Missioni Consolata - Novembre 1907

1.74 E gli raccomandava di cercare buoni artisti, spen~endo volentieri quel di più che occorresse. Naturalmente, secondo il Venerabile, l'esterna dignità del culto non doveva essere se non l'espressione visibile e lo specchio fedele . dell'intimo, verace spirito di esso. « Era cosa che innamorava della pietà; scrissero testimoni oculari, il vederlo nelle sacre funzioni inginocchiato in angelico raccoglimento davanti all'altare, colle mani giunte, cogli occhi fissi al SS. Sacramento -esposto all'adorazione ; oppure, con sempre eguale divozione, portarsi da luogo a luogo secondo le esigenze del sacro rito, lasciando trasparire al di fuori l'abbondanza d'affetto che gli riempiva il cuore ». Edificantissimo riusciva poi il contegno quotidiano,,invariabile del rettore di S. Francesco nella sua chiesa, fosse essa affollata o quasi deserta ; il solo vederlo fare davanti al sacro tabernacolo la genuflessione' valeva una predica. A tutti i suoi dipendenti egli raccomandava di fare quest'atto di ossequio al pad1·one di casa con gravità e senza fretta, dicendo che il poco tempo in più impiegato ad eseguirlo bene sarebbe stato ad usura pagato da Dio. E raccontava il fatto di quel papa il quale, visto a passare di corsa un sagrestano davanti all'altar maggiore, domandò chi fosse passato: se un sagrestano o un diavolo. . Del resto il suo esempio, in chiesa come in Convitto, era il grande segreto che rendeva efficacissimi le raccomandazioni e gli ordini da lui impartiti, per ottenere che il Signore venisse servito colla maggior perfezione. La prima cosa che il Venerabile imponeva per il rispetto al luogo santo era il silenzio. Dai sagrestani - personale scelto con cura'ed a capo dei quali aveva posto una persona degna in tutto della sua fiducia: certo Giovanni Bargetto - esigeva silenzio assoluto, anche quando, a chiesa chiusa, la spazzavano e spolveravano. «Sentì una volta il servo di Dio dal coretto, depose il testè nominato, che io eon un mio compagno parlavamo forte di cose d'interesse, mentre facevamo pulizia in chiesa. Della·stessa sera mi chiamò a sè: Non va bene parlare in chiesa così, mi disse; quantunque l'argomento non sia di cose cattive, tuttavia da questi discorsi il Signore non ne guadagna mai. M'invitava invece a pregare, dicendo ·che il Signore ha due orecchie fine, e conchiudeva : Pregatelo solamente, che sentirà sempre:.. Con più ragione voleva dai Convittori che, tranne casi di assoluta necessità, .non rompessero il silenzio in chiesa, e neanco si fermassero a discorrere in sacrestia ; a questo ultimo,fine era loro severamente vietato di indugiarsi davanti al padellone di bragia, ivi posto nell'inverno a ·temperare la grande rigidità dell'ambiente. Cosi non rimanevano disturbati i sacerdoti man mano celebranti, dal· fare col dovuto raccoglimento là preparazione prima ed il ringraziamento dopo la messa : atti che il Venerabile esigeva si facessero sempre in ·sagrestia, anche p~r edificazione dei fedeli ; , anzi il Bargetto era incaricato di avvertirlo delle infrazioni che avesse al proposito notate, a fine di poter provvedere con opportune ammonizioni. , Vero è però che qui, come altrovè, quasi sempre. il solerte rettore vedeva e provvedeva direttamente. Ed anche dal confessionale ove, come già si è accennato, rimaneva parecchie ore ogni mattina, sorvegliava tutto l'andamento delle messe e dell'amministrazione dei santi sacramenti. Non era infrequente il caso che egli con un cenno chiamasse il sagrestano, in gjro per la colletta, al suo confessionale e gli ordinasse: Va a dire in un orecchio al celebrante al tale altare che abbassi alquanto la voce; oppure lo mandasse a riparare 'a qualche altro piccolo inconveniente. Evi~ava eosì che venisse disturbato il celebrante all' al~are vicino, o si procurassero 'di!iJtrazioni a chi assisteva alla messa. Accadde talora che qualche convittore un po' leggero, dovendo ·partire o pressato da altro motivo, dicesse la messa un po' in fretta, avvertendo prima· l'inserviente di non suonare il campanello al Sanctus o all'elevazione. Sperava così che il re.ttore dal confessionale non avrebbe av-

RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=