Missioni Consolata - Dicembre 2010

DICEMBRE 2010 MC 29 QUELLE STORIE CHE FANNO LA STORIA Dieci anni fa si parlò molto - lo fece anche un dossier di Missioni Consolata - di un pugno di indigeni colombiani che a costo di suicidarsi collettivamente, aveva cercato di bloccare le trivellazioni petrolifere nel loro territorio. Erano il popolo u’wa: 6.000 individui per 17 comunità, distribuite in un lembo di terra al confine col Vene- zuela, fra la Cordillera Orientale delle Ande ed Arauca. Il territorio è per questi indigeni come un organismo vivente. Perforarlo è come violare il corpo della propria madre, un attentato alla sopravvivenza loro e del loro universo. Minacciando di uccidersi tutti - e sostenuti da una campagna mediatica internazionale - erano riusciti a fermare, almeno momentaneamente, la costruzione di altri pozzi, dando uno schiaffo all’impresa petrolifera, la statunitense Occidental Petroleum Inc , ed una le- zione al governo colombiano, restio ad applicare la Co- stituzione del ’91, che legiferava sui diritti delle popola- zioni indigene e sulla salvaguardia dei loro territori an- cestrali. Gli u’wa avevano dimostrato per la prima volta che si poteva mettere in discussione un sistema. Con la loro battaglia estrema, avevano infiammato, dieci anni fa, il nostro immaginario. Sono storie che fanno la Storia. Gesti che diventano simbolo, voce, coraggio. Ma disegnano anche soluzioni possibili. Il lato «epico» di questa vicenda ha un’altra faccia più complessa e a tratti torbida, fatta di annunci, smentite, menzogne, e che ha tirato in ballo - in una lotta impari - avvocati, giuristi, ministeri, fino alla «Commissione in- teramericana dei Diritti umani», che già nel lontano ‘97 dava ragione agli u’wa. Una faccia che ha indiscutibil- mente segnato un’epoca e che ha cambiato le prospet- tive delle popolazioni indigene latinoamericane, che pure continuano a versare in condizioni drammatiche. Una storia emblematica quella degli u’wa, perché dice basta ad un sistema irrazionale ed inumano che, assas- sinando le popolazioni originarie, distrugge la nostra memoria e, con essa, la nostra speranza. IL PAESE IL DILEMMA DEL RAPPORTO UOMO-NATURA Gli indigeni u’wa, la «gente che sa pensare», come de- cine di popolazioni originarie colombiane, hanno ri- schiato di sparire dalla faccia della Terra molte volte: prima per i conquistadores spagnoli; poi, per la evange- lizzazione forzata che - negli anni ’50 - strappava i bam- bini alle famiglie indigene, e li obbligava alla rinuncia del proprio patrimonio culturale, condannandoli ad una vita spuria « né da indigeno, né da bianco »; infine, con l’arrivo delle multinazionali del petrolio, che in meno di vent’anni - fra gli anni Sessanta ed Ottanta - si sono appropriate dell’83% delle terre indigene colom- biane. Qui sopra: la copertina del Dossier sugli u’wa che Missioni Consolata pubblicò nel dicembre 2001. Sotto : si osserva il pozzo petrolifero sorto in pieno territorio u’wa. Pagina precedente : Berito Kuwaria, leader u’wa, durante un rito in onore della Madre Terra. Bogotà Medellin Buenaventura C O L O M B I A V E N E Z U E L A B R A S I L E GUYANA SURINAME E C U A D O R TRINIDAD & TOBAGO MC I GUARDIANI DELLA TERRA

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