Jlt e O t'} So( a t a possono a lungo tener avvi to l'animo, del missionario. Ben altri spettacoli chiamano i nostri occhi scrutatori: quelle colline disseminate di villaggi, e così. numerose da dar l'idea di un mare dal1e onde ·solidificatesi ; le innumerevoli ·mugunde (campi lavorati) .di meliga e di miglio; .Je folte bananier,e ci dicono .che migliaia e. migliaia di persone, tutte dedite al lavoro materiale, ma schiave del demonio, aspettano da noi la ver.ità e la -luce liberatrice della fede: Per i semplici viaggiatori le superbe punte inaccesse sono la meta; ma l'ammirazione delle bellezze naturali e la gioia della loro conquista non possono essere che uno svago momentaneo per noi pipnieri della Croce, pronti sempre a cambiarle con un brullo ed infuocato deserto, se in esso si trovino più anime da salvare. Sull'imbrunire, dai villaggi corsi dai nostri messi giungono all'accampamento gruppi di donne e ragazze cariche di miglio, meliga, . patate dolci, farina di sorgo ed· altre derrate. n mercato comincia subito e continua mentre noi ceniamo ed oltre, chè per quest~ indigeni parte del mercato consiste in chiacchere interminabili. Quando le provviste furono giudicate sufficienti, si rimandarono a casa i residui ·venditori, ed il campo ritornò pi:ù tranquillo, rimanendovi attorno appena alcuni gruppi di curiosi, i quali in loro ·vita non avendo mai veduto bianchi, nè. tende, nè tutte quelle altre diavolerie che i bianchi portan seco, non si !laziavano di guard~re e commentare tra loro a bassa voce tutte quelle strane cose. Quando ci troviamo parecchi confratelli -riuniti ad uno svago - il che succede abbastanza di rado - usiamo stare allegri facendo ,un po' di fracasso; stas~èra poi che siamo sul limitare del paese abitato, dovendo domattina entrare nelle deserte foreste vergini, salutiamo il mondo da cui stiamo per dividerci con canti di laudi sacre, e poi con pezzi d'opera, più o meno genuini, tradotti in tutt_e le lingue, con gran contentezza dei neri che ci attorniano entusiasti della musica. · All'ora regolamentare, al chiaro di luna e sotto la scintillante volta del. cielo, recitiamo le preghiere; qùindi ciasc13no si ritira 'per il riposo, mentre i cani cominciano ad abbaiare ed a correre attraverso l'accampa- . mento cerc~ndo di riparare nel:le tende, im-, . pauriti dall'avvicinarsi delle belve' sbucanti dalla foresta. Del resto la notte passò senza altro incidente da quello all'infuori della visita di certe formiche nere, fç>rnite diformidabili tenaglie, che attratte nelle tende dall'odore dei viveri ci costringono a ballare tutta la notte senza musica. Cosi più (facilmente fummo svegli e svelti a saltare in piedi alle 3 112 del seguente mattino, al solito Benedicamtis Domino. Giornata Seconda. Sommario: La messa al campo-Oolazione all'uso indigeno - Ricevimento del capo Vangiòj - Verso l'ignoto - Orme gigantesche - Povero cacciatore! - Penuria d'acqua - A 3000 metri- Temporale i,n montagna - Il concerto della foresta. Il cielo è sgombro di nuvole e splendido ancora di steÌle. I Padri celebrano la santa messa comunicando i fratelli; si attende quindi alle altre pratiche di pietà in comune, col particolare raccoglimento ispirato dall'ora e dal luogo. . · Dopo ferve il lavoro per il levar del campo e per prepararsi a riprendere la via. In un angolo i fratelli Celeste e Luigi sudano a ·girare una polenta di farina di miglio con la canna di uno di loro, in mancanza di. mestone; Alle 5 112 tende, letti e bagagli sono imballati, e ciascuno cerca un posto sull'erba per far colazione. L'appetito stuzzicato dall'aria frizzante della montagna ci fa trovar tutto· buono, perfin la famosa polenta che s'appiccica ostinatamente al palato, obbligandoci a smorfie comiche per inghiottirla. Mentre si ride clamorosamente cercando intanto di finir presto l'asciolvere, arriva il capo Vangiòj in po:npa magna, seguito dal suo stato 'maggiore. È un: belc l'uomo, inolto alto e con certe spallaccie da..... selvaggio. Ha in capo magnifiche piume e si drappeggia pettoruto in ·una cope,ta da cavallo. Non ha mai visto tanti bianchi,
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