Missioni Consolata - Luglio 1907

' . 100 J.2' eof1SO (a t a Ma ecco che ~el bel mezzo della mia concione mi viene ad interrompere un mes-. saggio d'urgenza, portato da due cateèhisti, i quali mi dicono: - Padre, gli an?'iani chiedono di udke la lezione dalla tua bocca -; Rispondo : - Avvertite gli anziani che farò loro il catechismo un'altra domenica; quelli fra essi che son venuti presta, vadano pure ; .si fermino quelli giunti da poco. -I messi vanno, ma ritornano tosto sui loro passi per ripetermi colle stesse parole l'ambasciata. Con gli anziani non conviene mai guastarsi, ed il consesso che mi chiamava con tanta insistenza era quel di specialmente meritevole di riguardi, per numero di capi venuti anche ·da luoghi distanti due ore dalla Mi~­ sione. Mandata, dunque, stavolta risposta a,ffermativa, oonohiudo più pres~ che non avrei voluto col mio uditorio, e vado al gruppo dei vecchi, dove sono accolto con ~na soddisfazione tutta particolare, di cui non. t.ardai a conoscere il motivo. Finito appena .i l mio breve ·catechismo, mi attendeva una non piccola dimostrazione di stima e d' affetto da parte degli anziani, tutti d'accordo; dimostrazione che però, per quanto onori- ~ca e commovente, non· mi mise poco in imbarazzo; obbligandomi, preso così all'h;nprovv.iso, a deciderà . e ·rispondere senza d'armi tempo a riflettere. Gli anziani o asùri nel Kikùiu formano come il gran· senato della nazione ; ad essi - si dice - è dato di conoscere tutto il bene e tutto il male ·e. al disopra di loro non v' è che Dio. Certe cose non si dicono ad altri che tra anziani ; tutte lé caùse si debbono deferire ai medeshni, e dopo il loro giudizio non c'è più appello (o àlmeno non c'era prima che vi fossero i' soldati.. ... è il governo inglese). ' • · Orbene, è costume che quando uno diventa capo di villaggio, è ricco, e gode fama di buonò ed intelligente - se essi si trovano 'in ciò d'accordo - viene dagli anziani invitato a far parte della loro oor~razione, ed è questo sempre un gran segno di stima, sia che, come avviene a qualche giovane, capo ereditario, l'invito si sia sollecitato per via · indiretta j sia, ]D.Olto più ---' come accadde a me- che ésso ve'nga fatto dagli anziani di motu proprio. Per divenire un anziano vi è però una piccola cerimonia da èompiere. Accettato l'onore !!i stabìlisoe il" giorno in cui si dovranno ~ccidere, '!!- scelta, -o due montoni o un toro. La vigilia del dì fissato si manda ad invitare al banchetto 'i capi e giudici più gràndi, badando ad invitarne uno almeno per ogni collina o gruppo importa~te di villaggi'; questi, a loro volta, invitano · gli ,anziani subordinati, cosioohè, anche per due soli montoni, capitano dal più al meno alla medesima ora, in casa del ··nuovo anziano, una ciJ;~quantina di buoni mangiatori, che non avrebbero difficoltà a farne sparire una decina di JD.On1;oni..... Ma non .fa nulla ; essi dicono che non vengono per mangiare, sibbene per far onore a ohi se lo merita e dargli la promozioné ad anziano. Non son ~prescritti per l'occasione nè grande cerimoniale, nè grandi discorsi: giunti gli anziani da. lui, il candidato non ha che a pr~sentar loro i due montoni o il toro (più desiderabile quest'ultimo) come ringra· ziamento dell' ònore che gli vogliono fare. A rigor di..... etichetta, il candidato devrebbe ' fare in ·persona la distribuzione delle porzioni, presentando le pelli degli .animali e due specie_di carne, tolta da pezzi designati, a 'quegli anziani che gli indica il suo cuore e - dicono-nessuno se l'avrà a male se non è fra i preferiti. Ma comunemente la distribuzione vien fatta dagli in.vitati stessi, e tutta la cerimonia tennina collo sparire di ogni minima parte degli animali uccisi, comprese le bu~ella, i piedi e le corna..... Chiudo la parentesi, e torno al fatto della, dimostrazione improvvisatami. Finito che io ebbi la mia lezione di catechismo, \lllO degli anziani sorse da sedere, ed acèennò di voler parlare. Non avendo però fra mano almeno una bacchettina, senza di cui nel Kikùiu è , impossibile esprimere bene le proprie idee e impossibilissimo dire unii. cosa d',impor- ' tanza,mi chiede ad imprestito la mia,miordina di sedere e prende senz'altro l~ parola. Io credev?-ciò che accade ~oven te-che egli volésse

RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=