Cari Caro padre Bellesi, sono un cugino del compianto padre Giovanni De Marchi. Avevo un sogno: sognavo l'.i\frica; sognavo una nazione: l'Etiopia; sognavo, infine, «una scuola anche per loro», per i ragazzi di Detra Bora (Modjo). Questo sogno si è avverato: da poco tempo sono tornato dalla missione di Modjo, diretta da padre Paolo Angheben, dove ho trascorso 24 giorni indimenticabili. Ho visitato le missioni di Gambo, Meki e Shashemane. Ho baciato quelle terre intrise del sangue, dalle lacrime, dal sudore eda sacrifici immensi di tanti missionari esuore. Questi non chiedono nulla per loro, ma per gli altri: portatori di civiltà, di promozione umana, di speranze, di lavoro edi fede cristiana. Ho visto le opere realiz6 ■ MC GIUGNO 2006 zate in quelle missioni (specie da padre Paolo), dalla loro fede incrollabile, dalla loro carità per i più bisognosi, dalla loro speranza nel futuro. Sono dei veri eroi, silenziosi, di grande umanità, umiltà e serenità interiore. È stato un viaggio che mi ha fatto riflettere, pensare: ha scavato dentro in profondità, un iter di catarsi umana, psicologica espirituale. Ouando conobbi padre PaÒlo aVallarsa (TN), mi diede una forte carica di adrenalina; aModjo mi ha contagiato con una nuova malattia etiopica : «la paolite». AModjo ho battezzato il viale principale alberato «viale della preghiera e delle speranze». Modjo è un centro di grande spiritualità e preghiera: quanti religiosi, suore, civili, vengono alle missioni per meditare. Centro di luce, di riflessione, di ricerca spirituale, dei veri valori che contano. Tanto merito di tutto va a padre Paolo: l'ho soprannominato «l'uomo di Dio». Prego e ricordo questi missionari, affinché la Madonna Consolata e il Signore diano loro le forze, salute, fede per continuare nella loro sublime missione evangelizzatrice. Conoscono la realtà locale, vera e cruda, ma di essi pochi parlano. Mi inchino davanti a loro in segno di rispetto, gratitudine e imitazione. Avoi tutti, missionari, grazie sentite dal più profondo del cuore per quanto fate: la Madonna e il Signore vi benedicano e proteggano sempre. Mi scusi se la lettura è lunga, ma ho scritto con il cuore e la ragione. Complimenti per i suoi articoli: fanno pensare. Con tanta amicizia, affetto e riconoscenza salutissimi e l'augurio che i vostri desideri diventino realtà. Giovanni De Marchi Borgo Valsugana (TN) Congratulazioni: oltre al nome ecognome, ha ereditato da suo zio anche i suoi sogni e i tratti più profondi della personalità: il suo amore per la Madonna, per l'Etiopia e per gli africani in generale. Per quanto riguarda la nuova «malattia etiopica» che le ha trasmesso padre Paolo, le auguriamo di non guarire mai, ma di contagiare tutte le persone con cui viene a contatto. Cari missionari, ricevo e leggo puntualmente la vostra interessantissima rivista ecolgo l'occasione per farvi i miei complimenti per la qualità dei servizi edei loro contenuti, che mi permettono di avere informazioni complete eapprofondite su argomenti che difficilmente vengono trattati dai vari media più diffusi. Volevo pertanto comunicarvi il mio nuovo indirizzo di residenza dove spedire la vostra rivista... Grazie per l'attenzione e cordiali saluti. Carissimi, Franco Arienti Seregno (Ml) leggo la vostra rivista da oltre 30 anni, essendo mio padre abbonato fin da allora. Da diversi anni la ricevo anch'io, evi esprimo le mie sincere congratulazioni per la coerenza e la professionalità del vostro impegno. Ho letto sul sito che pubblicate anche la rivista «Amico» rivolta ai giovani: vorrei mostra ria amio figlio adolescente, se potete spedirmene una copia. Grazie ecordiali saluti. Loredana Rini Brindisi Spedizione già fatta. Auguriamo che Amico, la nostra rivista di formazione eazione missionaria per giovani, entri in tante altre famiglie, insieme a Missioni Consolata. Lettori di... Farinella Caro direttore, voglio esprimere i miei più vivi apprezzamenti aPaolo Farinella per i suoi articoli biblici della rubrica di Missioni Consolata: «Così sta scritto». Li leggo con interesse e li trovo molto profondi per esegesi, spiritualità emorale. Mi auguro che un giorno tutti questi articoli diventino un libro. Se qualcosa
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