jJl · eof'}SO{ata 159 '•iiili o Bravi ralazioqi di grazia .l'PERVENUTE ALLA SACRESTIA.DEL SANTUARIO Torino. - AGNESE BISCOTrO, affetta-da gravissima fistola aU'occhio destro, dopo avere subite quattro operazioni con esito negativo, prima di sottoporsi alla quinta - dichiarata necessaria ~ si raccomandò caldamente alla Madonna .della Consolata e·ne otten'ne la guarigione insperata. Ricoi10scente alla Vergine Santissima·per. favore ·cosi segnalato, a J;.ei rende pubbliche grazie. Totinb;=-- « Guarita. miracolosamente da una terribile polmonite in tempo in cui più infieriva if male con sito spesso letale, rendo pubbliche grazie alla Vergine SS. d~lla Consolata,· di ·cui sempre fui aevota. Da Lei riconosco l'essere stata conservata ai miei figli « GIUSEPPINA PILONE ». Ciriè~ - «Un mio figlio era ammalato di un male tanto grave che i dottori consultati non ci lasciarono nulla a sperare. Deluso da una scienza ·che nulla poteva, il mio C'\lore di' padre; angosciato da un supremç> dolore, fece ricorso alla Vergine Consolatrice con diverse promesse, qualora avessi ottenuto la grazia. 'Ed ora che il mio figlio è guarito - come attestano anche i dottori - mi dichiaro .riconoscentissimo alla Consolata, che ha e!jaudita la preghiera mia e di tutta la mia fa- . miglia. ANTONIO CANOVA»· , Torino• . ~ CABOTrO CATERINA, infermiera all'Ospedale Maria Vittoria, .fu colpita dapprima da risipola facciale, dichiarata gravissima e pericolosa dai dottori, la quale poi, estesasi a varie parti del 'corpo, ridusse la paziente in tale deplorevole stato da. non far più sperare che poche ore di vita. per lei. La povera. infermiera, che anche nel delirio si ricordava di essere Figlia di Maria, non cessa.va. di invocare anche in quei supremi momenti la. Consolata, ·a cui già s'era votata. in principio della terribile malattia. E la Madonna le ottenne di superare il male e di rimettersi in piena salute, dopo lunga ma felice convalescenza., del· che serberà sempre in cuore la maggior gratitudine verso la divina Consolatrice. Rosignano-Monferrato.-«Grazie vivissime ti rendo, o Ver.gine Consolatrice, di avermi ridonata una salute omai insperata; ~i assistesti , in una. dolorosissima. operazione e da un' àltra. mi.salvasti in cui temevo soccombere. Grazie, cara Madre, grazie in eterno! , ' .(( GIPPA MARI,A ». Castelnuovo d'Asti. - « Rammento vivamente il giorno in cui, nello strazio d'un tremendo· dolore, invocai la Consolata e fui esaudita. La mia figliuola Elisabetta era colpita. da .difterite in modo che il valente dottore curante, sebbene ancora tentasse tutto quanto la scienza suggerisce, gilì me l'aveva. data 'come assolutamente perduta. Maria SS. Consolatrice fece quanto l'umano ingegno più non poteva..... La mia Elisabetta. fu salva, col massimo stupore del bravo dottore e di quanti l'assistettero. «Musso GIUSEPPINA». Carignano.-· PIACENZA MARGHERITA offerse alla Consolata. un anello d'oro, in segno di" . riconoscenza pe.r la grazia ottenuta colla guarì-. g~one da gravissima pleurite che la tormentò per tre mesi. Finita appena una fervorosa novena, migliorò tanto che in breve pervenne al fausto scioglimento della pericolosissima malattia. Fiume~ - « Il mio piccolo Manlio cadde gravemente ammalato di morbiUo, complicatosi tosto'con sintomi di meningite. Trascorsero quindici giorni d'affanni indicibili: il povero bimbo lottò disperatamente tra la vita e la morte; · non riuscendo in questo tempo ad articolare parolH.. La febbre era sempre a 40 gradi. 'Il padre, ch'è dottore, lo curava senza più la. menoma speranza di guarigione. Chiamammo un altro medico: al vedere il piccino si strinse nelle .spalle e cercò invano il confortO che avrebbe voluto darci. «Sfiduciati dei rimedi umani, io e mio marito incominciammo una novena alla Con" solata, davanti alla cui immagine - un caro ricordo della mia Torino - io avevo. acceso·· la lampadina. Pregammo molto e di cuore. Era il settimo giorno della novena, quando - oh, miracolo! - il nostro Manlio cominciò a parlare; la febbre scemò ed in due giorni egli era fuori di pericolo. Ora il diletto nostro bimbo è perfettamente guarito e gode ottima sa.lute. «Riconoscenti e commossi di tanta bontà di Maria SS. Consolatrice, adempiamo con tutto lo slancio le fatte promesse. Anche il nostro figlioletto, sebbene di soli tre anni e mezzç>, capisce quanto debba alla Consolata ed attende impaziente il momento di recarsi in nostra compagnia ·al Santuario, a ringraziare la Vergine benedetta e ad offrirle un dono, come ricordo di tanta grazia. Egli non indosserà che abiti bianchi e turchini per un anno. « TEOTISTE PETROVIC·CATELLA « Dottore MILO PETROVIC ».
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