Missioni Consolata - Settembre/Ottobre 1907

.l!! · ea.,solata 141 e ci gnar~a cosi intimid;to da farci com-l passione. E ven'\lto .ad offrirei' un grosso montone e ·viveri in· abbondanza, dice~do: Non voglio che i Patri ed i loro uomini ~ ·.viaggiando 'per le mie .strade, abbiano a · soffrire la fame..... Il Superiore lo invita a sedersi al suo fianoo e prendere con noi Ma l'ora stringe: uno squillo ·di tromba dà il segnale della partenza: Vangiòj ed· il nÒbile suo seguito, molti' guerrieri e moltissimi curiosi .sopraggiunti salutano con effusione i partenti per la gran montagna, che nessuno di loro, non solo mai non sali, ma neppure mai sognò che si potesse salire: Le prime ntte sul dorsale della catena Aberdare (vedi pag. 144) - La freccia indica la punta più alta del ltinangòp. l' una tazza di caffè. Il capo si mostra assai (J~ lusinga~ dell'onore di bere.· coi bianchi, ma - ahimè! - come deve trovar duro il ti-~ rocinio di uomo civilizzato! Poco uso alla bruna bevanda e meno ancora al recipiente, si scotta le mani e le labbra colla grande tazza d'alluminio cplmà çli caffè bpllente, ~ nel tentare d'imitar noi che ci sorbiamo la Dostra lentamente. E mentre i suoi guer- ' rieri ,lo guardano con invidia, inolto probabilmente egli darebbe volontieri un altro l montone ,a chi lo potesse surrogare..... Mi-. serie dei grand'uomini ! Il capo ci ha offerto una sua guida: un uomo già stato·più vòlte ai piedi del Kinangòp a raccogliere il mielé in certi suoi alveari scavati nella pietra. Anch,e nn altro indigeno viene ad offrirei i suoi servigi: appunto in questi giorni egli è tornato dalla caccia col • laccio sui contrafforti della montagna. Lo accettiamo volentieri, perchè ha l'aria intelli- .gente. Benedetto si pone in capo alla çarovana con lui e con l'altra guida; il fratello Andrea. e due tagliatoJ;i :armati di falcetti e coltel-. lacci sono incaricati di aprirci, attfaverso agli alti e fitti bambù, la via verso· l'ignoto.

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