Missioni Consolata - Novembre 2015

nella. Si scende nella cappella e a destra, in fondo, quella di Maria- nella è la tomba più in alto. Sulla lapide è scritto: Marianella García Villas / 14 marzo 1983 / Recuerdo de su fa- milia / En Dios cuya promesa en- salzo./ En Dios confio no temere. ¿Que puede hacerme el hombre? (Salmo 55, 11-12). Marianella fu sepolta lì perché il padre era spagnolo. Si tratta di una cappella chiusa da una porta in ferro e anche da una più ampia cancellata con l’ingresso sempre chiuso a chiave. Per tutti, in parti- colare per gli amici salvadoregni che ci accompagnano e che hanno conosciuto Marianella, è una grandissima emozione. La tomba dimenticata Al funerale di Marianella, nel marzo 1983, parteciparono sola- mente tre familiari e alcuni gior- nalisti, tra cui una giovane Lucia Annunziata ( nota giornalista ita- liana, ndr ): il clima di terrore in- staurato dai militari impedì la partecipazione degli altri familiari e di quanti condividevano con Marianella la lotta per i diritti umani e la pace. Poi i familiari più stretti ripararono all’estero e non fecero più ritorno nel paese poi- ché nel mirino dei militari. Oggi fuori dal Salvador vi sono proba- bilmente ancora fratelli o sorelle di Marianella, ma ogni ricerca è stata finora vana. Con il passare del tempo ci si dimenticò di Ma- rianella e nel clima di terrore creato dal regime nessuno si mise a fare domande in merito al luogo in cui era stata seppellita. Dopo l’omaggio alla tomba di Marianella, su cui abbiamo posto un fiore, Mirna Perla ci porta a vi- sitare la tomba di suo marito, Herbert Sanabria, in un altro set- tore dello stesso cimitero. Sulla tomba sono scritte queste parole: La agonia de non trabajar por la justicia / es mas fuerte que la po- sibilidad cierta de mi muerte, esta ultima no es mas que un istante, / lo otro constituye la to- talidad de mi vida . Poco distante troviamo anche la tomba monumentale del mag- giore Roberto D’Aubuisson, il mandante dell’assassinio di mons. Romero, uno dei capi degli squadroni della morte, poi tra i fondatori del partito politico di estrema destra «Arena», ancora • Dittatura | Diritti umani | Teologia della liberazione • MC ARTICOLI oggi secondo partito in Salvador. Sulla tomba di D’Aubuisson è scritto: Roberto D’Aubuisson Ar- rieta / Presente por la patria . Mai nessun processo venne fatto a D’Aubuisson, che morì nel pro- prio letto ed ebbe funerali catto- lici, dopo essere stato anche pre- sidente de l’ Asamblea legislativa (il Parlamento). A Bermuda, il villaggio del massacro Con un taxi de confianza (di fidu- cia) raggiungiamo la parrocchia di Asunción, a Paleca, poco distante da San Salvador. Da qui con suor Ave, e con Nelson, un parroc- chiano gentilissimo che ci fa da autista, partiamo in direzione Aguilares, il paese di cui fu par- roco il gesuita padre Rutilio Grande, assassinato il 12 marzo 1977 assieme a un ragazzo e a un contadino che lo stavano accom- pagnando in un paese vicino per celebrare la messa. L’assassinio di Rutilio fu l’elemento che spinse mons. Romero a interrogarsi a fondo su ciò che stava avvenendo nel suo paese. Da quel momento in poi mons. Romero divenne la voce del suo popolo. M arianella García Villas nasce in El Salvador il 7 agosto 1948. La sua famiglia fa parte dell’alta borghesia. Il padre, spagnolo, giunse in Centroa- merica, scegliendo l’esilio, dopo l’avvento di Franco in Spagna. Marianella viene inviata in Spagna, a Barcel- lona, dove studia nei collegi frequentati dai rampolli delle famiglie bene della Catalogna. Tornata in Salvador, si iscrive alla facoltà di Legge e Filosofia. Durante questi anni entra a far parte dell’Azione cattolica: è un’espe- rienza fondamentale perché si trova a discutere e analiz- zare i documenti del Concilio e di Medellin, a leggere i testi della teologia della liberazione. Nel 1974 viene eletta come deputato al Parlamento nelle file della Democrazia cristiana ma, quando il partito de- cide di entrare nella giunta di governo con i militari, Ma- rianella lo abbandona non condividendone la scelta. In una situazione di sempre più brutale repressione, nel- l’aprile 1978 si costituisce una «Commissione per i diritti umani», con il compito di coordinare le difese dei prigio- nieri politici e raccogliere prove e testimonianze sulle violazioni dei diritti umani. Marianella viene nominata presidente della Commissione. Ogni fine settimana fa avere a mons. Romero informazioni dettagliate su quanto avviene: uccisioni, torture, massacri, sparizioni. Così l’arcivescovo nelle proprie omelie domenicali può denunciare quanto sta accadendo. In qualità di presi- dente della Commissione, Marianella viene accreditata presso la Commissione Onu per i diritti umani a Gine- vra, dove più volte si reca a denunciare la repressione in atto. All’indomani dell’assassinio di mons. Romero, la Com- missione per i diritti umani è costretta a trasferire la propria attività a Città del Messico. Marianella rientra comunque diverse volte in Salvador per condurre inda- gini sulle violenze delle forze militari. Nel febbraio 1983 è nel paese per raccogliere prove da portare poi alla Com- missione Onu per i diritti umani. Catturata il 13 marzo 1983, viene brutalmente torturata e infine dilaniata da proiettili esplosivi. Il giorno dopo, 14 marzo, è riconse- gnata cadavere ai familiari. An.Pa. Chi era Marianella García Villas

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