Missioni Consolata - Ottobre 2013

Francesca Bigoni e Roscoe Stanyon, antropologi che curanoun progetto di ricerca sugli Yanomami con l’Università di Firenze e collaborano con padre Corrado Dalmonego, missionario della Consolata a Catrimani (Roraima, Amazzonia brasiliana). Che cosa ne pensate della ri- presa del dibattito sul «cat- tivo selvaggio»? Si tratta di una riproposizione di temi già noti o c’è effettivamente qualche nuovo elemento. Forse non è un caso che que- sto dibattito si riaccenda in un momento drammatico in cui l’esistenza dei popoli indigeni e la salvaguardia dei territori a cui sono legati sono minacciati da ciechi interessi economici e politici. Continuare ad utiliz- zare i vecchi stereotipi per rappresentarli come popoli «primitivi», violenti e in anti- tesi al «progresso», e comuni- care a vari livelli questa vi- sione distorta è certamente strumentale a questa situa- zione. Sì, ci sono nuovi ele- menti e sono tutti in favore dei popoli indigeni, perché ora ab- biamo una conoscenza mi- gliore dei valori culturali di cui sono portatori e difensori (di- mensione collettiva della loro vita sociale, relazione con l’ambiente, prospettiva spiri- tuale). L’antropologo Greg Laden scrive che la violenza, il tratto culturale attribuito agli Yanomami e ad altre popola- zioni indigene, non è un cri- terio affidabile perché «è dif- ficile da misurare» e ag- giunge, per contro, che è pro- prio la società occidentale che ha reso la guerra mortale e la vita umana facile da rovi- nare e distruggere come mai lo erano state prima. Siete d’accordo con questo ribalta- mento di prospettiva? Certamente sì. Per esempio, è ora ben noto che la presunta violenza fra gruppi di Yano- mami di cui parla Chagnon, ammesso che i suoi dati siano corretti, si riferisce a una li- mitata zona geografica e a un momento storico particolare. La sua prospettiva non è stata confermata da studi in altre vaste zone di insediamento degli Yanomami. Per esempio Giovanni Saffirio, missionario della Consolata e antropo- logo, nella sua lunga espe- rienza tra gli Yanomami del Catrimani dal 1968 fino alla metà degli anni ’90 ha provato a raccogliere dati, ma i casi di morti per violenza erano così rari che non era possibile neppure fare un confronto statistico. Quindi le generaliz- zazioni di Chagnon devono es- sere lette in maniera molto critica. Attualmente gli studi antropologici dimostrano che i comportamenti umani sono, in tutte le popolazioni, alta- mente flessibili e legati alla situazione particolare in cui ci si viene a trovare. D’altra parte Pinker, per sostenere la sua teoria del «declino della violenza» nella nostra cultura rispetto alle culture tradizio- nali come quella Yanomami considerate «feroci», utilizza limitati dati di Chagnon e di altri antropologi, confrontan- doli con i tassi di omicidio nella società occidentale, ma usa criteri statistici scorretti per sostenere le sue tesi, fi- nendo addirittura con lo smi- nuire la portata di avveni- menti come lo sganciamento di bombe atomiche nella no- stra epoca e numerosi episodi di genocidio di popoli indigeni e non indigeni. La storia è chiara e ci insegna che le più grandi violenze, sono state quelle con cui la cosiddetta società «civiliz- zata» ha causato lo sterminio dei popoli nativi in diversi con- tinenti, un fenomeno che sembra ripetersi, magari con forme più sottili e subdole, ancora oggi. Una domanda più per i citta- dini Francesca e Roscoe che- per gli antropologi: perché un italiano, un europeo, un abi- tante del Nord del mondo do- vrebbe interessarsi degli Ya- nomami e delle popolazioni indigene in genere? Studi recenti hanno dimo- strato chiaramente che nei territori in cui i popoli nativi vengono preservati con la loro cultura e la loro lingua, viene automaticamente protetta la biodiversità; al contrario la perdita delle culture tradizio- nali e del loro patrimonio lin- guistico è seguita in breve tempo dalla distruzione del- l’ambiente. Se ignoriamo que- sto semplice fatto prepariamo l’estinzione della nostra stessa specie umana. Chiara Giovetti DOMANDE A: 3 Cooperando… 62 MC OTTOBRE 2013

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