All'impianto d'una nuova Missione 80MM .ANIO: Pa,.ten•a da I.imùi"U - .E/?etii ter"opeutici d'una ro'sata- Da Moturi- Or"an ,,.aeasso per; nulla - I.a messa solto la tenda • - 8oeialismo kikùiu - Balli e balle,.;,.; - M eriggio egu~toriale -:- Il passaggio del Cia- ,.;a - u,. indige,.o evoluto - Tra due portatori il earico rima"e vaco,.te - Il biancol scappa, scappai-IIcapo Wauglteva- Modo spiccio di vincere u,.a lotta - Commercio i,.digeno - La mia dimora provvisoria, edi miei nuovi amici - Il parado'so per una dotczina di banani/ - Uomo allegro il eiel r aiuta - - Pereltè vuoi abba,.donarei' - Ritorno - .Sui fiumi o'rieani-Fabbrica di liguor"e indigeno - Dag,.o, doecia e pattinaggio/-I.e soddis,atcioni del missionario cattolico. l · Oramai balbetto discretamente la. lingua. kikùiu; ho acquistato bastante pratica. dei luoghi e q':lalche esperienza d'indigeni: accetto per-- tanto con pia.c·ere dal nostro amatissimo Su· periore l'incarico di reca.rmi ad impiantare un nuovo posto di mi6sione al di là del fiume Ciania. Colla perfetta. conoscenza che egli ha del paese, mi ha designato pressapoco la località 'dove. io dovrò fissarmi, presso il capo più importante della zona. I pochi.portatori necessari alla mia piccola spedizione son pronti coi rispettivi carichi; Muerikkia, un bravo nero da due anni addetto alla. cucina di Limùru, mi segue nella doppia qualità di uomo fidato e cuoco perfetto. A capo.-carovana mi è destinato dal Superiore il suo fido Ngonge, il qual~ rigido nella sua divisa di· sergente, armato di fucile e baionetta., coi piccoli occhi scintillanti come lama d'acciaio, ha un aspetto truce, di grande effetto per il mantenimento della disciplina. Datogli l'ordine di mettersi in marcia, vado ad invocare ii.ncòra la benedizione di Gesù in Sacramento e della Consolata;. saluto a.ff!lttuosamente il superiore locale, P. Ber.tagna, quindi allegro m'affretto a rf!.ggiungere i miei uomini: nove in totale. Sono le due dopo mezzodì. Ho deciso di seguire la strada cosidetta degli Akikùiu, perchè soltanto gl'indigeni la percorrono: è la più breve tra Limùru ed il Ciania, ma altresì la più faticosa.. Da principio tutto procede a.ss\1-i b!)ne; se non che.valicata appenala prima collina un portatore barcolla sotto il suo caricp, quasi questo fosse divenuto.di piombo; , un secondo, accasciandosi lo lascia cadere a terra.; un terzo·sbuffa, come oppresso da insopportabile fatica.. In breve .è un coro generale di omèi (ho male!) così singolarmente patetico da farmi prorompere in una... sonora risata. I furbi si ~ua.rd~~ono fra loro, guardano me, poi, a guisa degli antichi Auguri, si mettono a ridere anch'essi di cuore; Hà.n subito. eapito che io, benchè nuovo, già conosco benissimo non essere i pret!)si malanni se non un'astuzia per ottenere poi qualche aggiunta 83 , alla-paga. pattuita.. Stabilitosi così un generale buon umore, si affretta il passo: tutti han' ricuperato s'alute e forza, ed i carichi pa.iono essersi alleggeriti per incanto. · Attraversiamo il primo fiume, il Roacca, profondo assai, ma poco largo. Di qui ha ra· dice una successione di alture correnti quasi parallele verso oriente, e separate una dall'altra da un corso d'acqua scorrente in fondo al burrone, cosicchè chi viaggia deve ogni . tanto scendere giù giù, per poi arrampicarsi come i gatti sulla riva. opposta. Questo tratto di strada è tuttavia reso men faticoso dall'ombra fitta della foresta che ricopre i pendii e da un venticello che ristora, dando animo a proseguire il cammino. . . Il passaggio dèl Ka.meti non incute troppo timore: alcuni macig.ni erge,ntisi in mezzo al fiume fan da naturali pilastri al ponte, formato ·da due tron·chi d'albero gettati su di essi da una s.ponda e dall'altra. Ma u~~; denso nuvulone nero si è nel frattempo· avanzato da nord, minacciando uno d~i soliti furiosi temporali africani. Na'lla speranza di guadagnar l'erta. prima che esso scrosci, affretto il passo, precedendo i portatori. Vana fatica ! Non sono a mezza costa che s'aprono le cateratte del cielo tra l'imperversare del vento: Spinta da questo, la pioggia' violenta mi sferza il viso, mi mozza il respiro e mi costringe a camminare quasi ad occ~i chiusi, p'er impedire che v'entri l'acqua. E una lotta corpo a corpo cogli elementi scatenati; tuttavia avanzo di' corsa verso la vetta. Anche i pòveri portatori vi giungono trafelanti, chè stavolta han davvero ragione di lamentarsi del loro carico, il quale, imbibitosi d'acqua, s'è fatto al doppio pesante. Però, sebbene con rincrescimento, non li lascio fermare: si fa notte ed io voglio attendarmi presso il villaggio del capo Moturi, da cui' ci dividono ancora due òre buone di marcia. Le compiamo sotto la pioggia incessante, arrivando alla meta ben lavati. Messo il campo, fatti ritirare sotto la mia tenda i carichi, attendo alla recita del Breviario; intanto Muerikkia mi prepara un piatto di riso fumante, graditissimo dopo quattro ore e mezza di marcia forzata. e la solenne bagnatura che mi ha intirizzito. Sono le otto e mezza: la pioggia è cessata ed io esco per un giro d'ispezione. Sotto un capannone, ap'· positamente costrutto per le carovane di passaggio, ·i miei uomini, intorno ad un gran ·fuoco, si scaldano ed arrostiscono le loro patate. Nel cielo, spazzato ora d'ogni nube, scintillano le stelle e risplende _la luna, il cui chiarore mi mostra. benissimo il villaggio di Moturi stendentesi sulla vetta e sul pendio nord della collina, sui fianchi della quale noi ci troviamo Le capanne vi son numerose ed altresì gli abitanti, a giudicarne dalla rappresentanza qui venuta a vedere i nuovi ar· rivati : una cinquantina di persone tra giovanotti, donne e vecchi, che mi si fanno
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