Missioni Consolata - Settembre/Ottobre 1907

sugli altipiani, e nelle interminabili foreste di bambù e' di giuniperi serrate quasf impenetrabili cinture sui fianchi rocciosi, e nel terreno coperto di muschi, licheni e d' una speqie d'erba d'onde risulta un tappeto .spugnoso imbibito, ricoprente larghi veli di . acqua. Tutta quest'acqua continuerà a defluire per quanto è lungo .l'anno, ·filtrando attraverso al terreno vulcanico permeabilis-· simo, e riunitasi filo a filo in migliaia di f.ontanelle, andrà ad alimentare le centinaia · di ruscelli formanti lo stupendo reticolato di fiumi che dan vita al Sagana-Tana (vedi carta geografica in copertina). Quindi tutta la catena·dell'Aberdare- di cui il Kinangòp costituisce la punta più elevata - ha non soltanto un'importanza geografica, arricchendo di « spine di pesce » sugli atlanti i tratti bianchi delle steppe inter1p.inabili; o un'importanza estetica rompendo l'uniformità. di un mare di terra; ma quello che più pre~e a questi in,digeni, ed ~ noi insieme, & un fattore economico di tale entità, che senza di esso il paese non sarebbe ill grado dì nutrire i suoi abitanti, anzi non esisterebbe neppure, come ·succede a tutte le alt'r~ località ' poste su questi paralleli, quando sono sprovviste di cime elevate. ·l È naturale pertanto che all'ingenua fan· tasia dei neri abbia sempre ispirato un sacro terrore e9, insieme una timida simpatia la grande montagna, che distribuisce loro - per mo' di.,dire .:..___ l'abbondanza e la carestia, come mitig.a i raggi ardenti del sole o ·fla- ' gella c.on venti indiavolati e con gelati acq11azzoni. Nè, per correlazione d'idee e di cose, potevamo lungamente sottrarci noi alla suggestione del colosso, ed al conseguente desiderio di farne a .tu per tu più intima conoscenza. La grande montagna e la nostra Stazione industriale, che giace.su uno dei più centrali suoi contrafforti-quantunque l'una aspra e selvaggia e l'altra, invece, frutto degli ultimi portati della civiltà invadente e dominatrice - non potevano essere vicine indifferenti l'una per .l'altra. Percià oggi in idi!lio, domani in g'!lerra, ma volere o no là bisogna sentirsi nel regno del Kinangòp, il quale ci serve a ·modo sùo, cioè comandando. Ora in pace suprema, nelle vivificanti aurore e nei quieti tramonti: tutto aperto, maestoso, amichevolmente grandeggiante, esso ci attrae, ~ ci sforza a guardarlo, ammirarlo, e cpn improvviso tumulto ci desta nel cuore la brama di soggiogarlo, di farlo nostro. Ma un momento dopo ecco che la grande montagna va in fumo per chi sa quali reconditi fenomeni: sappiamo a~cora che esiste, ma nessuno più la vede ; si è amm~ntata di nembi neri come l'inchiostro ed i lampi, mettendo nastri svolazzanti di fiamma viva su quel manto, non fanno che accrescerne l'orrida tinta. E allora, invece dell'acqua cheta.e benefica che ci inviava a mettere in movimento le nostre ~accnine, il colosso non ha più se non scrosci di diluvio; fattori di onde furenti che ci arrivano co_n tronchi ·d' albel.!i e gigantesche canne di bambù, schiantate per' i pendii con una furia senza ritegno. I, nostri canal~ di al~­ mentazione rigurgitano subitamente ,si .riempion~~ di sabbia e di ciottoli; le dighe son _ disfatte e sbattute nelle rive; un sordo rumore di sabbia sostituisce lo stridìo delle macchine e l'allegro ronzio .degli scaricatori. Non è passata un'ora intera e la scenà si è 'mutata come per incanto. Dopo.aver àrrestate le macchine, asportato' i ponti, rotte le comunicazioni /colle altre stazioni, isolan- .. doqi .nella foresti\; la montagna traditrice ri· compare in uno smagliante splendore di luce, tutta lucente essa stessa. è ripulita, ed erge il s~o capo dalla nuvolaglia che ancora nasconde i valloni· a contemplare con aria d'innocenza i disastri compiuti, a mandarci altra acqua cheta e tranquilla, .a traspor_tare altri alberi alle maqchine quasi invito a riprendere il lavoro. -La sembianza formidabile del colosso enorme si è rabbonita: pare domandi perdono con le sue grandi roccie lava~e e luo strate, rinvigorite nei vari loro colori;.colle incanalature profonde dei suoi fianchi che sembrano aver più: marcato rilievo; mentre i numerosi torrentelli formatisi a scaricare la pioggia si direbbero·. smisurati ·nastri di

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