104 vincoli che già prima. ci univano. E poichè essi costì hanno l'invidiabile sorte di essere quotidianamente testimoni dei miracoli .che·la Consolata. sa. compiere all'ombra. del suo sa.ntua.-. rio; mi·sia. lecito dir loro come i miracoli che noi vediamo operarsi in questa. nuova. patria. di adozione non sono, per avventura., minori . di quelli di Torino. Gia.cchè io non posso attribuire se non ad un miràcolo·ininterrotto della.' Consolata. il rapido sviluppo prèso dalle nostre missioni ed ii loro consolidarsi su basi durature, in mezzo a difficoltà ed incidenti che alla nostra pochezza ed inesperienza parevano da.· principio insuperabili. . ·" E difatti fin dai primi tempi, nonostante vi si opponessero ostacoli di ogni maniera, le regioni più popolate, e direi strategiche del Kikùiu vennero occupate dalle nostre stq,zioni; queste poi prosperarono subito, e cosi :fiorentemente, da permetterei di raccogliere fin d'ora. copiosa messe· di consolantissimi frutti. L'indole belligera. dell'a.kikùiu .ed il suo animo fiero ed indomabile avendo respinto sempre vittoriosamente ogn,i invasione n'emica dal suo territorio, l'islamismo che, per somma sventura, dilaga spa1ventosamente per quasi tutte le regioni dell'Africa,·' non potè penetrare fra. questa nostra gente. Ciò facilita immensamente il'nostrb còmpito di evangelizz~zione, tan~o più che gli ·-À.kikùiu non hanno un vero corpo ordinato di dottrine e credenze religiose, ma soltanto· un ammasso di·superstizioni conservate:e, per cos~ dire, rette come i loro ordina.ìn.eÌlti éivili dalla sola consuetudine, soggette perciò a. -variazioni notevoli da luogo a.' luogo, e dipende~ti spesso dai capricci degli stregoni che ' ne sono gl'interpreti, o dei capi di famiglia. i quali, come già i patriarchi ebràici, hanno grande ascendente su tutta la parentela. L'entusiasmo con cui gli Akikùiu ci accolgono nei loro villaggi, la benevolenza. con c~i ci ascoltano, la. facilità con cui Apprendono le nostre lezioni, legittimano le più incoraggianti speranze per l'avvenire; dimostrano che la Consolata. volle riservato per i suoi missionari uno dei campi più belli e più fertili di quest'Africa tenebrosa. · Si, dei più belli e fertili anche mate:rialmente, poichè il clima. che qui abbiamo è invidiabile sotto tutti i rispetti. Dal caldo temperato delle stazioni di Hall e di Metùmi, passiamo all'ambiente tiepido di Va.mbogo e Mogoìri, al frescolino primaverile di Niere, Tùsu e Limùru. Le malattie endemiche dell'Africa., come le febbri ma.la.riche che vigoreggiano a.lÌa. costa, nei bassifondi ed anche sugli altipiani stessi dell'interno,· come nella. vicìna. Uganda; la malattia del sonno' che altrove fa. stragi orrende, nel Kikùiu· sono perfettamente sconosciute. ' . E non parlo della. bellezza panoramica della. regione, tutta a piccole colline dai clivi verdf!ggiatiti succedentisi ininterrot-te. per la. intiera. estensione del paese, e solca.te da numerosi ruscelli che forniscono dapertutto acqua sana. ed abbondante. Non parlo deÌlà flora, esube'rante. ,oltre ogni ,dire, che permette alla nostra stazione industriale di Tùsu di usare più di quaranta varietà. diversè di Ìegni per 1a fattura. d,el mobilio occorrente alle missioni, anzL per la fabbricazione in legno delle case stesse; ed a.llà stazione agricola. .di produrci un grano' splendido per il pane, il caffè, le orta.glie e quasi tutti i p~odotti' agricoli del· Piemonte. È mia. vera benedizione di Dio; un regalo spe~ialissimo della Consolata la. quale, da. buona. madre, prov~ede abbondantemente alle nostre neces· sità corpo~ali, a.:ffinchè, liberi da. malattie e da preoccupazioni este.rne, possì!l-mo far conve·rg'ere tuttè le nostre forze e le nostre sollecitudini al profitto spirit-gale di questi cari nostri neri. Gesù BambiÌ10, nel cui nome e sotto i cui auspici i Convittori fecero cosi generosa.mente la. loro offerta, ha. già benedetto il sa.cri:fizio, donando.loro subito un santo protettore i~;~ . Cielo. . Incontravo un giorno lo strégone del paese, che co.n in ispa.lle il sacchetto delle sue medicine, cOIÌsist!lnti d'ordinario in pepe trito, eugo essicato di zucchero e 9-'erbe, se ~e tornava. tranquillamente canterellando a. casa. sua.. L'amicizia.· che ·da lunga data. è fra. di noi dandomi una certa. libertà, gli domando senza. prea'mboli quale malato egli venga. dal curare. Un bambino del villaggio di Ka.màn, mi risponde, e se tu mi dai un po' di quella tua · medicina che fa. risuscitare imorti, vedi..... fa- . remo a. metà dei montoni-ch'io vo raccogliendc;> numerosi dai miei clienti... - Si, si, un altro momento ne discorreremo, gli rispondo per ·:finir subito il colloquio, e di:ffila.to me ne vo al villaggio indicatomi (v. incÌSione a pag. 105). ·'
RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=