MISSIONI CONSOLATA con il 94% dei protestanti favorevoli allo status quo. «Perché l'Irlanda del Nord si unisca all'Eire, bisogna che accadano due fattori concomitanti: che la popolazione cattolica superi nettamente quella protestante,cosa ' che,con gli attuali ritmi di crescita demografica potrà avverarsi entro il 2030, eche una considerevole parte dei cattolici sia favorevole all'opzione repubblicana. Equesto èmolto più improbabile che avvenga in pochi lustri»mi dice Stefan Andreasson, professore di Politica internazionale alla Queen's University di Belfast. ALLA RICERCA DEL DIALOGO Le elezioni per il Parlamento locale del 2005 hanno dimostrato che la polarizzazione dell'elettorato si acutizza sempre più,anche se il divario tra i due blocchi si assottiglia. li Democratic Unionist Party (Dup) di lan Paisley è divenuto il maggior partito nordirlandese con il 29,6% delle preferenze, superando nettamente il più moderato Ulster Unionist Party (18,0%); mentre nel fronte opposto lo Sinn Fein, raggiungendo il 23,3% dei consensi, ha aumentato il vantaggio sul Socialist Democratic andLabour Party, rimasto al 17,4%. Forte dei 9 seggi conquistati,il Dup ha chiesto immediatamente la revi- ' sione dei trattati del 1998,al fine di «garantire alla comunità protestante, discriminata dagli Accordi del venerdì santo», il rispetto dei diritti umani edelle libertà civili. «Il fatto significativo delle elezioni del 2005 - dice Sean Mac Labhrai, professore di Studi Irlandesi alla St. Mary's University College di Belfast - èche sono scomparsi i partiti minori,che garantivano la partecipazione politica delle organizzazioni paramilitari.Questo schiacciamento ha portato le frange più estremiste, come il Dup a raggiungere i risultati ottenuti e ad alzare il tiro sulla comunità repubblicana». Si sta quindi assistendo a una semplificazione della vita politica del paese,che per molti rischia di rianimare le lotte. «L'lrlanda del Nord è stata sempre snobbata dai grandi partiti britannici - afferma Catherine Mellen, della Campaign for Equa/ CitiBelfast: i ragazzi cattolici di Fa/ls Road e i protestanti di Sandy Row non sembrano preparati al dialogo. ■■■ ■■ ■■ zenship -. Se i laburisti e i conservatori propagandassero le loro idee qui, come fanno in lnghilterra,anche le differenze tra le comunità cattoliche e protestanti scomparirebbero, per dare luogo adifferenze sociali presenti nella normale vita politica britannica, consentendo a Londra una migliore gestione del conflitto». Ma c'è chi addirittura si prefigge di lottare per la completa indipendenza del Nord lrlanda,come Murray Smith, del NewUlster Politica/ Rasearch Group: «La soluzione del problema nordirlandese deve essere trovata al di fuori degli schemi convenzionali. Non è uno scegliere tra Eire o Gran Bretagna, perché qualunque sia la scelta, una delle due comunità sarà sempre scontenta.La soluzione che proponiamo noi è la creazione di un terzo stato completamente autonomo e indipendente sia da Londra che da Dublino». Naturalmente queste ultime due tesi non tengono conto del tessuto sociale impregnato di cultura e tradizione religiosa e del fatto che nessuna delle due comunità vuole una Irlanda del Nord indipendente. Rimane quindi il dialogo costante e senza prevaricazioni con tutte le parti in causa, nessuna esclusa, così come la stessa Ira ha chiesto e ribadito nel proclama del 28 luglio scorso. lan Paisley permettendo. ■ MC GIUGNO 2006 ■ 59
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