Missioni Consolata - Giugno 2006

GIAPPONE de per secoli,sfidando contrasti e persecuzioni. Nel nostro pellegrinaggio constatiamo quanto la presenza del Saverio sia ancora viva: li vediamo nei segni che ricordano i luoghi dove egli è passato; i cristiani giapponesi parlano di lui come uomo di Dio, un santo, divorato dalla sua missione; i missionari attualmente presenti lo hanno come patrono e ispiratore del .modo di fare missione. La prima evangelizzazione di san Francesco e altri missionari fu seguita da lunghi e tormentati periodi di persecuzioni e testimonianza nel martirio,silenzio e isolamento dal • resto del mondo e dalla chiesa universale. Il viaggio di Giovanni Paolo 11, nel febbraio 1981, le scelte pastorali dei vescovi e il lavoro dei missionari hanno contribuito, negli ultimi decenni, a frantumare un certo tipo di «congiura» contro il cattolicesimo. Un papa che parla in diverse lingue, che celebra la messa e ordinazioni di preti locali in lingua giapponese, che si rivolge con umiltà e au- / cinque pellegrini italiani davanti al memoriale di san Francesco Saverio a Kagoshima. 11 primo da destra è padre Vincenzo Mura, autore di questo articolo. 16 ■ MC GIUGNO 2006 ■ ■■ ■ ■■■■ torità ai capi di tutto il mondo per implorare la pace... non appare certo come un capo spirituale di una minoranza insignificante! Ma è soprattutto con i suoi gesti e la sua catechesi che il pontefice penetra nel cuore dei giapponesi, quando, per esempio, invitato dalla nota cantante Agnese Chang, improwisa un girotondo con alcuni bambini,durante l'incontro con i giovani;oppure quando,durante la messa celebrata il 26 febbraio a Nagasaki sotto una tormenta di neve, loda i martiri giapponesi, paragonandoli ai «primi martiri dell'era cristiana».Tutto questo contribuisce a far sì che il cammino della chiesa faccia notizia. I vescovi,secondo lo stile giapponese,evitano lo scontro e non prendono posizioni; ma operano come fermento nella società. Significativo rimane il loro documento «Messaggio sulla vita», in cui essi presentano la dignità della vita nella visione cristiana, usando espressioni molto belle e incisive,capaci di penetrare veramente nel cuore della persona, aiutandola a cambiare.Anche aborto ed eutanasia vengono toccati da una prospettiva positiva,secondo il grande valore della vita. La chiesa è anche propositiva sul problema della discriminazione di gruppi socialmente emarginati,sull'attenzione ai poveri, lebbrosi, orfani, anziani e sul concreto impegno nella giustizia sociale. PICCOLA, MA DINAMICA I missionari saveriani che ciaccompagnano nel nostro pellegrinaggio sono felici di rispondere alle nostre domande, per darci un quadro sempre più completo sulla situazione della chiesa giapponese. Oggi, la chiesa in Giappone conta più di 450 mila cattolici,distribùiti in 16 diocesi e 1.000 parrocchie, circa 800 sacerdoti autoctoni e altrettanti missionari esteri.Questa presenza missionaria opera in piena collaborazione con la chiesa locale, per ri-

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