Missioni Consolata - Dicembre 2013

versano le loro terre aprendo le porte a bracconieri, missionari fondamentalisti e turisti, e intro- ducendo il rischio di incontri vio- lenti e malattie. Le foreste da cui dipendono per il loro sostenta- mento vengono tagliate a ritmi vertiginosi; la selvaggina è sem- pre più scarsa. Alcuni pensano che i popoli tri- bali, in particolare quelli incontat- tati, siano reliquie del passato, re- perti archeologici destinati inevi- tabilmente all’assimilazione cul- turale ed economica, oppure all’e- stinzione. Ma non è così. Certa- mente, la loro estrema vulnerabi- lità alle aggressioni esterne è ag- gravata dal mancato riconosci- mento del loro diritto specifico al- dono. La maggior parte dei popoli incontattati vive ancora oggi in fuga perenne. Cercano di soprav- vivere rifugiandosi in luoghi sem- pre più remoti. Tuttavia, l’avanzata della cosiddetta «civilizzazione» sta rendendo sempre più difficile la loro stessa sopravvivenza. In ogni paese del mondo sono cir- condati su tutti i fronti: le compa- gnie petrolifere e di disbosca- mento invadono i loro territori in cerca di risorse naturali, i coloni usurpano le loro terre e le conver- tono in allevamenti di bestiame e aziende agricole. Le strade attra- # A destra : la foto più ravvicinata mai scattata a una famiglia di Ma- shco-Piro incontattati. Sotto : indi- geni Nanti del Perú. In basso a si- nistra : un’altra immagine di una tribù incontattata del Brasile. I popoli isolati del Perú BASTA UN RAFFREDDORE N elle regioni più remote del Perú vivono almeno 15 po- poli isolati distinti. Alcuni entrarono in contatto con il mondo esterno tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX, durante il boom del caucciù che li decimò e li spinse a scegliere l’isolamento per assicurarsi la sopravvivenza. Altri gruppi, invece, potrebbero non essere mai entrati in contatto con l’esterno. Tra i gruppi di cui si conosce il nome ci sono gli Isconahua, i Capanahua, i Cacataibos, i Muru- nahua, i Mastanahua, i Machigengua, i Nanti, gli Ashaninka e i Mashco-Piro. Sono quasi tutti cacciatori-raccoglitori nomadi e vivono di caccia e pesca. Amano le uova di tartaruga, che raccolgono lungo le rive dei fiumi in primavera, quando le acque si riti- rano. Alcuni coltivano piccoli orti. Sono concentrati soprat- tutto nel Perú Sud orientale, ma ci sono stati avvistamenti anche nel Nord-ovest, vicino al confine con l'Ecuador, e a Nord-est, al confine con il Brasile. Tra i fiumi più frequen- tati ci sono il Tahuamanu, il Las Piedras, il Los Amigos, il Manu, il Purús, il Curanja, lo Yurua e il Serjali. Oltre la metà dei Nahua, che all’epoca erano incontattati, fu sterminata nei primi anni ’80, quando iniziò l’esplorazione petrolifera nella loro terra. La stessa tragica sorte toccò ai Murunahua a metà degli anni ’90, dopo il contatto con i ta- glialegna che abbattevano illegalmente il mogano. Jorge è uno dei Murunahua sopravvissuti, e ha perso un occhio du- rante il contatto. «Con i taglialegna arrivò anche l’epidemia - ha raccontato a noi di Survival -. Prima non sapevamo nemmeno cosa fosse un raffreddore. La malattia ci ha uc- cisi. La metà di noi sono morti. Mia zia è morta, mio nipote è morto. È morta la metà del mio popolo». Nonostante siano state create cinque riserve a uso esclu- sivo degli indiani isolati, i loro territori continuano a essere invasi diffondendo violenze e malattie letali. La situazione è particolarmente grave là dove si trovano alcune delle ul- time riserve di mogano rimaste al mondo: approfittando della mancanza di efficaci controlli da parte dello stato, i ta- glialegna illegali saccheggiano le foreste liberamente met- tendo a repentaglio la vita dei popoli isolati che vi abitano. Il governo peruviano ha anche autorizzato alcune compagnie petrolifere a condurre prospezioni nelle terre di queste tribù, facilitando ulteriormente l’ingresso di coloni e taglia- legna in zone che un tempo erano remote. Altre gravi mi- nacce vengono dalla ricerca mineraria, dalla costruzione di nuove strade e da missionari estremisti che vogliono en- trare in contatto con gli indiani isolati a qualsiasi costo. Survival sta cercando anche di fermare l’espansione del gi- gantesco progetto energetico Camisea all'interno della Ri- serva Nahua-Nanti, promosso dalle compagnie petrolifere Pluspetrol, Hunt Oil e Repsol. I lavori comporterebbero il disboscamento di aree di foresta pluviale, la detonazione di migliaia di cariche esplosive e la perforazione di pozzi. L'e- spansione viola sia le leggi peruviane sia quelle internazio- nali, ed è contestata anche dalla Commissione Onu per l'eli- minazione della discriminazione razziale (Cerd), che ha chiesto la sospensione immediata del progetto. Francesca Casella © D Cortijo / Survival nternational © Survival International DICEMBRE 2013 MC 27

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