Missioni Consolata - Aprile 2013

mente con il giusto approccio e le giuste conoscenze. La Chiesa può aiutare in questo, rafforzando il pro- prio impegno nel campo dell’educazione. Intanto la Chiesa deve mantenere con sollecitudine la propria reputazione di comunità di accoglienza e di protettrice dei poveri, dando sostegno morale ai bisognosi. La vita di testimonianza dei suoi fedeli, per essere credibile e degna di fiducia, deve mo- strare coerenza tra predicazione e stile di vita cri- stiano... testimoniare il Vangelo e i suoi valori con pa- role e fatti. CONCLUSIONI Credo che questa Chiesa fiorisca con lo Spirito di Dio che la guida. È sopravvissuta ai primi e più difficili anni della sua esistenza grazie alla dedizione e impe- gno dei missionari e loro collaboratori laici, e sono certo che continuerà a crescere con il costante impe- gno dei suoi agenti pastorali e collaboratori, unito alla generosità di singoli e gruppi donatori di altre Chiese di tutto il mondo. Siamo in debito con i nostri benefattori! Grazie e che Dio vi benedica! Inoltre, è assolutamente necessario un forte spirito di collaborazione e organizzazione nell’integrare i no- stri differenti carismi di congregazioni religiose in uno sforzo e visione comune. Lo spirito di unità e di comunione fra i missionari è un obbligo, ed è la mi- gliore testimonianza che possiamo offrire e trasmet- tere al popolo mongolo. Anche la vita personale di ogni agente pastorale è un modo potente per testi- moniare il Vangelo. Le parole di Paolo VI sono ancora più vere nella nostra situazione: «Uomini e donne oggi ascoltano più volentieri i testimoni che i mae- stri. E se ascoltano i maestri è perché sono testi- moni» ( Evangelii nuntiandi 41). La Missione mongola avanza nel futuro tenendo ben a mente il «noi» della Chiesa e della fede apostolica. Ognuno ha un compito diverso nella vigna del Signore, ma siamo tutti compagni di lavoro. Ciò vale oggi e per il futuro, per ogni singolo cristiano. Siamo tutti umili ministri di Gesù. Serviamo il Vangelo nella misura in cui ci è consentito, secondo i nostri doni, e chiediamo a Dio che la sua Buona Notizia e la sua Comunità eccle- siale si sviluppi oggi e nel futuro tramite «noi». E così, al di là delle nostre funzioni effettive, questa è la vera sfida nell’essere veri missionari, chiamati ad aiutare a trasformare la vita di coloro con cui en- triamo in contatto, in modo particolare i poveri e i bi- sognosi, nel nostro ministero e nella nostra missione. Mons. Wenceslao Padilla © AFMC/G Marengo © AFMC/D Giolitti A sinistra : madre con bambino, simbolo della giovinezza della Chiesa cattolica in Mongolia. In basso : gruppo di giovani durante un incontro presso il Centro per ritiri spirituali di Ulaanbaatar. Pagina accanto : mons. Padilla e la comunità di Arvaiheer, elevata a parrocchia di «Maria Madre di Misericordia».

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