Jl1 0of1sola t a 175 , ·. vertita la cosa. Vana riusciva però la precauzione, chè il colpevole sempre, a tempo :e luogo, si trovava ~d essere salutarmente redarguito. (Continua). Gli emigrati italiani sono vi,;amente pregati di mandarci indirizzi di loro amici e conoscenti stabiliti all'estero. A questi noi spediremò periodici di saggio, spe- ·rando che vogliano prendere l'abbonamento. CRONACA MENSILE DEL SANTUARIO Grazie reeentl riferite alla saerestia del santurio S. Vittoria d'Alba. - Il chierico GmSEPPE •DAMILANO fin dall'~tà di 12 annidopo una disgraziata caduta in una vasca d'acqua in inverno - sempre aveva più o meno sofferto per affezioni bronco-polmonari, ripetutamente constatate da valenti speciat ·listi. Nel giugno p. p. il male antico improvvisamente si fece acuto coi più tristi sintomi: spossatezza generale, dispnea, leggera febbre ed emottisi. Costretto ad interrompere gli studi in Seminario, ebbe in famiglia le più intelligenti ed amorevoli cure da due egregi sanitari. Ma il male, nonchè cedere, s'andò aggravando: l'emottisi sempre più imponente ed incoercibile fece diagnosticare la rottura· di qualche vaso nelle prime vie respiratorie; punture sintomatiche e febbre gagliarda rivelarono il sovrapporsi al quadro morboso di una polmonite latente. . II caso era, a giudizio dei medici, assolutamente disperato; «a meno - dissero essi ai desolati parenti- che la Madonna voglia fare un miracolo.....». Al pio infermo vengono amministrati gli estremi conforti religiosi; giçi, si è data in parrocchia la benedizione degli agonizzanti, ed il vicecurato commosso, al lume della candela dei morenti, recit~ il proficiscere al lato di lui che più non vede, più non ode ed ha la gola serrata dal rantolo supremo..... ' Ma ancora non è finito il patire del povero chierico. Egli esce dal suo letargo per rientrare in un periodo di febbre altissima ed il suo stato, già disperato, ancora si aggrava per l'otturamento degli intestini. Si tenta qualche medicamento ma esso vien subito ri- .gettato misto a pus e sangue... Umanamente oramai è follia sperare l Eppure contro ogni terrena probabilità, l'amore dei parenti, con fede sublime, ancora spera nell'onnipossente intercessione di Maria Santissima. Ad Alba si è comil\ciato un triduo alla Consolata; superiori ed alunni del Seminario uniscono le loro alle desolate suppliche della famiglia; il 20 giugno è vicino..... « A meno che la Madonna voglia fare un miracolo ~ hàn detto i medici. E la Madonna lo farà. II 18 giugno, ultimo del triduo, improvvisamente il chierico Damilano ha un miglioramento, inspiegabile colle teorie della scienza; verso la mezzanotte del 19 può deglutire e ritenere una soluzione di cloralio, la quale gli procura un riposo, di cui da sei giorni non ha goduto un istante. Quando si desta: « Son guarito - esclama - la Consolata mi ha fatta la grazia! ~. Difatti la febbrile agitazione si è calmata, la respirazione è tranquilla, e- quel che è più straordinariol'espettorazione, che ha dato tanto catarro, pus e sangue, non presenta più se non scarsa materia chiara e pulita. Quel giorno stesso il malato, testè agonizzante, può nutrirsi alqnanto; le forze, minate da sì lungo tempo dal male prima lento e poi acuto, gli tornano cosi rapidamente, che dopo quattro giorni egli non ha più bisogno di medicine. I sanitari stessi, non sapendo darsi ragione di un fatto simile, lealmente convengono anch'essi nell'opinione dei parenti, degli amici della famiglia, di tutto il paese, che si tratti dì una grazia stra- .ordinaria, di un intervento soprannaturale. «Ma il più meravigliato sono io- afferma il chierico Damilano che cosi conchiude la sua lunga relazione: « Chi perfettamente mi cicatrizzò la ferita delle vie' respiratorie, la cui lopalizzazione '
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