Missioni Consolata - Dicembre 2013

Chiesa. Gli integralisti hanno mandato a dirmi di non andare più alle feste islamiche. Ma io ci andrò a causa di Gesù. È un po’ come diceva Martin Luther King per l’ apartheid : “Voi potete umi- liarci e gettarci in prigione, ucci- derci, ma non potrete mai impe- dirci di amarvi”. Questa è la forza del Vangelo: la forza di amarsi. Esiste un documento del Consi- glio pontificio, “Dialogo ed evan- gelizzazione”. Non si tratta di proselitismo, ma non ci dimenti- chiamo che abbiamo anche noi un messaggio da proporre». Nei paesi confinanti, Mali e Niger, c’è la guerra e il pericolo Al Qaeda. «I contesti sono simili ma diversi. Ad esempio la proporzione di mu- sulmani è molto più elevata in Mali e Niger. In Niger 95%, in Mali 90%. In Burkina le statistiche uffi- ciali dicono che ci sarebbe il 60% di musulmani, il 19-20% di catto- lici, 5% di protestanti e il resto di religioni tradizionali. Ma non sap- piamo come hanno fatto queste stime. Quel che è certo è che non si deve dare troppa importanza a questi dati, altrimenti si rischia di scivolare nel confronto etnico-re- ligioso. Anche in Niger e a livello delle famiglie c’è la stessa confi- gurazione di solidarietà di qui an- che se l’islam è maggioritario. L’i- slam sub sahariano è diverso da BURKINA FASO moni interetnici e questa è una fortuna per noi e in Burkina Faso non abbiamo problemi. Nella mia famiglia la maggioranza è musul- mana, poi ci sono cristiani, e chi segue la religione tradizionale. Ci ritroviamo per gli avvenimenti fe- lici e tristi. A Natale i cristiani of- frono da mangiare ai musulmani, e viceversa per le feste islamiche. In questi ultimi anni vediamo cre- scere un certo integralismo, ma è davvero recente e noi lottiamo per salvaguardare la tolleranza tra differenti comunità religiose ed etnico culturali. Da parte mia tentiamo di avere relazioni fraterne: conoscersi, stimarsi reciprocamente. I mu- sulmani non sono indifferenti a questo. Ogni anno durante la festa isla- mica della Tabaski vado alla pre- ghiera alla grande piazza della Nazione. Tra Natale e Capodanno il presidente della comunità mu- sulmana, il grande imam e una decina di imam sono venuti qui a salutarmi. Questo ha provocato la reazione di alcuni giovani integra- listi, che sono andati ad assediare il grande imam per chiedergli conto della sua visita all’arcive- scovo. Chi c’è dietro a questi gio- vani? Ma capi religiosi hanno scritto una lettera molto chiara nel senso del dialogo interreli- gioso e noi andiamo nello stesso senso, perché è un’opzione della

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