Missioni Consolata - Dicembre 2011

non avendo voluto toccarlo, dovetti lasciarlo preda alla iena, mentre sarebbe stato un bel esemplare per il nostro museo di Torino. Arrivai alla stazione Maria Ausiliatrice [Tigania] ac- colto festevolmente dalle suore, che da un anno si trovano colà a far del bene, e dal padre che mi fu largo di gentilezze. All’indomani cercammo un punto adatto della foresta, e, dopo molto aggirarci di qua e di là, concludemmo col scegliere un tratto di foresta a tre ore dalla missione, quello appunto per cui ero passato in bicicletta e che mi era parso il migliore per qualità di alberi. Il giorno dopo, lasciata la bici- cletta alla missione, ritornai all’accampamento per un sentiero indigeno, per meglio osservare le foreste, e vi arrivai alla sera, stanco morto. Il mattino se- guente ricaricammo tutto sui carri e partimmo per la meta che avevamo scelta. MC MERU: CENT’ANNI... DICEMBRE 2011 MC 61 L’INCONTRO COGLI ELEFANTI Il mio confratello coadiutore ed io ci davamo il cam- bio a guidare la locomobile; e mentre uno guidava la macchina che camminava adagio, l’altro badava alla carovana dei carri che precedeva. Mi trovavo ap- punto addetto a questo secondo ufficio, quando uno dei nostri carrettieri viene di corsa e tutto trafelato a chiamarmi e dirmi di arrestare la carovana perché un gruppo di elefanti stava sulla strada per cui dove- vamo passare. Torno indietro ad assicurarmi ed ar- marmi, se del caso, e trovo radunati alcuni indigeni del paese che concitatamente indicano colla mano, in lontananza, dove la strada costeggia un pendio, nella brughiera non folta, grosse macchie rossastre che si muovono e si rincorrono. Contro il parere degli indi- geni, che ci volevano dissuadere, decidemmo di avan- zare cautamente, essendo abbastanza sicuri sui no- blemi, soprattutto economici, pen- denti tra il vicariato di Nyeri e la nuova prefettura ]. La visita di mons. Pasetto nel Giugno 1929 portò nuovi migliora- menti amministrativi alla prefet- tura. Ma la fibra forte di mons. Balbo non poté resistere alle cre- scenti difficoltà della Prefettura. La sua salute ne fu scossa, e verso la fine del 1929 rassegnò le dimis- sioni. Gli succedette come pro- prefetto, mons. Carlo Re, carica che tenne fino al 1936. Durante questo periodo mons. Re rifece i fabbricati di parecchie missioni e aprì la stazione di Chuka. Nuovo sviluppo presero pure le scuole sia alla centrale che nelle out- schools . 1936, MONS. NEPOTE Finalmente nel 1936, la prefettura ebbe il suo nuovo prefetto aposto- lico nella persona di mons. Giu- seppe Nepote. Scriveva il «Da casa madre» [il bollettino interno dell’Istituto ] del novembre 1936: «L’Angelo della Chiesa di Meru: ce l’ha portato la Madonna del Rosario come dono della sua fe- sta: un dono materno quindi, pre- zioso e bello come i frutti di que- sta ottima raccolta autunnale. La lunga attesa della Chiesa di Meru non poteva certo sperare un pre- mio più gradito e munifico di questa illuminata scelta». Il periodo di mons. Nepote

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