Missioni Consolata - Dicembre 2010

INDIA 10 MC DICEMBRE 2010 quindi ci infiliamo nei luridi vicoli della città antica, tra mucche, cumuli di immondizia, e final- mente raggiungiamo i ghat , le gradinate che scendono sulla riva del Gange, dove hanno luogo abluzioni, cremazioni, offerte e altri rituali induisti. Oggi le pire sono solo due; ma accanto ai ghat c’è anche un grande forno crematorio. Do- vrebbe essere un luogo mistico, ma mi causa un certo turba- mento, per cui lo abbandono vo- lentieri per recarmi in periferia, dove nei primi anni dell’800 fu costruita una notevole univer- sità, col supporto inglese e il contributo dei principi marajà . Il campus è vasto e ricco di parchi ombrosi. Vi sono numerose fa- coltà, 130 corsi di laurea e 18 mila studenti. Swati, Shitka, Cutee e Amrita, studentesse curiose e sorridenti, mi fermano e mi chiedono noti- zie del mio paese e mi raccon- tano dei loro studi scientifici e informatici. CALCUTTA: CASA DI MADRE TERESA Ritorno volentieri in questa cao- tica città, ricca di stimoli e fer- menti culturali. Accanto al tem- # Studentessa di Calcutta # Contadine di Chanderi. # Uno dei bellissimi templi di Lucknow. grano sono sparsi sulla strada affinché i rari camion di passag- gio possano sgranarli. I villaggi non hanno la luce elettrica e la sera i lumi a petrolio rischiarano le bancarelle. DALLA CITTÀ DEI NABABBI AL GANGE Il treno per Lucknow viaggia con 7 ore di ritardo. La nebbia ha fer- mato aerei e treni a Delhi. Tutti i collegamenti sono in ritardo, si viaggia a vista, poiché in un solo giorno vi sono stati 6 incidenti sulle linee ferroviarie. Ci arri- viamo alle tre del mattino e tro- viamo la nostra guida Prakash che ci aspetta. La guida chiama subito un an- ziano facchino con baffi e capelli bianchi, divisa rossa e sguardo fiero, e lo carica dei nostri baga- gli, che lui mette sulla testa uno sull’altro. Prakash nota la mia indignazione e mi tranquillizza: «Costoro sono abituati a reggere fino a 40 kg; hanno sviluppato i muscoli del collo, è il loro me- stiere». Lucknow, capitale del Uttar Pra- desh, è la città natale del presi- dente dello stato federale, una signora potente e corrotta, che si cura solo dei suoi concittadini, lasciando il resto dello stato nel degrado. La città è piacevole, ricca di moschee, monumenti e palazzi dei nababbi, dinastie sciite che governarono la re- gione dal 17° secolo. Gli archi- tetti e artisti che arricchirono la città di monumenti erano di ori- gine persiana o afghana. Il luogo più emozionante è però il Resi- dency , dove gli inglesi si difesero dall’aggressione dei ribelli du- rante quella che in India chia- mano la prima guerra d’indipen- denza e che dagli occidentali è conosciuta come la rivolta dei Sepoy, del 1856. Varanasi è la città sacra degli in- duisti. Dal quartiere Canton- ment, una volta abitato dagli in- glesi del Raj e ora centro alber- ghiero per turisti, attraversiamo vie intasate da un traffico incre- dibile di bus, auto e rikshò ;

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