Missioni Consolata - Novembre 2012

ITALIA 64 MC NOVEMBRE 2012 Le poesie di G. ci offrono lo spunto per ragionare sul tema della diversità e del disagio mentale. Parliamo di Franco Ba- saglia e della legge 180 che ha permesso la chiusura dei mani- comi. Guardiamo le fotografie degli istituti di cura che un tempo ospitavano i pazienti. Ci avviciniamo ad Alda Merini: «Quando venni ricoverata per la prima volta in manicomio ero poco più di una bambina», scrive nel suo libro L’altra verità . «Avevo sì due figlie e qualche esperienza alle spalle, ma il mio animo era rimasto semplice e pulito, sempre in attesa che qualche cosa di bello si configu- rasse al mio orizzonte». C i colpisce il fatto che una persona alla ricerca del bello venga ricoverata in manicomio. Improvvi- siamo sul tema e inventiamo una traccia di drammaturgia: il no- stro dottor Franco Ioticuro, paro- dia di Basaglia, decide di aprire le porte dei manicomi. Un gruppo di pazienti invade le strade della società: «Fanfare, striscioni, comitati: arrivano, ar- rivano i folli! - declama Annalisa; - Usciremo da qui e impareremo come si vive nel mondo dei nor- mali». Inizia così il nostro viaggio nel concetto di normalità: cosa si- gnifica essere normali? La nor- malità contiene una dose di fol- lia, ci diciamo. La ritroviamo nel- l’omologazione dei gusti e delle espressioni, nelle trasmissioni televisive che eleggono i nuovi dei, nella società che ridicolizza se stessa quando sposa il razzi- smo e il pregiudizio. La follia è nelle code al centro commerciale per comprare l’ul- timo cellulare alla moda, nelle corse sui tapis roulant che non portano mai da nessuna parte. La follia è nelle relazioni che si consumano su internet, dove ba- sta cliccare per conoscere e de- siderare, per poi buttare e rico- minciare. «Ascoltami - dice Alberto, il per- sonaggio interpretato da Marco -. Se una follia esiste, e io lo so bene, sta tutta nella normalità. Politica, televisione, moda, per- sino il sesso: per essere nor- mali, bisogna essere uguali. Lato alla seconda, la follia sta tutta in questa formula». Per un’ora il pubblico si diverte davanti a tro- nisti e improbabili «tronate», se- guendo documentari sull’involu- zione del genere umano e dentro format televisivi il cui contenuto sta nel titolo: «Siamo tutti nor- mali! Omologati anche tu». I ragazzi si esibiscono in rap, balli, brevi monologhi e scene corali. La risata lascia il posto alla riflessione. Se la normalità è folle, come possiamo tornare al- l’essere umano? Come possiamo scoprire la poesia di ognuno di noi, quella vera, quella che non ha prezzo e che ci rende spe- ciali? Durante il laboratorio chiediamo a P. di raccontarci cosa gli piace fare. «Mi piace andare sul tram 16», risponde. «Perché?», domandiamo. «Perché è una circolare e mi ri- porta sempre a casa».

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