Missioni Consolata - Maggio 2006

■ MISSIONI - . ~ - . - ne proJettata verso il futuro•. Le fa eco Riccardo, ricercatoreat,. J'Untversltàdl Venezia, chesta,satvendo un libro sulle origini delle culture nordeuropee: «I giovani irlandesi non sanno nulla della cultura celtica e della mitologia; e il fatto è che non ne sono neppure interessati». Ciò di cui si sono accorti Riccardo e Agnese, 70 anni fa lo aveva scritto un grande poeta come William Butler Yeats, il più irlandese dei poeti (vedi riquadro a p. 34) e. forse proprio per questo, il meno capito e letto tra gli irlandesi: «L'Irlanda romantica è morta ~ scomparsa. Econ O'Leary cercate Juzl dena eterèatO «Udii I vecclt1, Tutto ciò che i NIio tr"stblte Come le acqUD scrive ancora Yeats. Ed è proprio sulle orme di questo sommo poeta, Premio Nobel della Letteratura nel 1923, che vado alla scoperta dell'Isola, o meglio, di quella parte dell'Isola che Il 6 dicembre 1921 si emancipò dall'occupazione britannica dando vita alla Repubblica Irlandese. Ciò che si trovérà in Irlanda sono i paesaggi bucolici allaTumer; i cieli Immensi, variopinti e un po' mallnconlcl, che contrastano magnificamente con il verde dei prati; le scogliere contro cui si frangono le onde dell'Atlantico; il vento persistente, che spruzza contro il viso minuscole goccioline di pioggia; i pubs in cui si riuniscono vecchi e giovani per parlare di calcio, hurling, donne e lavoro e politica. E non è un caso che molti dei personaggi che più si sono interessati all'Irlanda, siano stranieri. Straniero era san Patrizio, il patro-

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