Missioni Consolata - Agosto/Settembre 2015

MC ARTICOLI AGOSTO-SETTEMBRE 2015 MC 27 # In queste pagine : veduta della grande folla convenuta alla beatifi- cazione; la sfilata dei vescovi e suor Simona ( la seconda da sinistra ), con le reliquie della Beata Irene Stefani. Pagina seguente : 24 maggio, il passaggio dal Mathari alla catte- drale di Nyeri. ripete in inglese concludendo che la festa liturgica della Beata Irene Stefani, sarà il 31 ottobre, giorno della sua morte. Dopo la lettura della Bolla, il pro- lungato battimani dei parteci- panti e gli armoniosi trilli di gioia delle donne risuonano e rimbal- zano in ogni parte dell’assem- blea. Quando viene srotolata la tela che ritrae la nuova Beata, mentre madre Simona ne porta all’altare il reliquiario, il coro in- tona un ritornello, ripetuto più volte dalla gente: «Ni Baraka» (è una benedizione). Il reliquiario consegnato da madre Simona al cardinal Njue verrà dato al parroco della chiesa di Gekondi, segno della continua presenza della Beata su quelle colline dove aveva annunciato con la vita che l’Amore non ha confini. Poi una lunga processione dan- zante porta la Bibbia verso il leg- gio. Dalla Parola, in controluce, emerge il volto e la vita della nuova Beata. La prima lettura, da Isaia 52, 7-10, esalta la «bellezza» dei piedi e dei passi di coloro che fanno risuo- nare la «buona notizia», che di- ventano messaggeri di pace, di gioia e che proclamano la sal- vezza. La prima lettera di san Paolo ai Corinti, 13, 1-13, descrive le caratteristiche della carità. Mentre il Vangelo di Matteo, 25, 31-40, svela le azioni che identifi- cano i seguaci del maestro. Il cardinal Njue, nell’omelia solle- cita i presenti ad attualizzare il messaggio di suor Irene: «Oggi, il Signore ci chiede di guardare la beata Irene Stefani, che ci inse- gna ad amare e apprezzare la bel- lezza dell’umanità unita e in pace, ad andare al di là delle diversità di cultura, nazionalità e religione. Non importa da dove veniamo, o il gruppo etnico a cui apparte- niamo, importa ciò che siamo, che valori ci guidano; solo cammi- nando in questa direzione diven- teremo come la nuova Beata: strumenti di pace e di unità. Sì, oggi è il momento di guardare al passato e di sottolineare che cosa questa umile missionaria ha fatto, ma è anche il tempo di guardare avanti e avere il corag- gio di assumerci le nostre respon- sabilità: tocca a noi curare e fare crescere il seme da lei piantato, affinché porti frutto». Il cardinal Njue poi si rivolge ai giovani invitandoli a «coltivare i veri valori e a impegnarsi nel tes- suto della società per renderla migliore». Ai genitori, invece, chiede di «assumere le proprie responsabilità nel crescere i figli in maniera adeguata e saggia». Chiudendo l’omelia incoraggia le Congregazioni religiose a imitare la vita della Beata affinché «la

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