scritti sulla rubrica del telefono. Le guanxi sono tutte quelle persone a cui posso, nel bisogno, chie- dere aiuto e a cui devo, nel bisogno, dare aiuto. Nelle guanxi, con un diverso grado di priorità, ri- entrano i familiari, i parenti, i vicini, i colleghi, gli amici. Questo meccanismo di reciproco aiuto ha reso possibile l’immigrazione cinese in Italia e il suo successo. Malia Zheng: «Questo senso di appartenenza, di grande famiglia allargata, ha determinato il grande flusso migratorio in Italia: il primo arri- vato ha aiutato il secondo, il secondo ha consi- gliato il terzo e così via». L’influenza del pensiero confuciano Le tradizioni e i rapporti all’interno della comu- nità, della famiglia, tra genitori e figli, in partico- lare, hanno a volte pesato molto sulla personalità dei giovani delle seconde generazioni, figli degli immigrati cinesi degli anni Ottanta. Il pensiero tradizionale confuciano prescrive che i genitori debbano occuparsi dei figli e i figli debbano rispet- tare i genitori. In concreto ciò significa continuare i loro affari, ascoltare i loro consigli, prendendosi cura di loro nella vecchiaia o nella malattia. Valentina: «I miei genitori vorrebbero che io con- tinuassi la loro attività lavorativa. Stiamo aprendo un altro negozio. Io non voglio deluderli. Penso che si sono sacrificati fino ad ora per darmi un’i- struzione, quindi è giusto che li ripaghi, quindi alla fine ho deciso di continuare la loro attività». Chi non rispetta però queste regole tradizionali in qualche modo decide di rompere un patto cultu- rale e familiare fortissimo, rischiando di ritrovarsi senza appoggi da parte dei genitori. Chen Lele: «Ho avuto una bellissima bambina con un ragazzo italiano. Ho perso il vostro sostegno e non immaginate quanto abbia bisogno di avervi accanto, di avere la vostra approvazione e di sen- tirvi felici per la donna che sono diventata». CINESI D’ITALIA Il cuore (e il peso dei valori) DI G IANNI S CRAVAGLIERI Pagina precedente : l’ideogramma a sinistra, shou , significa «lunga vita»; l’ideogramma a destra, ai , significa «amore». Sopra : una ra- gazza cinese a passeggio per le vie di Roma. D

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