)ll eof1SO(ata 123 • Torino, con laboratori per fratelli, ci assicura che gli operai in un prossimo avve,nire abbonderanno ,proporzionatamente alle richieste ·di questi interessanti paesi. La nostra opera nel Piemonte, e sopratutto in Torino, continua a destare e ad acquistarsi ogni giorno maggiori simpatie e aderenze, le quali per ,il lato materiale ci daran modo, non solo di non subire arresti nella nostra espansione, ma di intensificare il nostro lavoro apostolico. · Occorre ancora notare che se finora • la nostra espansione in que_sta provincia non fu maggiore, ciò avvenne primieramente per insuperabili ostacoli presentati dalle condizioni affatto primitive di questa regione, dove nulla si trova e tutto deve esser fatto ab ovo, e da queste popolazioni che abbisognano di essere dissodate e lasciate l!laturare; poi per lo stato politico del paese ancor al presente non aperto che in parte; ed infine anche per parte nostra che, novizi nell'apostolato, nelle tradizioni ed usi degli indigeni e loro lingua, non possiamo che procedere lentamente in tante cose al cui raggiungimento sono impotenti e buona volontà e mezzi, e non resta che dar tempo al tempo. Ma il lavoro tranquillo e costante ha indubbiamente il vantaggio della solidità, e speriamo non costrurre su sabbia.· Progetti per l'anno ln.corso.- Questi si poss~no nelle loro grandi linee cosi riassumere: ' a) Sviluppo dell'opera dei catechisti, e invio dei pifl istruiti fra questi in distaccamento da soli nelle zone più popolate, ma comode per la missione, in modo che comincino a preparare il terreno ad ulteriore lavoro del missionario e ad avviare la popolazione alla missione. · ' b) Costruzione di chiese pubbliche in varie stazioni, dove si impongano assolutamente per raccogliere alla preghiera gli accorrenti al catechismo domenicale e tutti quelli che passano per la missione nei giorni feriali. c) Qualche nuova fondazione per completare il collegamento delle stazioni ; e per essere i primi a scegliere i migliori posti, nel caso si apra parte del nuovo paese, per cui già si sta fondando un fòrte avanzato. d) Proseguimento della sistemazione delle stazioni preesistenti. e) Moltiplicare le visite serali, diffondendo l'u,so della preghiera pubblica serale nei villaggi al suono della campana, giacéhè, date le co~dizioni ed usi del paese, non pare conveniente nè ottenibile per ora al mattino. f) Impianto di una nuova fattoria per la coltivazione del cautchouc, e ciò per ottemperare a Vostra Eminenza che ci esorta a procurarci sul luogo cespiti per provvedere al sostentamento delle missioni. Questo è un rapido tracciato dei nostri lavori, per l'attuazione dei quali imploriamo l'aiuto di Dio e la benedizione della Consolata. Vogliate, Eminentissimo Principe, benedire noi tutti: missionari, confratelli, suore e catechisti, a:ffinchè sempre più ·infervorati nell'opera sublime a cui Iddio ci ha chiamati, ci rendiamo veramente degni di quest~ vocazione e riusciamo a salvare molte anime. Prostrato al bacio della Sacra Porpora, imploro una benedizione pa~::ticolarissima per me, che mi sorregga nell'adempim~nto del mio ufficio. Di Vostra Eminenza Umilissimo e obbedientissimo figlio padre FILIPPO PERLO. Si t?i>ct'ilitlic Lettera dell'Em. mo Cardinale GOTTI al padre FILIPPO PERLO Stavamo preparando la stampa di questa Relazione, quando ci' giunse da Roma, con incarico di trasmetterla al P. Perlo in Africa, la seguente lettera che siamo lieti di partecipare·ai nostri lettori, come cosa che da vicino molti di essi riguarda. Inverò, se i sensi di gradimento e di encomio che Sua Eminenza il Cardinale Prefetto di Propaganda si degna .manifestare nella lettera stessa, sa-ranno di
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