130 del'le 'nuvole, perchè ha per gran parte dell'anno il capo avvolto nel fitto velo di nebbia, . che "le sue nevi.perpetue -ed i grandi ghiac- . ciai nelÌ' umida atmosfera equatoriale gli creano inces'santemente attorno, quantunque furiose bufere tentino strapparglielo con infatigata costanza. Il Kinangòp - apparta: nente esso pure alla sèrie dei giganti disseminati sùll'altipiano centr~le dell'Africa ....,.. ma piu di quello, negli effetti, Re del Kikùiu, '· è invece chiamato.la Montagna delle pioggie dai•neri che ne ab~tano 'i poderosi contrafforti,,ne su bis~_no le,ire ed. i capricci .e ne . godono i salutari influssi. ' . Gli ~'ntichi si.' raffiguravano Eolo affacendatO "itellà 'suà ca.verna a scatenare ed i'uibri~Jiare, i ven~i, come in altre cav~rne i Cir:lopi j~tenti a so~ar fuoco ~elle forgia di Vulcan~. I . no~tri indigeni che in fatto ,di astronomia se n'.intendono tanto da affermare che il soìe'tramo'ntia l11. sera nel fiume maggiore e, discendendo ·per le acque di esso va poi, con vece' assidua, ogni mattino a risorgere alle sue foci; in metereologia non conoscono parimenti l'origine del vento e, a lororgiudiiio, il sereno è formato da: una specie ' di•nuvole differenti da quelle bianche a g·rigie; È naturale, pertanto,• che essi vedendo sempre formarsi·attorno al Kinangòp le nubi · teni.poràlesche, ·pongano lassù sulle sue ine~ splorate vette .]a fabbrica delle pioggia le -quali, rispetto al paese, _crescono in proporzione geometrica quanto pili lè varie zone di #questo si avvicin_anò alla ~rl}nde montagna. Si che se nella' stappa, già quasi fuori della sua influenza, la caduta delle _pioggia nell'anno non raggiunge i 12 èentimetri,. alla nostra Stazione·industriale<che ne è ai piedi (vedi carta geografica in copertina), sorpassa i tre ~etri e mezzo: un cinque volte tanto la; media del Piemonte. Per fortuna che quandò le nubi si s~aricano sù queste alte zone vi c{ si mjltton d'impegno, versando a furia e~ite-· ratte d'acqua; poi se ne vanno, come ~e fra · tutti i punti del paese non avessero pioggia' che per questo e _su di esso·l'abbiano vers~ta tutta. Se cosi non fosse, tre metri e mezzo d'acquerugiola cheta cheta, come le pioggia prim_averili o aut\{nnali del Piemonte, n.òn si ·potrebbero·'smaltire nelle 8760 ore dell'anno.. · Per gli indigeni tutte le nqtizie storiche, geologiche e topograficlle sul Kinangòp si · compendiano in quella loro denomina,.zione di Montagna delle pioggie. Più ih rà non vanno, ·come fin lass'ù non vanno e~ssì mai. ·In fondo ·però tale denominazione ~'come àccade della maggior parte'delle più'diffùse credenze popolari - è razionale. Infàtti,. il ·Kikùiu deve dir grazie a qùel :facitore di pioggia, se non è un deserto, ma·bensi un'oasi · splendida incastonata nel deserto: ·oasi da. cui una popolazione densissima trae non solo·.· da sostentare se stessa, ma da-provvedere a tutte le tribù circonvicine, promèttendo di divenire col tempo il granaio dell'Africa ··equatoriale inglese. . Da saggio re desideroso della 'prosperità del suo stato, il Kinangòp dopo aver pro- • .dotte le pioggia, si èura inoltre di immagaz- · · zinarle,· per ·qis_tribuirle poi con parsimonia nei cento e' più~ 'fiùmicelli che si dipartono dai suoi piedi e s'irradiano per il paese, ritornando poi a raccogliersi insieme, dopo aver adempiuto il·loro ufficio, come una squadra di· esploratori in guerra, che •si: sparpagliano ,ad esaminare il territorio. tl si ritrovano poi tutti al'luogo fisso di appuntamento. È pregio e pretesa della civiltà 'non con··. ·tentarsi di accettare i fatti, ma· di volerne ricercare le cause e le origini, arèhitettando · ipotesi e fotmando teorie che li quadrino;·· non è perciò un··mistero per noi il perenne addensarsi di nuvole attorno alle gole roe-. ciose del nostro colosso africano ed il gran ·diluviare che ne risulta. · La forza motrice, per cosi dire, di questo· fenomeno sono i .monsoni, venti regolari che,.come tutti"sann.o, ·nell'Oceano Indiano dall'aprile all'ottobre spirano da est ad ovest, ed in .senso contrario nei restanti mesi dell'anno, dopo una sosta di perfetta calma fra l'uno e l'altro periodo. I monsoni giungonç dal mare carjchi di vapori acquei. i quali non v'è pericolo che ··si condensino nell'attraversare le interminabili steppe costiere f;lurriscaldate da un sole equatoriale, e ciò per -la legge. fisica che il
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