Missioni Consolata - Dicembre 1907

Dicembre 1907 cd» \ ~ An.n.o IX • N. 12 • ~~ ~~~~ ~:1X'~XXXY'>()()()()O(C 8 '- ~~=o~8~-.?J ~~ ~ ('" AUGUST.IE TAURINORUM l;'! ' CONSOLATRIX ET P~TRONA ~ ~ . ~~~~~ '11? ESCE DIREZIONE AL PRINCIPIO PIAZZA DELLA CONSOLATA DEL MESE TORINO TELEFONO INTERPROVINCIALE N. 22·77

/ Ca.-1endo.rio _pe1 100S con l,lndicazlone del digiuni e delle astinenze in tutto z'l corso dell,anno secondo il decreto della Suprema Congregazione del Santo Otficio 7 settembre 1906 GEJfN.A.IO l M Clrconc. N. S. 2 G s. Defendente a V s. Genove~& 0 Astinenza D 4 S s. Tito veso. 5 D s. Am111ia v. m.· 6 L Epifania di N. s. 7M s. Giuliano '8M s. Luoiano 9 G s. Giustina l V s. Agatone :Ji Astin. D 11 S s. Igino 'p. 12 D s. Modesto 13 L h. V eronica 14M s. Dario v. 15M s. Maurizio m. l G s. Marcello 17 V s. Antonio ab~ Astin. D 18 S s. Liberata @ 19 D s. Mario 20 L s. Sebastiano 21 M s. Agnese 22M s. Gaudenzio 23 G Sposai. di M. V. 24 V s. Timoteo v. Astin. D 25 S Conv. s. Paolo 26 ~ Sacr. Famlgfla C 27 L s. Giov. Grisos. 28M s. Cirillo 29M s. Frane. Sal. G b. Seb. Valfrè · · Bl V s. Giulio Astin. D FEBBRAIO l S s. Orso v. 2 D Purlf. di M. V. 0 · Bened. r.and. 3D s. Biagio Bened. gola 4M s. Avventino 5M s. Agata v. 6 G s. Dorotea 7 V s. Romualdo Astin. D 8 S s.. Carlotta 9 D s. Apollonia :)) 10 L s. Scolastica 11 M s. Lazzaro l M: s; Eulalia v. 13 G s. Giuliana 14 V s. Valentino m. A•Nu. D 15 S s. Efisio m.· 16 D s. BiLts!o Sett. 17 L s. M:arianna @ 18M: s. Simeone v. 19M: s. Corrado 20 G s. Leone T. 21 V b. Aimone A.<tin. D 22 S s. Margh. C. 23 D s. Romana Sua. 24 L s. Mattia ap. 25M: s. Costanza C 26M s. Alessandro 27 G s. Tigrino 28 V s. Gozzel. ab. A.• t i 11 . D 29 S s. :Mac~trio ------. ,._.._..._,.... ___ .,.-__ liU.RZO l D a. Albino Quinq. 2 L s. Simplioio O 3M b.Chernb.Test. 4Mb. Umb. Le Ceneri ·Dig. B 5 G s. Casimiro Dig. C V s.. Marziano l n· B 7 S s. Tomaso A: tg. 8 D s. Giovanni di Dio 9 L s: Frano.• R. :JJ· ~ . 10 i 40 Soldati m. Dtg. C .11 )\:[ s. Costantino T. Dig. B 12 G s. Gregorio p. Dig. C 13 V s. Eut'rasia T. Dig. A 148 s. Metilde v. 7'.. Dig. B 15 D s; Lucrezia 17M s. Patrizio v.· 16 L s. Agapito ~ 18M s. Gabriele a.@ Dig. C 19 G s. Giuseppe 20 V s. Alessandrina! 21 S s. Benedetto l Dig. B 22 D .s. Benvenuto 23 L b. Veremondo ~ . 2~ M s. Arnolfo v. m. . . 2-'> M Ann. di M. V. i( D>g. C 26 G s. Emanuele 27 V s. Nicodemo 1 28 S s. Sisto p. m. Dig. B 29 D s. Qlov.!da Cap. 30 L b. Amedeo l n· C 31 ).fs. Ben \~tmino l tg. APRILE 1M s. Ugoabate Ojnig. . C 2 G s. Frane. da P. 3 V s. Riccardo v. 1 Dig. 8 4 S s. Isidoro v. · 5 D di Passione 6 L s. Sisto I p. ~ 7Ms.Epifimio Dig.:c 8M s. Alb~rto :) 9 G b. Anton. P. m. lO V b. Neirotti l Di B 11 S s. Leone M. g. 12 D delle Palme.. 13 L s. Ermenegildo~ 14M s. Valeri~t.no n· C 15M s. Annibale tg. 16G Santo · @ 17 V Santo Dig. A 18 S Santo D ig. B 19 D Pasqua di Risurr. 20 L s. Cesario'e C. 21M s. Anselmo ". 22M s. Virginio 23 G s. Giorgio m. C 24 V s. Fedele S. Astin. D 25 S s. Ma):'CO ev. R. 26 D s. Marcellino 27 L s. .Zita serva 28M s. Vitale 29M s. Roberto 'G s. Catterina da Siena 'o MAGGIO GI:trGl'tlO l V ss. Fili ;P. e Giac. A8Cin. D l L s. Gratiano 2 ·S s. Atanasio v. 2M s. Marcellino 3 D lnvenz. S. Croce 3M s. Clotilde 4 L SS. Sindone 4 G s. Frane. Cm:. 5M s. Pio V papa 5 v s. Bonifacio Astin. D 6M s. Benedetta 6 S Mirac. del Sàn7 G s. Stanisl. v. tiss. Sa~l'~tm. Di g. B 8 V s. Vittore s. :)) Asti n. D 7 D Pentecoste :)J 9 S s. Gregorio N. 8 L s. Medardo · 10 D Patr. s. Giuaeppe 9 M s. Pelagia 11 L s. :Ponzio 10M s. Primitivo 'f:. flig. B 12M s. Pancrazio 11 G s. Barnaba ap. 13M s. Giovenale 12V s. Onofrio T.! n· 8 14G s. Vittore v. l S s.Ant.d.P.• T. t(!. ·15 V s. G. B. La Salle Asti n. D 14 D SS. Trinità •Q;) _ 16 S s. Onorato @ 15 L s. Vito m. 17 D s. Pasquale B. 16M s. Quirico 18 L s. Felice 17M s. Raineri 19M s. Pudenziana 18 G Corpus Domini 20M s. Bern. da S. 19 V s. Giuliana A,stin. D 21 G "· Vittorio S SS. Consolata 2"2 V s. Giulia v. Astin. D 21 D s. LUiài Gonzag:c 23 S s. Desiderio C 22 L s. Paolino v. 24 D Maria SS. Ausll. 23M s. JJanfrnnco 25 L s. Urbano R. 24M s. Giovanni Batt. 26M s. Filippo R. , 25 G s. Massimo 27M s. M: d. Pazzi R. 26 V S. Cuor di Gesù .Ast;n. D 28 G Aacens. di G. C. 27 S s. :1\'[aggi orin o Di(!. B V s. Teodosia Ast-i11. 'D D s. Marcella O 30 S s. Ferdinan. O L ss. ;Pietro· e P!Jolo 31 Jl s. Petronilla :\{ s. Rm iliano '::a . \ ' .,. ,.

Almo IX - 1!1. Ul Dicembre 1907 : ~ QEnsoiata PERIODIOO RELIGIOSO MENSIL~ ' ~ DillEZIONE ~~ ~~_2/S-~Ol.\11:1\c:I:ARIO ~ J ~l cammino delle idee - Dalle Miaaioni della Consolata in PIAZZA ·DELLA CONSOLATA ~ Africa: Lettera del P. Filippo Perlo al Rev. D. Cappell~ - Cenni biografici del Venerabile Giuseppe Caf&88o - Cronaca TORINO mensile del Santuario - Brevi relazioni di grazie - Indul· J genze per dicembre - Orario S. Funzioni per dicembre. ( ~·erte per le M.l!!t&loal deUa Coaaolata la Afrlea. IL CAMMIHD DELLE IDEE ~ dà, come già a Mosè, la verga taumaturga l che spezza la rupe al solo percuoterla e ne fa scàturire la fonte d'acqua viva~ No: : anche il missionario deve sottostare alle •Le idee, specie le buone, lasciò scritto ~ leggi provvidenziali èhe regolano· l'u":" il celeberrimo statista inglèse Carlyle, . mano lavoro, e, al p~ri di ogni pioniere, non s'impongono alle menti, come non . deve conquistare palmo a palmo il paese s'impone alla terra di dar frutti : le idee, che egli vuole aprire ~Ila r~ligione ed al pari del granò, si seminano, si colti- aUa civiltà del Vangelo. · ' vano e si portano .colla,pa.ziente çq~!anza Chi non ha pratica di missioni; chi a maturazione•. Se da questa verità deb- . è digiuno di studi antropologici, storici bono pigliar norma quanti vogliono ope- e social'i, 'facilmente s'immagina i seirare in grande sui pubblici inciviliti, vaggi come ignoranti e docili fanciulloni, tanto più-sono costretti a farlo i missio- che al solo vedere il missionario inalnari nell'evangelizzazione dei popoli barbari e selvaggi. · Iddio, è vero, dà ai fortunati che egli chìama all'apostolato fra le genti aiuti in corrispondenza coll'alta loro vocazione ; né sostiene le forze e ne feconda . - . . . ~ colla sua grazia l~ opere e le fatiche. Ma il Signore nòn interviene d'ordinario con miracoli, nè al missionario cattolico ,berare una croce; al solo udirlo esporre la divina, commovente storia della Rèden~ione, debbano cader 'vinti ai piedi dell'inviato di Dio, chiedendo il battesimo e cominciando subito ad esserl;l veri cristiani. Ma in realtà le cose succedono ben diversamente. I neri, ed in generale gli uomini di colore, che per tanti secoli ed in tutte le regioni da essi abitate, l

178 ·.·.· llt -~OflSO(ata : furon"ò· d~i bianchi tradotti in ·schiavitb, tormentati con sevizie ed angherie, purtroppo. non ancora dappertutto cessate, nutrono contro l'intera razza dei . loro oppressori una diffidenza ereditaria, e che certo non si può dire ingiustifìc'ata. Si consideri. poi che i popoli cosidetti . selvaggi, -ben lungi · <;!all'essere moral- ·· mente un terreno vergine, hanno u~ patrimonio .- é spesso non piccolo - . di tradizioni, , di usanze e di credenze superstizi~se, ·le quali in centinaia e migliaia d'anni hanno acquistato forza•e hatu'rà.''d.i generali abitudini e ·di 'leggi sociali; ed imperio· di religione. · Forza ed imperio tanto· più grandi e tenaci, quanto più tali popoli son rimasti-isolati nel proprio paese; chiusi nell'~ssoluta ig':J-orariza di ' quanto si fa e si pensa nel testo del mondo: ignorando·, anzi, la ~t~~sa esiste~za qi qu~léhe -~osa e di qual- -~un~ all'infuori det' loro' p~ese _e· d~lla loro gente·. . , ,. In 'queste precise condizio!ÌI' i rrii>lsionari della Consolata trovarono le dense . ' . tribù del Kikùiu.: l;>ellissima _region~ ~d essi serbata .dalla Provvidenza, 'nel ·cui interpo .non era prima di lo:r:o penetrat_o alcun bianco, e·dove del bianco non si aveva, per fama ·confusa, idea migliore di quella che noi possiamo avere :dei .più crudeli guérrieri ~ dei più feroci cannibali. :Non è quindi a stupir~ se,, nonostante le larghe e veramente ·stup'ende conquiste ai nostri concesse ·nèi .pochi ·anni di apostolat9 dalla grazia cii Dio e dalla protezione ,della Conso- _lata, 'durino laggiù ancora Ìn molti indjgeni le prevÈmzi~ni ed 1 pregiudizi di cui è cenno nella seguente lettera dèl P: FiÌìppo Perlo; .e se certe pratiche, . divenute non s_olo, mor11.le abitudine.dei p'overi neri, ma istinto e natura,_ancora ' fac.ciano strage di corp.i ·e, di anime. • Ma se le idee seminate e'·'coltivate come il buon grano vengano inqubbiamente a maturazione, l'opul~nta .messe non· mancherà in un prossimo' avvenire ai missionari della çonsolata, i quali sempre hanno seguito il si.st~ma indi-· cato dal grande statista inglese: sistema che fu del resto quello 4ei più -i_llustri . missionari, dagli antichi al Jiostro,.glorioso Massaia ed al Lavigerie. I_nJatti, dalla lettera succi~ata, t-ra {'penosi in-. .ci denti :di una ·drammatica ·.storia d'infante, brilla e trionfa una bella·pro- · messa, . una.. sicu:r:a; santa speranza di · finale v;ittoria. Imperoc9hè, come ben disse un nostro egregio poeta : "· . '.. \ . ' « ...... dopo l'ardue lott9 Iddio le -redentrici albe prepara », ed anche umanamente la vitto~ia è dei pazienti~ dei p~~severanti. DOPPIO . FAVORE ci farebbero t.utti :quelli -che mandassero ftn d'ora l'offerta per l'abb~namento. a,1 periodico pel 1908. Ciò ne facilita di molto·· il 1avòro di xegfstrazione ed assicura loro la regolarità della spedizione del perlodico.· Per questo sarebbe anche conveniente che assieme all'offerta ci si m.and.asse rin_dirinf! a stamp~ col quale ricevono il periodico. · ·- ' 1 UN BEL R:&G.A.L.O . pel Capo .d' A:n~o . , si-potrebbe fare ai nostri missionari, procurando ·un' nuovo abbonat'o a quèsto periodico pel 1908, che vuol dire un nuovo cooperatore al loro santo ~postolato. · ' ·

.. ·o alle Missioni della Consolata in:·Afrièa -. ~== Lettera del P. Filippo Perlo al Rev. D. Cappella. · Staziooe del Ss. Angeli Custodi a lllere 2 luglio 1907. Carissimo D. CAPPEDLA, ., . Le .benemerenze di V~ S. per il nostro ·l'stituto, e ii suo sempre. giovane amore per 179 meno l'attestazione della nostra riconoscenza, che le nìàt1ifestiamo, nel miglior modo che ci è possibile, con le preghiere nostre e le p'ri'me di questi poveri indigeni. Ma anche in un altro modo vogliamo ricordarci di lei, ed è. 'col fissare il suo· noiJ,le, che ·ci suona iltlmpre cosi caro a noi tutti, nell~ colonne e nei pilast1·i'che abbiamo qui:-meno appariscen,i, · se vuole, di quelli del santuario, ~a ' di (J molto maggior valore. ;una. visita pastorale nel cent~:o. dell'Africa - Ric~ vi mento presso Karoti, il gran Capo del Kikàlu · , . · (da,fotogr<· d~~ P_,, Filipp? Perlo) , .. • le missioni sono forse meno· conos,ciute-~1· ~(J Di uno· di ·questi·, cioè di un battesimo mondo, m'a tanto ·più ~ppariscono a quelli . amministrato 'pochi giorni fa da me stès'so che; co~vivendo con. lei,. ebbero modo di con'- solennemente nella chiesa· di tY'amhogo col· sta.tare il suo. vivo, e cos~antè interes.sac nome di V. S., mi. permetta l'a intrattenga ~ento per un'opera,· cui ella si è legata con.- alquantò: ciò serv.irà a rievocare i teinpi una··.quotidiana , pr~stazioné. di. ser~izi' che ~ jn· cui avtlvo il piacere·di intratté.nermi con solo il Signore- pu~. enume!'arf!. Poco valore lèi personalmente. · • avrebbe - nessuno anzA, .se"si paragonà. allo · · Le dico subito che il suo Giuseìipin~ è S~'Opo sublime per cui· V. S. così volentero- t vivo, ·e sta bene fra le cure materne delle sa_m~nt~ presta il s~o co~c01;~o ~li' opera delle .buone s~ore .dell' ~rfano~r~fio, _m~ è~e ·l'ha miSSIOni.-:-- una mia ·qualsiaSI parola per scampata bella. Nei pochi g10rm di VIta che ringraziarla: .ma ella voglia accettare al- conta, si può dire che la morte gli fu sempre

180 ·compagna di viaggio; sempre in attesa di· troncare qtiell'esistenza, finché non arrivarono « quei della Consolata » a prender sottò la loro protezi\))le . il piccolo infelice. P.eiù.. le debbo anche dire che non tutti ·i pericoli che insidiavano q),lell'esistenza erano reali; uno anzi, il più appariscente e il più temuto era... falso. ·Ma è meg1i9 che io proceda con ordine: , · . · · "Nei pressi di un piccolo villaggio, distante un'ora. e mezza circa dalla missione, e dove appena. appena eravamo conosciuti, Wambùra., spòs~~o da. u~ anno ·a W a.ngiòi, era morta dt)po aver avuto un bambino, nero come l'ebano, cui perciò era.,.stato imposto il nomè dì Kairo (nero).• Il padre era fuori ·di sè da.Ìla ~isperazione, e la. vecchia :n:Ìadré dello sposo, che ·soli componevano quella. fa~iglia in dolore, minacciava. di andare ad impiccarsi, cosa. !)he raramente, ma. pur qualche volta. fanno a.nchè qui. ·· W a.ngiòi, appena. · tre giorni fa, dopo.·la n~scita del bimbo era andato a portar'e J1ultima rata dei 35 agnelli con cui a.vev~~o comperato la. sposa.; ~ un altro grosso ~aproiie era. ' stato a.Ìnma.zzà.to, e mangiato . fino ai za.mpini, per festeggiare il lieto evento. ]4a. poi, all'improvviso, la.· sposa si era ammalata;! molto e, aggravatasi, un gran febbrone l'aveva portata. via. Du,e morti ad un tempo! in una famiglia. cosi P!ècola e cosi felice ! due morti, perchè in ;imili casi il bambino seg:ne la . sorte della. ~a~re : !!!t'lo, iena 'ierrà a portarsi via il cadavere dell'una. e il corpo yivente dell' àltro: ; Q~a.lsiasi altra. donna volesse .prendersi cura del bambino ne'. morrebbe· lei. - è cosa di cui nessuno dubita - e nella. sua famiglia capiterebb~ro chi sa quànte disgra,zie. Perciò ,non c' è pericolo che altra donna allatti ·o pur tocchi un bambino in tali condizioni : nella opinione pubblica è già equiparato alla morta; e i morti nessun più li tocca., eccetto i' parenti più stretti, i quali anche debbono poi sottoporsi a non so quante purificazioni, che una. specie di stregone praticherà loro, col ·compenso di uno o due montoni che dovranno amlJla.zza.re per lui. Wambùra, appen~~o entra~ in agonia, era sta t~ al solito· trasporta t~ col ·bambino ·in una certa. sodaglia poco distante dal villaggio, ed.iv.i poi era spirata... Quando nel villaggio cominciò il mottéro (duolò); coli alte grida e lai da. · parte delle donne,· e fanciulle di esso, lo sposo _e la. sua vecchia madre furon menati via dagli amici, e' il bambino _di cinque giorni - secondo l'·uso - lasciàto là piangente anche lui, e aggrappantesi al cadavere della madre, in vana speranza di ricevere una carezza o un po' di latte. N ell~ notte stellata e tranquilla, fra. il gridio monotono ed insistente dei numerosi insetti della va.lletta e le lontane urla degli sciacalli, venivano a volte, portati dal . ven~, fin al villaggio, i pianti del bambino; e i due sventurati, <:Jra soli, se ·ne stavan ·nell~; deserta capanna. muti, senza aver mangiato, senza. pur riattizza.re il fuoco ch8, andava. speghendo~i. , Fu nel mezzo della. notte che la vecchiai scossa da. quei pianti, ruppe i~ !silenzio, ~ suggerì al figlio l'idea., se· non fot'lse ·il ca.s9 di ~nta.re di salvare il bambino. :___ Oli! si; per quanti .montoni debba costarmi ; mà cosa. gli daremo da. .mangiare 2 del latte non ne abbiamo e pe~ il ·saht(; (destinato .alla ,!DOrte) nessuno ce ne vorr~ dare. · ' - Proverò io con del buon occfùro (poltiglia di farina di miglio), che farò cuocere .molto temJXi e con dei motaàtu (specie di banani), che gli masticher9 ben bene. · .Armati di :un tizzone, e con il coraggio della disperazione - chè bisogna. proprio esser disperati per avvicinarsi · ai morti di notte ! - vanno. Siccome ' fortunatamente "&!!cuna iena non .era ancor ven~ta, ritrova~ -rono il · bimbo Jà per terra accanto al Cadavere della. -madre. Ma ·non piangeva più : intirizzito ·dal freddo della. notte e dalla abbondante rugiada., pareva. anch'egli senza vita. Alla. tremula luce del tizzone, la vecchia, tutta. tremante essa stessa· e con. mille precauzioni per non toccar la morta, lo raccoglie; se l'avvolge nella. . pelle che. le fa. da vestito, è l'una. dopo l'altro riparton. silen-

zxosx, quasi parendo compissero un delitto, e .Io portano .alla capanna deserta. La vecchia mise subito a foco un vasò di terra con acqua e farina di miglio; e quando il .bambino, riscosso ·dal calore, ricominciò a . piangere, essa glie ne empi la bocca, ancora · prima che qu&lla polentina fosse ben cotta. ·Ma, indebolito dagli strapazzi 'della notte e dalla astinenza sofferta nell'agonia della .madre, nulla rite- :neva: nè l'occiùrQ -che la vecchia gli .somministrava intingendone il dit9 e dandoglielo a succhiare, nè la poltiglia di .banani che essa• formava masticandoli coi non -molti denti che le · rimanevano, e con la sùa bo·cca ·gli versava in -bocca, ·come fan tutte le madri akikùiu. Cosi passò il resto della notte e la giornata seguente in inutili tentativi 181 deciso, sarebbesi fatto. Appena ricordatogli lo stregone, al padre rinacquero le' speranz.e; pensò che due o tre montoni erano··anèor rimasti in casa, e che· per salvare il figlio avrebbe ben potuto sacrificarli. Quantunque fosse sull'imbrunire, andò a ricercare lo stregone della propria vallata (che è come il medico condotto del paese), e narratogli con molti .particolari l' accaduto -nel che non · solo gli indigeni già abbondano naturalmente, ma è questa , una circostà.nza indispensabile allo stregone per l'eser• cizio del suo ministero - .si fu d'accordo che questi sarebbe venuto domattina nell'ora in cui si sogliono aprire i montoni ~l pascolo : cné è uno . dei modi con cui vien divisa qui la' giornata, -in mancanza degli orologi e delle... ore. La notte è la per fargli ritenere madre dei consigli. un po' di nutrimen- La vecchia, contito ; provando per- nuando il bambino Giovane donna Kikùlu cogli ornamenti nuziali · l' sino ad ungergli · '(ila fotogr: dez'P. Ji'ili)?po 'Perlo) · a rigettare ogma I• tutto H corpo con mento un po' solido, olio di ricino,. per rinforzarlo, come comune•_ -~~ ebbe -l' id~a-di .dargli a~bere dell'estratto di mente usano fare con i bambini; finchè verso canna'da zuccaro; e difatti, avute due canne, sera il padre, avendo già perduto ogni ape- le faceva scorticare ·con i denti ancor sani del ranza, e per timore che..lungo la notte potesse l figlio, e ridurre à frammenti, che essa mastimorire nella capanna~ rendendola cosi ina- cava poi come poteva, e quel sugo che ne bitabil:e - lo voleva riportare nella bru- risultava mescolato alla sua saliva' ·senza 'gliera. ~a ve~hia· tuttavia sperava anco~a, ., . cucch~ai intermediarii, lo sommiil!st~ava al ' e suggen- come quella che aveva maggwr ' bambxno, che se non .altro cessò dx p1angere esperienza - di provare ancora lo stregone; e s' addormentò. · :. e secondo che il muano (sortilegio) 'avrebbe . Il mattipo, un .due ore dopo il tempo

182 fissato - come è 'costume in tutti gli affari degli. iJ!digimi _ ·:arrivò lo stregone, armato dei ferri del mestiere : una mezza dozzina di. z'ucche .a bottiglia con coperchi tratti daJle pun~ . delle code dei. buoi (ri()n 'era ricco, altrimenti .avrebpe usate .le · ~de di . OlSOnti) e una. pelle di ca p~~: Mi .dispenso dàl descriverle 'la. funzione piuttosto lunga e di un -interesse relativo, per noi atmeno ~he in. queste stregoneria non abbiam fede ; ma che è seguita invece con religiosa attenzione dagli .astanti, i quali con uri.'ansia facile · ad immaginal'e attendono l'invocato responso. Questo nel caso particolare sorti favorevole: Dico sorti, perchè .una delle zucchè - detta muàno - è' semi'piena di pietruzze,· frammenti di ferro e legno; ciascun pezzet.to, si, intende, ric<;.o di ,speciaÌi virtù ed esponente . di determinati efl'Eitti; in forza di ~be_qmmdo Io. strego~ e, scossa ih modo particolàre la zuéca e accompagnato il movimento con q:Ualche parola di quelle che noi chi~mìamo cabaJistiche, ne butta fuori una. parte, sparpagliandoli sulla pel~e di capr~, questi' na, ~uralmente sor~ono in numero è qualità equi: valenti _al responso chè deve dare, e· che· . egli realmente dà in base alle informazioni . abilmente cavate prima dagli interessati, i quali ingenuamente le credono di sicuro. av- 'veramento. · · · Stavolta lo 'stregone - come l'asina di . Bà.la~~;1D __.:._ parlò giusto: ·nel modo che d'al- ' tronde sapeva esser .·nel desiderio degli astanti: che cioè il bambino sarebb~ vissu,to, venuto su alto e forte_guerriero·e_tale . che .- . per usare le sue parole - tutte le ragazze del paese non avrebbero visto che lui. Il padre era contento, ma non lo dimostrava gran. fatto, forse perchè ·vi prestava poca fede; la vecchia invece sgambettava di gioia, e ,quantunque dopo tante belle profezie, e certe cure particol.ari che lo. st~egone con le interiora dell'ammazzato montone aveva prodig~~oto al bimbo, àv:endo essa provato a rimasticargli dei banani egli non li avesse po- .tuti tirar giù, non era meno sicura; e acquie-· tandosi nel pensiero che se no'n mangi~va oggi avrebbe mangiato domani, lo sottopose nuovamente al regime dell'insalivà.to ~stratto di-canna da zuccaro. Finito il'montone con un pasto dei .quali .da noi •non si· può aver idea, .JDa.; ~lie qui .trov.ari. naturali, quando.... possono arrivarci, lo stregone se ne parti, a. compir altre belle imprese del g!')nere. Il sole calava. all' or~zonte · quando la. squadra. n. 2 della. Missione ·di Vambog<}, ritornando a casa.. da~1 solito ·catechismo nei villaggi indigeni;' si ~m batteva . nello stré~ gone che, coll'andatura pesante di chi si è rimpinzato .fin a.llà. goia, percorreva Jo stesào sentiero. Questa gente di regola ci vede ~me il fumo negli occhi ·e pour cause ; ma, di,presenza, ·siamo·i migliorLamici del mondo : essi peréhè ci temqnO', noi' perchè non 'tro- . viamo altro mezzo migliore per... combatterli. ·E difatti egli, alla .vista del patri ·e delle suore, giù sputi sulla mano, che tende· con effusionè da parere di averci messo su tutto il suo cuore. Le suore rispondono con complimenti: il missionario contraccambip. quell'espansione· tirando .fhori la. tabacchiera.; il CUi ser,~i?'iO principale è di dar modo d'attaccar discorso. Ooi!a tanto più necessaria · in questi incontri: poichè, quando lo stra- -gone viaggia cqn. le sue ·zucche, è comè da noi l' incontraJ; l!n · prete con la' borsa del- -l'Olio santo. Le · suore, accompagnate dal catechista, ~ipiglian ia. strada, chè ·1• aria imbrufla ra.pida~ente -{!le iene han cominciato ad urlare; il Padre invece, si vede, non ha fretta d'~rrivare a· casa, ·perchè il discorso si avviva, e le interrogazioni non paiono attenderà le risposte. Come .sempre succede, l'altro votò il sacco,·e... mezza la tabaoohiera · del Padre. Ma questi, il domattina di buona ora, con un catechista era già al villaggio della· morta. Vi trova W angiòi, tutto solo, mentre si disponeva per a.ndare al campo, che fantasticava forse di coltivare per il suo bambino. Ben dimostra però 'che sente bisogno di un po' di compagnìa, perchè invita subito i visitatori ad accocolarsi attorno al suoJoco semispento, e che .riattizza con premurosa cura. Con gli uomini, di' regola., non c' è .bisogno di fare delle circonlocuzioni ; si può tirar dritìo allo

Jl1 (~o.,solata 183 scopo. :-Son .venuto qui -::- dice .seriamente il Padre - _perchè houna. cim (discussione) importante da. fare con te... - Secondo l! uso l'a.ltr~· non risponde, ma. accenna. che.è pronto a.: sentiJ;~. - Perchè qu!londo la. tua. '\ya.m,1 bùra. cadde ammalata., non hai chiamato le Sllore che venissero a. medicarla. e gua.r.irla.? e l'hai lascia. t a.. morir~ cosi? _ ·::- Io non ho osa.to andar da. voi a. chiamarvi. , Aliora il catechista. se n t e che è ~l momento di far la..parte sua., ed interviene a. narrare d!i~lle straordinarie guarigioni . compiute dal patri e dalle · suore : il tal dei tali ..era già nel l;>osco, morto... ; ora è a casa.:che sta. bene; la tale ha un campo splendido : ebbene l'ha lavorato dopo che fu risuscitata dalle suore; e giù una filza. di citazioni, ,_-.Jnove è? -Non c'è. ~ . -·. - Come, non c'è? - E al · ~issiona.rio si a.ffaèciò tost? il doloroso dubbi~ -: à· f~rs~ morto anche lui? . , :· Ma ora il padre stava muto, ins~spettitç da questo i,nte~ . ressa.Ib.ento, ch_e trovava. per lò meno stra.nq: Il catechista per~ incominciò a prenderlo alle buone, .per riu. scire a. saperne qualcosa, ·finche W angiòi, rivoli to al missiona< rio, in tono secco. glidice: Ebbene che vuoi: farne di queato inio fi. glio? Non son iò suo padre?,· __,_ Gli si -do"V:ette spiegare perchè i patri era.n vemiti qui fra gli Akikùiu: che essi li conside-. t ravan tutti quali figli, e perciò, quando qualcuno ammala, come le madri che, a. sentirlo, Wangiol, Il padre di Kairo (Giuseppino) (da fot. del P. F. Perlo) parrebbe siamo . fanno con i loro. bambini, lo ·voglion curare afl ·J dotati della fa~ltà di far miracoli. i/ altro (J sta li. bocca. aperta., e poi scusandosi: ~ - - Ma. anch'io ho .fatto venir subito uno ~ stregone ed ammazzai il montone; e poi, ~ ·siccome non guariva., ne richiesi un altro e ne ammazzai due, ma è morta lo stesso. · · - Ed il bambino, ripiglia. il missionario, i è anche ammalato? chè avrei meco delle buone medicine e potrei guarire almeno lui.. - No, il bambino sta. proprio bene. finchè guarisca. e non muoia: cose che egli,·· lontano dalla Missione e per essersi· rade volte incontrato con i missionari, ignorava. A forza di ragionarlo, se i suoi pregiudizi, contro i bianchi non caddero, si dimostrò almeno più trattabile, e manifestò che il bambino si trovava in custodia della·nonna, la quale, siccome non poteva fargli trangugiar altro che estratto di· canne da zuc-. èa.ro, l'ave'l'a portato ad un suo campo, nella ,·

184 valle del Keklra (circa due ore di distanza), dove vi era molta canna sugosa e in maturazione.. Il missionario pensò subito .che il bambino non avreqbe naturalmente potuto continuarla a sola saliva zuccherata, e dopo molte altre s e insistenza ed assicurazioni d'!- parte del catechista, riuscirono a perspa· dere: il padre ad;_, accompagnarli al m~mpo dove. si trovava la 'nonna col bambino. . Questi evidentem~nte vien trovato in cattive' condizioni, e si 4 ossérvare alla vecchia che andando avanti ~~l non vivrà di certo ~ ma éssa è troppo insospettita per rispon!iere;- tenta nascondérlo e si limita a rivolgere·. brutte occhiate or al figlio, or al mission'ario e. a borbottare parole incomprensibili. Ma. quando il mis.sionario fa a quello sventurato padre la proposta che, se gli de~se il bambino, egli lo porterebbe all'orfanotrofio per potergli · ~pp~estare ·tu~te le cure necessarie-e sal-'· vario\ la veechia divien di un subito furibdnda:~ se lò 'serra al.seno, nascondendolo · nellat\pell~ :d'~gnello che le fa da vestitò, ~ rabb'iosa.mente urla: vado·piuttosto a portarlo alla. iena che darlo a.-voi. · · 'Sorpresi da. un' accoglienza di tal genere, il missionario e il catechista tentano con le migliori parole 'di calma.r.la; ma è · peggio: strilla, r st~pita .. i }'\ien· lascia ,compren_dere' ·che ' la sua.· indignazione non si limiterebbe a; Ilo ' ·s'trillare, i se pér' l'età·le forze non le facessero già difetto. '\T adendo di non riuscir a. nulla prendono in disparte, secondo l'us? indigeno, il padre per·discutere. Il catechista. comincia lui in tono risentito': -Bel ntodo di trattare il patri l Non sai che se lo dico a; Vambogo (il gran capo) egli ti farà pagare l'ammenda di montoni : vèniamo qui per curare tuo figlio e 'quellavèccllià Ci ma- - ledice ! - W ~~ongioi, in molta agitazione, sta &lliJ.uanto soprapensiero, poi rivolgendosi al catechista : ·- Non mi dir bugie·; che ne volete fare del mio bambino ? · - Eh l che vuoi che ne facciamo ? Lo portiamo con gli altri dalle suore. che·.-lò curino bene, e l'allevino su alto e in salute. - Ma ne avete già degli altri? - Eh!... molti;. e se-vedessi come sono grassi e cqntenti, e .ben vestiti. Rivolgendosi allora. al missionario : - Senti, patri, mi dice che aUri bambini akikùiu son già dalle suore ; è proprio vero ?... Perch& qui da noi si. dice.;. che tu prendi i nostri bambini e poi li mangi... e se è .cosi, io piuttosto di darti il mio lo porto di nuovo alla iena. - Il missionJ~.rio, per tutta risposta dà in uno scoppio di risa e : ---: Senti, gli dice, non hai che da venire con me : io ti darò una. Ìettera e un mio uomo che ti-ac- .cqmpagni all'orfanotrofio, dove· vedrai con· i -tuoi .occhi' se noi i bambini li mangiamo, oppure 'non li teniamo come ·nostri proprii figli. ' Avendo il catechista. confermate quest& parole con certe energiche frasi indigene, il padr~;~ sembra persuaso, e ·si còmbina.·'che la nonna. porterebb'e il bambino alla Missione, dove· glie lo nutrirebbero con latte; egli intanto andrebbe a. vedere che 'si fa. all'orfanotrofio. La vecchia. per un po' parve irriducibile ; ma poi, vedendo essa stessa lo stato :misere~ole in cui si trovava. il bambino e sco'ssa dalle assicurazioni che le ripeteva. il figlio, la si .potè incamminare per la Missione.' La via.· era. lunga, e il missionario' ebbe· modo d'esercitare fin che volle la pazienza., perchè Iié · vec~hia. èammina.va adagio adagio, non solo a causa dell'età,. ma sopra.t.utto per la. in.a.Ili.voglia. ; e il bambino non ci fu verso di .deciderla a. !asciarlo portare da altri. Finalmente.s'arrivò. Furon chiamate subito due suore. ·Ma mentre una di esse riempiva di latte un biberon; e l'altra era andata a.· ricercar qualcosa da ricoprire il nudo bambino,."e il in.fssionariò preparava il OigJietto d'accompagnamento per il padre all'orfano-. trofio, sfortunatamente fra gli indigeni a:ffol-· latisi a veder che ci fosse di nuovo, ·erJl pure ' accorsa. una vecchierella, -un nipotino della. · quale, in ànaloghe circostanze era stato portato, mesi fa, all'orfanotrofio. Siccome. a,nche qui .tal classe di pérsone .non stanno· facilmente zitte, essa ficca subito) l becco a nar~ rare i fatti suoi a tutto -il.pubblico. Quella

·Jll· eo.,sola·ta 185 ·-ohe tiene il'baj.mbino, e che si trova tuttora in uno stato es~emo d'eccitazione e di dubbio, salta ·subito su a domandarle: ~ E dopo, il bambino l'haP ànoor visto·? l. niva farlo ora apert~mente, di forza'; e di nascosto non era stato possibile. Il missionario quel giòrno pranzò alle' 17 " - Oh! no: perohè-l'orfanotrofio·è distante ·e queste mie gambe non mi portan più fin là. · - Te l'han:mangiato, te l'han mangiato- l §f12Ei~~7~i~~:~1§ Villaggio ·del Capo Karòli presso la Missione della Consolata a Tùsu · (da fotogr. del P. Filippo Perlo) grida oon voce altissima, e oome soprappresa ~~ . speranza ci sorrideva,che, se non la vecchia, da una nuova improvvisa paura; si fa pre- il padre sarebbe ritorn~to. Ma anche tutto il cipitosamente largo e scappa con -il bambino, . giorno ·seguente passò senza nulla di nuovo. oon tutta. 'quella . velocità che 'le forze accrè-~ -- !1 terzo giorno si deèide 'di rimandare· da' sciute ·dal pazzo terrore 'le permettevano, quelle parti. il catechista 'da solo, a prender tosto seguìta .dal figlio. . notizie e dare, ove se ne offrisse l'occasione, ·r missionari e te suore à. quel gridare ~ qualche buon suggerimento a quegli sconv~nnero fuori; .ma quelli andava.Jl rapida- sigliati. Qualche ora più tardi due suore mente allontanandosi. Che fare ~ per· evitar che venivan dall'aver battezzata una vecchia mali maggiori non conveniva più oltre insi- morente, s'imbatterono in lui che ritornava t stare. S'a'Vrebbe voluto almeno poter \Jattez:· l di corsà. zare il bambino, che indubitatamente andava È morto? ·a cer~a mor~3; mà anche questo non conve- Il figlio di ·Wangiòi? no; ma ve·ne è·

186 12 eOflSO_{ata un altrQ nelle stesse condi~ioni, cni ·già da tre gio~~i è IJlOrta la ' madre. .. - Come; l'hai visto? . ;- No, ma venite, venite, e per via vi rafcqnter~. tutto. - E narrò d' ~~over v:isto Wangiòi, e quando l'aveva rimproverato d'esser sca p.p~ to cosi dal patri, questi se ne era scusato att~ii:mendone la colpa alla madre; ed aveva poi soggiunto-:-Voi che cercate i bambini, perchè non andate a prendere la piccina che·da tre giorni piange nel bosco, da che le è morta la madre ? - Io me ne feci indic_are bene' la lor.alità, e venivo di corsa alla Missione a cercar qualcuno. Nei paesi civili si sarebbe trovata che le suore perdevan la gravità nec,è13saria al loro stato; ma qui non si va tanto per il sot-· tile: fatto sta che, per quanto i polmoni lo permettevano, la strada, su e giù per queste colline, fu fatta di corsa. Si dovette prender attraverso i campi, e poi cacciarsi per la brughiera che strappa i vestiti e insanguina i:l viso e le mani, per riuscire a trovare il posto ove la madre era stata trasportata con la ·bambina. Il cadavere .non c'era>più; la iena gia era venuta a prenderselo; ma la bambina giaceva là boc~oni e pareva già anch'essa cadavere. Con difficoltà si riuscì à constatare che il cuore ·ancor batteva, e dopò un po' si udì, anche qualche gemito appena percettibile. In pochi secondi quell'anima era cristiana col nome di LmsA SA,· ROLDI;· e non era t~a~corso un quarto d'ora che era già div'enuta· un ·angioletto di Dio, emettendo il suo estremo respiro fra le'braccia del_la suora, che aveva invano tentato di rianimare una còsi sfatta esistenza. Il cadavere fu rimesso a terra, nel posto stesso ove già era stata la niadre ; ri~operto coh un po' di fogliame: estreme esequie consentite dagli usi del paese e dalle circostanze; e poi tutti fecero in fretta ritorno a casa,. chè annottava. Quella sera i re'iistri della Missione di Vambogo segnavano sei battesimi dati nella giornata ; ma quello per cui s'era pregato non c'era ancora. Il mattino seguente verso le 9, quando non si trovavano in casa che i boys, tutto il personale della Mif!sione essendo ~parpa-· gliato nei villaggi 'indigeni a fare il çate: chi111mo, 'JV ang-iòj.seguito dalla vecchia con sulla schiena il baplbino, avvolto nel proprio vestito, arrivano alla Missiop.e. Come fan tuttl gli altri, si sedettero per terra: nel cortile a.d .attendere. Un'ora dopo ~rnava a casa una delle squadre, e fu con loro meraviglia e piacere che-li trovaron là. W angiòi si alzò subito e: - · .Ti ho porta,to -il ·figlio, disse al missiqnario: prendllo :~ tuo: .- Il miss.ionario lo rìceve dal1a v~cchia, sempre accigliata, e rivolgendosi alle suor'e presenti 'Io consegna tostO, chè· be.n si vede' in quanto tristi' condizioni sia ridotto il poverino : fra i suoi pochi giorni di vita, ne poteva forse contare uno di buono ?. , ' ·La vecchia seguì le suore.: n missionario, sorpreso di. quell'inatteso 1lcioglimento, tra~~e il padre in sua_camera, e lì da soli: Come và., gli dimanda, che finalmente hai smesso l'idea di voler morto 'tuo figlio? Senti, -patri, io e · la madre mia temevamo sempre che voi lo v~leste mangiare. Ieri però quando vi mandài da quella bambina, cui era morta la madre, stetti ad osservarvi nascosto nella boscaglia; e allorchè vidi che le . suore la avevano lasciata là, senza portarla via, ogni mio timòre se n'è andato, e mi so~ detto : Non è vero che mangino i l;>ambini, altrimenti se la sarebbero portata via. E stamarie venni subito da te. Ma no_n ostante questa pr~fe_ssione di fede, .si vedev-a cM Jion ne era inicòr proprio convi~to, perchè subito dopo soggiunse: Quando per.ò lo manderai all'orfanotrofio, lo voglio acCompagnare ·anch?io per vedere se starà bene laggiù ; e se .venisse ·a morire, scrivi una lettera che mi mandino a chiamava, che lo voglio veder morto. ')fu facile mettersi d'accordo, accettando qu~i patti che avrebbero servito a dissipare in lui-ed egli lo avrebbe poi potuto testimoniare agli altri - que13te gene.ralizzate credenze 11ul cannibalismo dei bianchi; i quali, tutti lo ripetono: « fanno appunto le carovane, e ci mandano a lavorare lop.tano, per poi mangiarci tutti ~. . Il domani era domenica ; e alla sera dopo ·'

111 eoflSO(a ta 187 le,funzioni...- parrocèhi~li. battezzai io stess_<? il bambino nella chiesetta,. impon~ndogli il nome,di GiÙseppe Cappella. Ag~,fu1,1zion~i~~ segui il Rosario recitato, coll).è ben si può pensare, in rendimento (],i grazie._ . _·_.:.Qualqhe giorno dopo., essendosi U bambino abb~stanza rimesso per le cure delle buone • suor~, lo mandammo all'orfanotrofio, facen- ~olo aooompagnare d~l padre suo~ Al ritorno qn~sti, non solo aveva le idee comp\e~amenté .cambiate, ma _era cosi contento che non si saziava di ripeterlo a destra e s~nistra .; e ~all'aver portato suo figlio al patri se ne ya,~tava con;te di un atto generoso e spon~ ta,neo, dimentico di. quanto ci a;vesse fatto penare nei passati giorni, e. inconscio del ~.ricolo cui ·aveva. ~sposto il bimbo di perçl~r,e la vita materiale ed eterna._ . · Temo c.he se mi ha .tenuto dietro fin qui, se ne sarà ben annoi~~~; ma che .vuole? pna parola· dopo l'altra... · .. Ella voglia ri<?<Jrdare me, e tutti i missionarii, ed il nostro lavoro qui, ~i piedi . ' \ . ~ ' çl~)la sua Madonna: io la çon~raccambierò, p~r quanto possono valere le povere preghiere di un omai selvaggio africano. Saluti cordialissimi dal sho a,ff.mo P. FILIPPO PERLO Missionario della Consolata. CHI VUOL FARE · una bella carz'tà az' mt"ssi'onarz· o/fra lQro elemosz'ne dz' Messe. La .Direzz'one del periodzco le accetta con rz: conoscenza' e sz' fa premura dz'lrasmetterle az' mzssz'onarz:. Per queste applt'cazz'onz' dz' Messe l'Autorz'tà ecelesiastzca ha fissato la elemos-ina tn L. 2,50. =======~·======= CENNI BIOGRAFICI ·del ·veqerabile ~inse·ppe Gafasso ' ' ' Seg~ CAPO VII. Il Rettore della c~iesa ~di . S. Francesco d'Assisi. SOMMARIO: n Venerabile.e D. Ambrogio-~.A S.•Fran- . casco non ci fanno aspettare! ,- Pre9isione d'orario e 'zelo·di ministero - ·Conversione del calzolaio Bardne - La;·predicazione'in S.. Francesco - ·La Congregazione degli Artisti - Una predizione de~ Vene. rabile. Nè soltanto ai suoi alunni Don Cafasso usava tale o simile,carità, ma per zelo della gloria di Dio e sentimento profondo di,dqvere •}'~stendeva, ~l ~isogno, ai superiori del Con: vitto ed ai sacerdoti che di fuori erano as: sunti, o venivano,di spon~nea volontà a dit: me.ssa o ad aiutare CQmunq~e l'~fficiatura in_ S.)l'rancesco. Un caso as.sai grave si pr"'sentq Jln giorno in proposito. . D. Ambrogio, i.l famiger~~oto; infelice sacerdote_che tanto fece parlare di sè ~ divenn~ p~i lo zi~bello della ple.be torinese, era con~ diocesano di D. Begliati e di D. Vacchetta~ altr~ f:ì'!lPeriore ,del Con; itto. 9"razie a talè circostanza, quando ancora non dava_ pu,b~ blico indizio di ciò che sarebbe divenuto, o~tre l'incarico di qualche predica, D. Am~ brogio aveva otte!luto in S. Francesco un~ messa fissa a tarda ora. Egli si èomportò, bene P,er .u~ .certo tempo, ma· poi il suo m~do affrettato ed assai poco divoto di ce~ lebrare; l'ommissione quasi assoluta di preparazione e di ring~aziamento; confeJ,"mando ciò che intanto veniva man mano in luce~ obbligarono l'avveduto nostro rettore ad allontanare senz'altro il disgraziato dalla sua chiesa. Di provarsi ad ammonirlo non erà. neanche il caso; illicep.ziarlo era cosa ardua assai per la ~jpiccata protezione che, ai loro · fini, gli accordavano i liberaloni del giorno; ~d in quei tempi turbolenti era assolutamente necessario lo schivar~ pgni rumore intorno al Convitto, per non provocarne la chiusura~ Ma la prudenza di D. Cafasso trionfò anche nella difficile circostanza. Convinto che il povero D. Ambrogi,o or.amai non celebrava

188 Jll eortsolaJa più, se non per avere la relativa elemosina, egli incaricò. il Bargetto di a-vvertirlo che, stante la penuria· d'offerte per messe, il rettore si trovava obbligato a dar la preferenza ai convittori, e per conseguenza non gliene avrebbe più potuto fornire: Tanto bastò perchè il traviato· sacerdote non tornasse più a S. Francesco, guardandol!i ben' bene dallamentarsene e farne conoscere il motivo, n quale,· anz1chè J'àureola di :Perseguitato dal ·clero retrivo ed intransigente che egli ambiva, gli avrebbe procurata la taécia di interessato mercenario. Con il decoro este~no· e l'intrinseca santità del culto reso al Signore nella sua chiesa, ìl Venerabile curava grandemente la pub-• blica utilità. « La precisione matematica di orario, dicono le deposizioni, con cui' il .rettore di S. Francesco rego1ava le fùnzioni, congiunta ad una grande comodità per le persone di tutte le classi, rendeva la chiesa sempre grèmit'a di fedeli, i quali, volendo sentir messa od a~céistarsi ai sacramenti, si di~evano a vicenda: Andiamd a S. Francesco, che là non ci fanno aspettare:.. Difatti le messe vi si succedevano, dall'alba fino ii. mezzogiorno più o meno frequenti, secondo che'·erano presenti o ~sse~ti per le vacanze l i convittori. Però tutto l'anno· nelle prime ore del mattino vi erano sei messe, in modo che gli 'op~ai e le persone di servizio vi trovassero · tutto il loro comodo. Se il èelebrante doveva 'comunicare, usciva sei o sette minuti prima dell'ora fissata, affinchè chi aveva il tempo misurato non· avesse prete11to ad uscire a messa non finita. - Parimenti se, dome ·abbiamo ·visto, il Venerabile· non volev·a nei suoi sacerdoti una precipitazione ... -disdiéevole ·al santo sacrificio, nemmeno :voleva lungaggini, inculcando loro di badare allo spirituale vantaggio dei fedeli più che a sofldisfare interamente la propria 'divozione: cosa questa che potevano poi fare privatamente, senza impazientire le persone meno feryoròse o 'pressate dalle loro occu-· , pazioni. Cogli stessi critéri erano disposte le funzioni pomeridian.e: ·Ia .benedizione col SS. Sacramento, la Via crucis ed altre divo- . . . zioni, fra cui apprezzatissima una detta: C'ordà. pia, la quale praticavasi in' forma solénn:é n:ei venerdi· di ma~zo. \ · • · Nell'fntento' di favorire la freque~a ai sacramenti, D. Cafasso, non solo'éonfessavli. 'àssiduamente egli atesso, ma provvedeva affinchè diversi .confessori stessero nelle· ore più opportune aspettando i penitenti. Oltrè i superiori· del Convitto, erano a tale ministero destinati convittori anziani, che il' v~ nerabile tratteneva appositamepté in·nunierd dfdue o·tre dopo presò l'esame, e sacèrdoti esterni in buona fama di scienza e pietà~ Perfino i sagrestani dovevano cooperare' all'apostolato · delle confessioni. « Il servò di Dio, cosi il Bargetto, mi ordinava di rion mai lasciar ·andare via qualcuno che douiandasse, o anche solo mostrasse' di volersi confessare, e mi diceva.: Vedi,: vi sòno alcuni, i quali vengon9 in chiesa, si' affacciano al1a porta della sagrestia, e poi non ' san:no decidersi, grattandosi il capo. Appena scorgi uno di costoro,·va 'subito tu stesso da lui, e 'di~Ii: Vnole confessarsi? Venga con me, èb.e troL verò un confessore che · fa per lei. E poi lo condurrai da me o da altri :.. Fedele a questi ordini, il buon Bargetto ._ .stava un di' ve'stendo un sacerdote per la messa, quando vide sulla soglia della sa-. erestià., nello atteggiamento descritto dal santo rettore, un certo Barone, calzolaio a. lui noto, abitante nella corte così detta del Bur~o al palazzo municipale.·« Appena potei, narra. il capo sagrestano, andai da lui, sebbene avesse già voltate le spalle per partirsane, e gli dimandai: · Cerca di parlare con qualcuno? - L'altro mi guardò e mi disse : Lei' mi piace; venga qui. E in un angolo --llli soggiumle·:· Si, voglio confessarmi, ma. avendone fatte· tante e di tutti i colori, non vorrei incontrare un sacerdote un po' scrùpoloso, perchè altrimenti mi pèrdo. Quanto a questo, risposi, non si dia pensiero; vengr. con me. E lo condussi in' un gabinetto detro della Vite, anche perchè l'uomo era grosso~ pieno d'acciacchi e si sosteneva. con due bastoni. Andai ·poi tosto .da _D. Cafàsso, che confessava in chiesa, e gli dissi: Venga. nt~l

1!1 eot'}SO(ata 189 .gabinetto;.a mio giudizio vi è un pesce ben grosso .da cogliere, Mi .rispose di _tenerlo là, che verrebbe al più prestp. Venuto poi, ed -ent~a:to nel gabinetto, s'intrattennero per· circa; un'ora. Io, un po' curioso, attes~ - che · il Barone uscisse, •per saPere, qualche oo~ da lui. E questi, infatti, al vedermi mi abbracciò, dicendomi: Mi ha data la vita, e . per tutta l'eternità. Poi mi consegnòun suo biglietto di vfsita, .ingiungendomi di andare da_lui nel pomèriggio. Vi andai difatti, e4 .ègii ordinò ad un ~uo garzone di prendermi Iii. _misura di un paio di scarpe. Io non voleva accettare, _perchè non ne avevo bisogno, e . aosp~ttavo di doverle pagàre. Ma il Barone, n~n solo me le regalò, ma fìnchè visse, e fu .a.nco.r~ per tre o qqat~ro anni, me ne provvid~ ogni mjise un paio, ch'io poi dava _alla mia famiglia. In questo frattempo egl_i ri~ tornò sovente a confessarsi dal servo di Dio, -e~ in.~ri ~.ssistit;o dal ·medesimo, ·i~ quà.Ìe mi · disse che fece una morte da santo:... · Anche l'accostarsi alla santa mensa era a -tutti ~gevolato in S. Fran,cesco. Sov_ente)l rettore raccomandava a sacerdo~i e sagrestani di star attenti a soddisfare chi desiderava comunicarsi. E diceva: « ,Ancorchè il prete sia appèna ritornato in sagrestià, se yenisse uno solo, e anche subito, à don;lan- -dare' la comunione, si torni immediatamente . .. . ~- comunicare; e si vada una volta, si vada du~; si vada .tre, bisogna aiidare o~i volta c_he domandano ·:.: Egli mostx:a;va .il ~uo .. gra.~ qimento ed una speciale affezione a quei .convittori che volentieri si prestavano a tale ufficio, e all'ocçasione sapeva pr,emiare il_ loro zelo. . Oltre.. il favorire e prom~overe l'as~istenza alle funzioni e la frequen?la ai sa_cra~enti_, è compito del rettore di una chiesa di provvedere affinchè vi sia anuunziat'a la divina parola; In S. France.~;~co si ebbero per un •certp tempo due prediche ogni domElni~a : cioè la spiegarl!ione del Vangelo il mattino t: l'istJ."uzione al pomeriggio; ma poi, per ragioni di opportunità, .non si fece più che quest'ultima predica~ione, sotto ,il ,no~e <;li Annuale. Finchè gli fu possibile, jl 'J enera- •' qile .predicò egli stesso; quando più non gli bastax:o~o l~ forze a ciò, vi .suppli per me;z;zo di ,oratori più edotti, limitandosi. ad ascendere il pulpito allorchè il predicatore veniva impro-yvisa~ente a mancare per, JD!!olattia o altra grave causa. . A compiere i~ quadr<;~, all~~o m!lglio abbozzato, in .cui la figura del Venerabile campeggia lu.mino~a nella teggenza.di un tempio ip1portante e caro ai t<ipinesi, ci resta a toccare di ,una delle più scabro11e mansioni di un retto~e: vogliamo dire. dei suoi rapporti colle Confraternite e:rette. nella sua chiesa. ln S. Francesco fin dai tempi dell' occutJaz~one francese si era stabilita l'antica Congregazio~e degli Artisti, la cui direzion~ si prese,ntava in .modo speciale difficile per il fatto c~e la medesima, in tempi non.lontani, era stata padrona as,soluta della chiesa e l'aveva riccamente dotata. Tuttavia anche ' . qui i~ Venerabile seppe operare da quel sapiente e S!!-nto rettore che egli era. Testimoni oculari ce ~o, hanno ai processi rappresentato vivo e vero, quando nei Consigli dell.a Congregazi~me, dop<;~ aver lasciato lipero corso ~~olle dili!cussioni ,e _proposj;e degli altri .membri « colle sue mani g,iunte e con volto di Paradiso » chiedeva i\ permei!SO di parlare, e riassumeva l~ cose in modo cosi .spedito, franco e determinato che tutti,·con un. solo pensi~ro, a~n~entiv~no au'e sue proposte. «In dodici anpi di suo r~ttorato, non fu mai in Consiglio la ,minima ;contrarietà che non sia stata. aggiustata, rimet~nc;io la • •• . ..... .. . l ,J ' ,, ; • cosa il. D. Cafasso'. Ed .esso colla massima prude11za, sapeva sempre tu~ti appagare, s.enza qffend~re alcuno dei contradditori, i quali si partivano soddisfatti, incoraggiati è riconos~nti al Signore qi avere per direttore un sacerdote cosi santo :.. . ' . Un.a sola volta nel consesso degli Artisti il Venerabile, ispir~to da lume soprannaturale, si mostr.ò alqÙanto corrucciato. e severo, prediceDdo avvenimenti futuri. 1 Certo signor Rolando, antico cooperatore del Cottolengo, in un' adun!lnza _del gennaio 1~59.. ' presentò le dimissioni dalla carica di tesoriere che disl~pegnava da .lungo tempo,

190 w (~ortsélata acfdùcendo che egli, oramai vécchio, nè aveva abbàstanza:' D. -dafass'o, non volendo· permettere 1che un~ per~ona tantO onesta.l' ed i4onea lasciasse qu~l delicaFo o:fficio'in tempi_ èritici, dopo aver in tutti' i modi invano esortato il Rolando a desistere dalla presa deci~ione: - Ebbene, gli''disse con ·risoÌutez'za, se iie àvete'·abbastS:nza qtiest' a~no: morrete, p~rchè chi ha fatto abbastanza, il Signore se lo prende.!__;_ _Le parole ed il' ~odo èori cui era:no state dette colpirono tutta l'àssemblea e tànto più l' intèressafu, n· q~ale · tosto ribattè: - Come? ~orrò? - Sicuro, mo'rret~, ripetè franéo è tranquillo il Vene~abile; __.:_ Se è cosi; accetto di nuovo. - E ritirò per ·ai1ora iè' dimissioni; ma' aven·- dole" rlpresentate 'due o tre mèsi' dopo, e' stavolta senza più 'cedere i111a minaccia ripètuta dal rettore; avanti che fosse spirato il primo semestre del 1859 impro'vvisanie~te ~ori. Il 'fatto, di cui al teriqio del processo' a~cora vi've~ano due testimoni, restò cosi impresso in Congregaziòne, che ancora fu ~ìcordatd riel 1896 e servi a ·distogliere un altr~ tesorier~, certo signor J orietti, dal seguire l'esempio del Rolando, dimettendosi dall!ù:fficio che tenevà. ' con lode :e vanta~gio del sodalizio. ,, · All;ora della beata ·sua morte, il Venerabile potè con piena siéurezza dire all'eterno giudice':. Domine, dilexi decorem 'domus tuae, e t chiedere anche a, questo titolo l'eterna. niercede. Ei lasci~ va in ·S. Fra~cesco àolidam~nte stabilito un ~entro di pietà verace; · ed' ànche materi'8.lmente, oltre 'a 'diversè mi- ' gliorie parziali, lasciava un fondo cospicuo, da lui con paziente· z"elò e senza importu-' nare chicchessia -~adunato per un futuro' g·enerale ristauro, facilitandone c<isì l'impresa· al suo successore a èui spettò' il' compirlo. , . (Coniinùa). ' ' ' Gli emigrati italiani B~n~ rlvamente pregatÌ. dl manda"rci indfrizzi di· loro ·amici e conoscenti· stabiliti .'all'estero, A ,questi noi spediremo periodici,d:i,saggio, spe-. mndo che vogliano prendere l'abbonamento. CRONACA MENSILE DEL 'SANTYAR~O Grule nee'Jltl rlterlte alla iaerestta del eaaharle · • ' ( • ,.lo ' • • ~ • Cerisay-Sarthe (FranCia).-Agli assidui l!'ltto# del periodico non tornerà: n.u·ovo jl nome del yiccolo ~nato dei con t~ .di Beau- _ repos, già comparso su queste colonne_a segnare att~. di tènera piètà ve'r~o 'la Consolata,. ~~'lui còmpiuti e da Mari~ SS. ri~mbiati. con grazie preziose. Sp.ecialin'ente non -~arà stato,' crediamo, di~èntie~to che ~cin gentile qU:~nto ;pi,o pe~siex;o, R~JNATO r:ìr BEAURE_Pos· volle regalare alla Teresina Deinarta una· medaglia ·'con Clj.~nella d'oro, :in ri~ordo e c'ongr~tu~M;ion'e .del, prodi~io della.Consolata, che la scampò qa crudele · morte. e da orrendo insulto. · · Orbene~ . n:el paasa..to inverno il càro f~nciullo ha· ~nòo~a '\lna · vo~ta, provato d' essèr. un beniotmino della Madonna.)! di lui padre, il 'piissimo :·contè di :Beaurepos, in datà Il gennaio 1907, così ci scriveva: . ' . ' ·f ' nz.mo Sig, Rettore,. 'Grazie, alle preghiere fattesi-, po'ssò dàre a' v. S.' buone notizie del nostro èaro Renato: ia Consolata àvrà ancora una volta salvà.to il suo bambino.' Ma come torna-di lontano' il ·pov~ro · yiccino! _I dhttori _lo ri- . ' g~ardano Òra fuori di pericolo, mentre ·15 · giorni fa non gli davano assolutamente più di 48 ore di vita. Egli fece la sua prima' comiuiione,' e ricèvettè tutti gli estr~mi -~onforti della Chiesa.:. Il nostro 'sacrificio era ' fatto, mà non: cessa'vamo di' -domandare alla' Consolata di ottenèrci che ci fosse ' lasciato il' nostro diletto, 'se egli doveva .crescere : buon èristìano e siÙv~re l' anima sua. E la. . Con~lata vegliav'a'. su 'di lui::· dopo. la sua còmuruone egli 'caniinciò a migliorare, ed ora, : se non:· sopravv~ngono complicazioni·(al pr_esente ~<?n · se. nè prevedono) Re~ato verrà_· ancora à Torino, a 'ringraziare Quella che

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