Missioni Consolata - Settembre/Ottobre 1907

~11' e o ., s o t a t a 153 .nell'errar~, ebbe perenne ~iconoscènza. $imilmente si adoperò a favore degli Ebrei, della cui gratitudine al .P. Sebastiano rimangono ,monumento. nell'attua1e biblioteca dei P~dri Filippini di rorino le operè del cardinale di Lugo, c.he quelli ·gli vollero, in corpo; offrire. · · · I moderni monopolizz~tori del progresso . assai potrebbero ·imparare alla scuola del Filippino di due secoli f11-, il quaie per combatterà l'analfabetismo spirituale_: peggiore d'ogni altro - invogliava la gente minuta a leggere, distribuendo· a centinaia di mi- .gliaià èerti suoi foglietti a stampa, ove erano riassunti in poche parole i misteri principali della fede e le preghiere del 'cristiano : foglietti che.' egli fece poi tra.durre in .varie lingue, ad uso delle soldatesche di diverse· _nazioni dagli eventi politici portate fra no~. Assai avrebbero da imparare dal prete benefattore degli eretici, e' tollerante fin1 dove l'equità. permetteva; dal filantropo per eccellenza che non fermandosi alle grandi linee della carità, scendeva ai pratici particolari: ad esempio, quelli di sollecitare provvedimenti per ovviare alle infezioni, specie nelle carceri e nei campi delle truppe ; di propugnare l'istituzione di case per i convalescenti., Perfino gli zelatori delle società é dei _congressi per la ~. troverebbero di essere stati prelJ6duti, ~n minori pretese ma con _più sicuri risultati, qal Yalfrè, il quale mentre attendeva .a catechizzare e morigerare i soldati, aveva pur scritto e stampato un opuscolo con· norme per diminuire i danni delle guerre: opuscolo che.la venerazione per l'autore aveva fatto prendere in non sterile con- .sidèrazione dal duca di Savoia e dai suoi . generali e ministri. Ma son giunti i giorni terribili e 'gloriosi dell'assedio di Torino. Il P. Valfrè ha avuto sempre dimestichezza coi soldati, tra; cui trQvava sempre tanta messe il suo zelo apo." stolièo ; egli nelle preçedenti disastrosissime guerre contro la Francia ha fatto un lungo ' tirocinio, ed i campi insangui~ati d' Orbassano, d~po la fiera battaglia del 4 ottobre 1693,,1' han visto soccorrere i feriti, aprire il Cielo ai morenti, curare l'onor.ata sepoltura dei caduti per la patria. Chi dunque, meglio di lui potrebbe mettersi alla testa dell'azione . mirabile, concorde, .con cui la cittadinanza d'ogni ceto sosterrà il valore del presidio, efficacemente cooperando alla finale vittoria? Anche gli scrittori anticlericali, in omaggio alla verità storica, han dovuto tributare la loro ammira~ione al venerando filippino. Egli che ha dappertutto libero accesso, sebbene quasi ottantenne, è infaticabile a portarsi di giorno e di notte ~ secondo vuole l'opportunità - nelle caserme, nelle ambulanze, nei posti di guardia sulle mura e fin sugli spalti della cittadella, a dirigere ed a d,are di propria ma~o le necessarie cure ai feriti, i religiosi conforti ai moribondi. Egli a cercare per le vie i cittadini colpiti dalle scheggia micidiali delle bombe e dalle palle ;. egli a vegliare con raddoppiata sollecitudine perchè nulla manchi ai poverelli raccolti nell'Ospizio di carl.tà., agli infermi degli ospedali, alle trepide vergini dei monasteri, alle poco agiate'famiglie, di cui la serrata dell'assedio aumenta le strettezze. Ma dove giganteggia. l'opera dell'uomo di Dio si è nel ,tenen 'alto il morale delle truppe come della cittadinanza; nell'ispirare ai capi' supremi della difesa come all'ulti~o gregario · quella fiducia che è il segreto e la molla, la radice e l'ultima ratio dell'eroismo. Un nemico strapotente per forza numerica. e per approvvigionamenti guerreschi, dal maggio al settembre, con un crescendo terribile, con un accanimento {lhe la reSistenza. di più in più accende fino alla rabbia, di · sopra e di sotto terra stringe Torino com~ in una morsa di ferro e di fuoco. Lo stesso valore··dei difensori serve a diminuirne, per m~rti gloriose, il numero ; la stupenda difesa delle bocche da fuoco e delle mine va ingoiando giorno per giorno, rapidamente, la già scarsa provvigione di polvere. I viveri cominciano a scarseggiare ; colla canicola dell'estate i disagi sono al colmo. Il duca di Savoia, aggirantesi come .leone intorno alla. sua. capitale diletta, ha oramai esaurito i suoi espedienti per soccorrerla, e l' e-

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