Missioni Consolata - Giugno 2006

I I I : MARIALABAJA : (COLOMBIA) :======---=•---- ' I I I I I I I I I I SOGNI DI DIO... SOGNI DI BEPPE : H o completato il primo anno : di permanenza in Marialal baja. Un anno bello e simpa- : tico con la nostra gente, che non : smette di stupirmi piacevolmente. : Sto cercando di prendere il ritmo, : spesso imprevedibile, scandito : anche qui da alcuni awenimenti. : Gli studenti sono tornati a scuola e : certamente questo segna un ritorno : alla normalità; ma ci sono altri ritmi, : soprattutto per i contadini che i aspettano ansiosamente il tempo : del raccolto per avere qualche risor- : sa con cui assicurare un futuro : migliore per i fìgli, senza dover emi- ! grare verso le grandi città o nei paesi vicini del Venezuela o Panama. Un ritmo speciale, qui da noi, è scandito dalla politica o meglio dal- . , la «politicheria», con le diverse ele- : zioni amministrative e politiche, ! accompagnate da sfoggio di discor- : si e feste a base di birra e rum, balli : e divertimenti di ogni tipo. : Non si può dimenticare che il munì- : cipio è la più grande impresa del : paese e, con un sindaco amico, si : può sperare in un posto di lavoro; : diversamente non servono né i titoli : né le capacità professionali. I I I : A nche da un punto di vista reli- : gioso esiste un certo ritmo, : scandito dalle feste principali : come natale e la settimana santa, ma : quella che si vive con più intensità è : la festa del santo patrono nelle : diverse comunità. Le manifestazioni : religioso-culturali, espresse soprat- : tutto con balli fìno all'esaurimento, ! non sono facili da capire per noi, ma : sono assolutamente coinvolgenti e : partecipate dalla nostra gente. l Ogni tanto qualche novità scuote il l paese e tutta la regione. Il 9 dicem- : bre dello scorso anno, 936 famiglie ! hanno occupato dei terreni vicino al I paese. Molti si sono poi ritirati, ma : la maggioranza aspetta, inutilmente : per adesso, una soluzione al loro ' ·--------------------------------- 12 ■ MC GIUGNO 2006 problema di spazio per costruire almeno una capanna di fango e paglia dove rifugiarsi. Nel mese di marzo la presenza della guerriglia, appena fuori paese, ha suscitato un certo allarme, dileguatosi poi dopo le elezioni amministrative. Gli scontri sono awenuti e continuano ad awenire lontano dal centro e quindi nessuno si preoccupa, anche se arrivano famiglie di sfollati che spesso proseguono per la città di Cartagena. La nostra presenza su tutto il territorio ci permette però di renderci conto della complessità della situazione e della necessità di alcuni interventi, per assicurare la tranquillità e progresso della regione. Facciamo del nostro meglio, annunciando il vangelo e promuovendo condizioni di vita più dignitosa. e i sono stati cambi significativi anche nel nostro gruppo di missionari: sono partiti i due padri africani (il kenyano padre Peter e l'etiopico padre Gabriel) ed è arrivato il colombiano padre Henry Taborda. Due missionarie laiche, Julia Patricia e Margarita, completano il gruppo di lavoro della missione; ma aspettiamo altri laici che ci accompagnino nella nostra missione, dove c'è posto per tutti! Intanto continuiamo con le diverse attività. Hanno ripreso a funzionare le «scuolette»; abbiamo aumentato il numero dei bimbi (180) e delle maestre (9 più una coordinatrice), per venire incontro alle necessità delle famiglie che hanno occupato i terreni nei pressi della «scuoletta» san Martin de Porres. I bambini appartengono alle famiglie più povere, con le quali vorremmo iniziare anche dei piccoli progetti produttivi, che possano favorire l'economia familiare e migliorare la qualità di vita. Proprio in questi giorni, abbiamo avuto un incontro del Comitato per le scuolette e i genitori (in maggioranza assoluta mamme senza marito) che hanno dimostrato interesse sia a corsi di alfabetizzazione che a iniziative produttive. Tali iniziative potrebbero anche rinforzare il piccolo fondo comune, alimentato per adesso solamente dai padrini italiani. Abbiamo optato per il «fondo comune», perché spesso i bambini non giungono fìno àl termine dell'anno scolastico, perché varie famiglie in estrema povertà si spostano verso altri territori. Manteniamo però il numero, integrando nuovi bambini che vivono nelle stesse condizioni di povertà assoluta. V orremmo naturalmente arrivare a tutti i bimbi poveri e denutriti del territorio, con altri programmi minimi; ma per adesso questo è un sogno proibito, anche se nessuno mai ci proibirà di sognare come sogna «Dio Padre di tutti». Oltre alle «scuolette», seguiamo sempre il Centro di formazione la «Consolata» e con la nostra gente, soprattutto con i giovani, vogliamo realizzare una «cittadella sportiva» in un terreno di tre ettari, comprato anni fa da padre Salvatore Mura. Intanto con l'archidiocesi di Cartagena siamo impegnati nella «missione permanente» per risvegliare le nostre comunità cristiane. La gente sta rispondendo positivamente e vediamo prospettive interessanti. Beppe Svanera

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