86 1ll eoqsolata tornano dal·villaggio di Maciarìa, dove· han pernottato. Il capo 'è .con essi: 'Viene ad offrirmi ·un grosso corno di bue. pieno_di latte ed un mazzo di banani scelti, ed a ricordarmi la promessa fattagli ieri sera di visitare il suo villll.ggio. Vi vado senz'altro. Esso sorge nel bel' mèzzo d'un boschetto e vi si accede per un ampio viale scavato, c'ome un tunnel, nel verde dal continuo passaggio di buoi e montqni nell'andare al pascolo. Il viale è _una vera bellezza, 'ed è pittoresco e ridente il villaggio colle capanne ombreggiate da alti alberi, da cui pendono festoni di liane e di fiori. Esprimo la 'mia impressione a Maciarìa; il quale ne gpngola, -.esE~endo , per · i·,neri un buon augurio ed 'una' benedizione "la 16de· data da un amico al luogo di loro dimora Fatte in fretta molte chiacchiere e soddisfatte molte curiosità innocenti, mi accomiato dal capo e dalla sua gente con un'infinità di strette di mano, e COJirO a raggiungere la mia piccola carovana, partita, dietro mio <Ordine, mentre io mi tratteneva al villaggio. Scavàlcate dÙe nuove colline, eccoci al fiume Ciania.' Uno dei J>i.ù miserabili ponti indigeni è .gettato fra le due rive. Mi arresto alquanto perplesso a contemplare l'acqua cenerognola e profondissima, scorrente placida e baciata dal sole, quasi p. nascondere l'insidia terribile del fondo melmoso. Chi lo tocca non ne risale senza un miracolo.... Eppure qui non posso, c!>me altrove ripetutamente hp fatto, tragitt~~rre sulle spalle del volenteroso Ngol'lge. Quel cosidetto ponte mi sta innanzi come una necessità ine~orabile. I miei uomini vi passano u'n dopo-l'altro a quattro gambe: la mia volta è venuta. Mi raccomando alla Consolata e m'incammino anch;io carponi. Le mie membra, per quanto esercitate, non hanno certo l'elasticit~ felina di quelle dei neri, ed imprimo perciò ai tronchi oscillanti più marcate scosse - . Pàtr~, fa atte.nzione! Patri va piano! - mi si grida dall'altra sponda, e gli avvertimenti non cessano se non quando anch'io facèio come colui che, toccata la riva« si volge , all'onda perigliosa e guata ». Deo gratias, ed avanti! Ci dirigiamo verso il villaggio di W111ughe;va,·il· q).lale,.come ora so da ampie informazioni attinte per via, è il 1capo più importante "di questa zona. In·un punto distante ancora, a quanto mi si dice, due ore dalla J;~.ostra meta, concedo ai portatori un breve alt per sfama.rsi. Sto per dare il segnale di nuova partenza, quando odo alle mie spalle un co.rrere precipirato. - Che avViene? Il mio boy, un vigoroso giovanotto, ne.insegue un altro sconosciuto, fuggente a tutte gambe. Il bricco:pe deve certo a:verci rubato qualche cosa. - A me! -Con un vocione da riscuotere ed intimorire le pie re gli grido: F~jrmati"f Vien qua! Non si fa· ripetiere l'ordine due volte, chè il.mio fucile gli incute rispetto, e torna indietro mogio mogio sotto la scorta del boy. Questi mi racconti!-come poe' anzi ·ayess,e· strettp ~l!- pat,to collo scon!>" seiuto, passato di lì a caso: egli aveagli data una certa misura di canna da· zucchero, e l'altro s'era obbligato a portargli il carico fino ·alla successiva collina. Ma gcdutasi la caparra, aveva tentato ·di svignarsela colla fuga. Non ho nemmeno la fatica di pronunciare un giudizio: il colpevole, con aria contrita e senza profferir verbo, si pone ·S)llle spalle il carico, mostrandosi disposto a sod· 1 disfare al suo impegno. ' ' · E si riparte, m)lo per' sospendere ancora di lì ad un'ora la marcia. Da nuove informazioni che paiono attendibili, vengo 8. sapere che nelle immediate vicinanze di Waugheva non · troverei nè acqua buona, •nè un sito ·conveniente al mip scopo.· Tnoltre al punto ove siam giunti il sentiero presenta un bivio. Se · non si va direttamente da Waugheva, sarà meglio tenersi .a destra, come dice uno, o prendere a sinistra, come consiglia un altro? ·A risolvere la questione, mando Ngonge ed il boy ad esplorare i dintorni. · Tre quar i d'ora dopo essi, affacciati all'al• tura di fronte, mi accennano di avanzare à quella volta. Mi dispongo subito a farlo, e soltanto allora m'avvedo che il famoso carico consistente nella mia tenda, di due portatori, ora non ne ha più alcuno. Il boy è lontano', e l'amico, certo nel momento in cui noi si disputava sulla via da tenere, ha colta al volo l'occasione per dileguarsi inosservato. Ma niente paura! Facendo buon viso a cattivò giuoco, ca_r.ico sulle mie spalle il fardello tra le risa-te dei miei uomini, a cui ho dato l'esempio, e arditamente intraprendo la scalàta dell'erta, versando a rivoletti il sudore. Entriamo finalmente in un boschetto di banani, che con l'ombra ed il fresco viene in buon punto a ristorarci; il boy mi s'affretta incontro per sgravarmi del peso, e m'informa essere il luogo a cui siam giunti la"miglio;r posizione trovata, non distando molto da Waugheva e nel tempo stesso da un ruscello d'acqua.buona' e fresca. Il sitò, difatti, si presenta bene: al . di là del bosco testè attraversato s' apr~ un discreto spianato, adattissimo per impianeirv' una piccola ·costruzione ed, al momento, pér· drizzarvi la mia teilda. Stan colà ·alcuni•vecchietti disputanti appunto sull'arriVO di Ulj. m'ltsungu (europeo), loro annunziato .dai miei esploratori. Li saluto, e dico che desi6ero fare la conoscenza del capo del luogo: Mi rispondono· eh~ già l'han mandato a chiamare e che · tra poco egli sarà qui. Aspettando,lo, fo uri piecolo giro intorno fra folte bananiere; ad un· tràtto mi trovo in un grpsso villaggio, qove ~o la figura .d'un ~;~asso gettat!) fra uno storno di uccelli calati alla pastura in . un campo di miglio. . ·Uomini e donne, vistomi a comparire, fuggono' terrorizzati; i bambini in .braccio_' alle mamme o attaccati alle,loro ga111be, strillano come aéquilotti i si riempiOJ;lO le capann~ e fuorl si fa il de'Serto. Povera génte! Forse non han veduto. mai biancJ!i, e ~olo hanpo
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